Voci della Sanità 23 Gennaio 2018 16:31

Emilia-Romagna, parte il progetto per il nuovo ospedale di Cesena

Cento milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna per il nuovo ospedale di Cesena. Una struttura in grado di rispondere alle moderne esigenze, organizzative e funzionali, del sistema sanitario cittadino e della Romagna, e che si preannuncia all’avanguardia per comfort e sicurezza: avrà stanze a 1-2 letti, parcheggi e un’agevole viabilità d’accesso. Si svilupperà in prossimità […]

Cento milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna per il nuovo ospedale di Cesena. Una struttura in grado di rispondere alle moderne esigenze, organizzative e funzionali, del sistema sanitario cittadino e della Romagna, e che si preannuncia all’avanguardia per comfort e sicurezza: avrà stanze a 1-2 letti, parcheggi e un’agevole viabilità d’accesso. Si svilupperà in prossimità del casello autostradale Cesena Sud, su una superficie totale di 75mila metri quadrati. 

Il costo complessivo previsto per l’opera, in base al quadro economico di massima, è di circa 156 milioni di euro, al netto delle tecnologie e degli arredi. 100 milioni arriveranno dalla Regione – che con una specifica delibera ha approvato, nella seduta di Giunta di ieri, lo studio di pre-fattibilità – gli altri 56 dall’Azienda Usl della Romagna. La concezione del Nuovo Ospedale di Cesena, progettato per garantire ai cittadini un’assistenza sanitaria sempre più qualificata, è improntata alla flessibilità, a partire dall’aspetto strutturale per arrivare a quello gestionale. Il complesso, quindi, sarà in grado di cambiare e adeguarsi alle esigenze che si presenteranno via via a livello terapeutico, tecnologico e organizzativo.

Il progetto, sulla base dello studio di pre-fattibilità, è stato illustrato oggi in Comune a Cesena; presenti il sindaco, Paolo Lucchi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, il direttore generale dell’Azienda Usl della Romagna, Marcello Tonini, e numerosi sindaci del territorio.

Perché un Nuovo Ospedale?
La necessità di realizzare un nuovo ospedale a Cesena è legata alle criticità strutturali dell’attuale, il “Bufalini”, che ne limitano la fruibilità a livello sia di accessibilità per i pazienti e per il personale ospedaliero, sia di disponibilità di aree da dedicare alle nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche. Inoltre, la necessità di adeguamento alle norme antisismiche in vigore comporterebbe ulteriori interventi, con inevitabili disagi per pazienti e personale sanitario. Motivi, questi, per cui si è ritenuto più opportuno costruire un ospedale ex novo; una struttura che manterrà a disposizione della città e dei pazienti la stessa offerta sanitaria dell’attuale “Bufalini”, ma con una flessibilità spaziale e funzionale che consentirà l’adeguamento alle nuove caratteristiche organizzative dei servizi, all’evoluzione dei bisogni sanitari e alle necessità di riorganizzazione e valorizzazione della rete ospedaliera esistente nell’Azienda Usl della Romagna.

Il nuovo complesso: filosofia del progetto e caratteristiche
Una “piastra” centrale – dove concentrare le funzioni sanitarie generali, compresa l’area dell’emergenza/urgenza e i servizi per l’utenza esterna – a cui collegare delle torri (articolate su tre-quattro piani) per ospitare le degenze e gli ambulatori medici. Il tutto su una superficie complessiva di 75mila metri quadri. È lo schema funzionale di base che si pensa di adottare per il nuovo ospedale di Cesena. Un complesso di strutture poco elevate in altezza, quindi di basso impatto ambientale, e anche molto flessibile: alla piastra centrale possono essere aggregate più torri, ognuna composta anche da un numero diverso di piani, a seconda delle necessità variabili nel tempo.

La piastra centrale (circa 33.000 metri quadrati di superficie) sarà articolata su due-tre piani; quello inferiore dedicato all’utenza esterna e quelli superiori all’emergenza urgenza. L’accesso al Pronto soccorso si troverà a un capo della piastra, mentre l’ingresso dell’utenza potrebbe essere collocato al capo opposto o, in alternativa, in un punto intermedio, dove si troverà, in aderenza alla piastra, la palazzina che ospita gli uffici direzionali e amministrativi, oltre alle aree d’accoglienza, la farmacia ospedaliera e un centro di formazione.

In posizione staccata dal complesso torri-piastra sorgerà un fabbricato sede di alcuni servizi generali e logistici (cucina-mensa-dispensa, officine di manutenzione, locali tecnici, magazzini), collegato al complesso principale tramite un tunnel sotterraneo. In quest’ipotesi, per l’ospedale sono previsti 450 posti letto.

Il progetto punta quindi a una struttura che superi le difficoltà di collegamento – presenti nell’attuale ospedale – tra i diversi corpi di fabbrica, che dagli anni Sessanta sono stati edificati attorno a un primo nucleo centrale a monoblocco, e consenta il superamento definitivo delle barriere architettoniche “naturali” che rendono il Bufalini un presidio non adeguato alle esigenze attuali.

Il complesso sarà articolato in nove macroaree: Interventistica, Emergenza/Urgenza, Diagnostica e Terapia, Outpatients (dialisi, ambulatori per esterni, prelievi, palestre), Degenze ordinarie, Materno-Infantile, Laboratoristica, Servizi generali, Logistica. Ma la concezione della nuova struttura ospedaliera sarà improntata alla flessibilità, strutturale e gestionale, con aree di degenza capaci di rispondere alle esigenze di bisogni sanitari che nel tempo possono cambiare. Il dimensionamento del progetto dovrà pertanto tenere conto dell’andamento demografico, delle patologie ricorrenti e nuove, delle relazioni con gli altri ospedali della rete per la concentrazione di casistiche complesse e delle possibilità offerte dalle caratteristiche strutturali previste per la piastra servizi. Qui, in particolare, potranno trovare spazio aree di ricovero di utilizzo comune che ridurranno la necessità di posti letto per la Lungodegenza e la Riabilitazione estensiva.

Esigenza fondamentale, rispettata dal progetto, è il potenziamento degli spazi destinati all’area diagnostica per prestazioni di alta complessità al servizio dei percorsi del trauma e delle neuroscienze (piattaforma radiologica e di radiologia e neuroradiologia interventistica) in cui si svolgono prestazioni di alta complessità. L’attuale “Bufalini” è infatti sede di Trauma Center della Romagna e svolge un ruolo di riferimento per l’urgenza e per i grandi traumi (neurochirurgici e ortopedici).

Dove sorgerà il Nuovo Ospedale?
L’area su cui potrà essere collocata la nuova struttura è stata individuata in un vasto appezzamento di terreno di proprietà dell’Azienda Usl della Romagna, con una superficie fondiaria complessiva di 22 ettari, in prossimità del casello Cesena Sud dell’autostrada A14 e attraversato dalla nuova Bretella di Gronda di collegamento con la Secante di Cesena. Per raggiungere la nuova sede ospedaliera saranno attivate ulteriori linee di trasporto pubblico in aggiunta a quelle che già servono l’area.
Che ne sarà dell’attuale Bufalini? 
Dopo la realizzazione e l’entrata in funzione della nuova struttura ospedaliera, una parte dell’attuale “Bufalini”, e precisamente quella denominata “piastra servizi”, attivata nel 2009, potrebbe essere riutilizzata come “contenitore” di buona parte dei servizi sanitari territoriali collocati nel comune di Cesena. 

 

Articoli correlati
Chirurgia intima: ringiovanimento vaginale e labioplastica tra gli interventi più desiderati
Torna, per il nono anno consecutivo, dal 26 settembre al 1° ottobre 2022, l’appuntamento con la Settimana del Benessere Sessuale (SBS): incontri e consulenze, offerte dagli specialisti in tutta Italia, in tema di sessualità, educazione sessuale e affettività. L’indagine della FISS sulla chirurgia estetica dei genitali: «Chi ha ceduto alla tentazione del bisturi l’ha fatto per colmare un senso di insoddisfazione e per migliorare la relazione sessuale con il partner»
Pubertà precoce femminile, colpa (anche) di smartphone e tablet?
Salerno (SIEDP): «Ancora da stabilire meccanismi di correlazione. Evitare allarmismi ma regolamentare tempistiche d’uso»
Terapia del dolore? Meno di tre pazienti su dieci sanno di potervi accedere
Al 45° Congresso AISD i risultati di una survey che illustrano la scarsa conoscenza dei cittadini sulla legge 38/2020 per la presa in carico del dolore cronico
Arriva dal mare la cura per cartilagine e artrosi delle ginocchia
Uno studio internazionale dimostra che l’aragonite contenuta nei coralli e impiantata nell’arto grazie ad un device a forma cilindrica sarebbe in grado di garantire un miglioramento clinico e funzionale del ginocchio senza rischi di rigetto. Primi due interventi alla Clinica Città di Pavia del gruppo San Donato
Malattie croniche intestinali, Caprioli (IG-IBD): «L’ecografia riduce i tempi di attesa e costa meno»
Il Segretario Generale dell’IG-IBD: «Necessario formare medici specializzati nell’ ecografia delle anse intestinali, ma anche inserire un corso di ecografia già nel ciclo di studi universitari della facoltà di Medicina. L’ecografia delle anse intestinali, infatti, se effettuata da specialisti formati ad hoc migliora il trattamento dei pazienti ed evita eseguire altri esami più costosi ed invasivi»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 settembre 2022, sono 615.555.422 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.538.312 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi