Voci della Sanità 25 Marzo 2021 17:05

Distribuzione dei farmaci, interrogazione del Pd a Speranza: «Pazienti fragili a rischio, perché non applicare norme Dl Rilancio?»

In una interrogazione a prima firma Vito De Filippo si segnala anche che l’accesso l’accesso con modalità Spid ai piani terapeutici Aifa web based ha complicato la vita dei pazienti cronici

Il Covid ha complicato la vita di tutti quei pazienti cronici che si sono trovati ad affrontare la propria malattia con la paura di contrarre il temibile virus. Una paura che ha spinto molti a rinunciare alle visite e anche ad evitare di recarsi nelle farmacie ospedaliere pur di non entrare in un luogo comunque ad alto tasso di contagiosità. Non bisogna dimenticare, infatti, che secondo l’Istituto superiore di sanità i pazienti positivi al Covid-19 con disfunzioni legate a malattie cardiovascolari, hanno una probabilità ben più alta di contrarre una forma severa dell’infezione e, conseguentemente, una probabilità maggiore di decesso.

Per molti di questi pazienti, soprattutto gli oncologici e i cardiopatici, è venuta meno la continuità terapeutica ed assistenziale. Di questo si occupa una interrogazione al Ministro della Salute presentata dal Pd a prima firma Vito De Filippo (e cofirmata da Elena Carnevali e Paolo Siani).

Al fine di garantire una maggiore facilità di accesso alle cure per i pazienti fragili, l’articolo 8, comma 5-bis e 5-ter, del decreto-legge n. 34 del 2020 (Dl Rilancio) ha previsto due elementi di novità in termini di cambiamento del canale distributivo di farmaci e di semplificazione degli strumenti di monitoraggio dei farmaci previsti da AIFA.

In base al comma 5-bis – si legge nell’interrogazione – le regioni per i farmaci di distribuzione diretta possono provvedere a modificare il regime distributivo attraverso la cosiddetta distribuzione per conto (Dpc), secondo condizioni modalità e criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e di intesa con la Conferenza Stato-regioni affinché il paziente possa ritirare il farmaco nelle farmacie aperte al pubblico. In base al comma 5-ter si prevede che l’Aifa entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge individui l’elenco dei medicinali soggetti a registro di monitoraggio, per cui si ritenga che le condizioni di appropriatezza e di controllo dei profili di sicurezza possa essere svolta dai piani terapeutici».

«Ma – sottolineano i deputati – ad oggi, nessuna delle due norme ha trovato applicazione e permangono i problemi per i pazienti cronici che preferiscono abbandonare la terapia per non recarsi in ospedale. A questa restrizione viene segnalata un’ulteriore problematica relativa al passaggio con modalità Spid o Cns per l’accesso ai piani terapeutici Aifa web based e registri di monitoraggio previsti dall’articolo 24, comma 4, del decreto-legge «semplificazioni» n. 76 del 2020».

Nell’interrogazione si chiede quali siano i motivi del ritardo nell’emanazione del decreto ministeriale previsto dall’articolo 8, comma 5-bis, in tema di distribuzione di farmaci, e della determina dell’Aifa; se non ritenga opportuno dare attuazione all’articolo 8, comma 5-ter del decreto-legge n. 34 del 2020 convertito dalla legge n. 77 del 2020, per superare le disomogeneità territoriali e superare i limiti di natura amministrativa relativa ai piani web-based ed ai registri di monitoraggio, per consentire un adeguato accesso alle terapie e la conseguente continuità terapeutica dei pazienti; se non ritenga opportuno, al fine di garantire la continuità terapeutica ed evitare ulteriori rinunce alle cure, adottare iniziative per definire le modalità di implementazione del passaggio tra i diversi sistemi telematici di registrazione e consultazione dei piani terapeutici e registri e, nel caso di mancata adozione da parte dei medici nei termini previsti dell’identità digitale, quale sia il percorso che garantisca la continuità di cura».

 

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