Voci della Sanità 16 Dicembre 2020 17:53

Covid-19: pazienti cronici gastro reumatologici pagano prezzo psicologico più alto

Doppio stress per i pazienti reumatici con malattie infiammatorie articolari

Disponibile in rete dal 15 novembre fino al prossimo 15 febbraio 2021, il 7° Congresso Nazionale della Società Italiana di GastroReumatologia SIGR. Il primo modulo già sul web, ha affrontato argomenti direttamente correlati alla pandemia COVID-19, tra cui l’impatto psicologico della pandemia nei soggetti affetti da malattie croniche, una volta segnalati ed esplorati i diversi fattori di rischio.

«In Italia, I pazienti reumatici no Covid-19 ma con malattie infiammatorie articolari hanno dovuto subire un doppio stress, terapeutico e psicologico, nel momento in cui le loro prestazioni di cura sono state spostate o annullate e il farmaco che erano abituati ad assumere è diventato irreperibile perché suscettibile d’uso anche per il Covid-19» sottolinea il dottor Luis Severino Martin, Ospedale “Paolo Colombo” di Velletri (RM), U.O. di Medicina Interna e Reumatologia, relatore chiamato in FAD sul tema dell’impatto psicologico della pandemia nei pazienti reumatici e sui soggetti sani.

Da uno studio condotto per l’Ars Toscana nel maggio di quest’anno, emerge infatti che un malato cronico come quello affetto da patologie gastroreumatologiche ha, in generale, un rischio più che doppio di sviluppare Covid-19 sintomatica rispetto a un soggetto sano (RR=Rischi Relativi malato vs non malato, pari a 2,31). A ciò si aggiunge l’effetto di un sistema sanitario sotto stress anche per quel che riguarda i malati no Covid-19. Il 55% di chi presenta patologie croniche ha avuto difficoltà ad accedere ad accertamenti o esami, mentre il 65% ha dichiarato di aver avuto tempi di attesa più lunghi.

«Per far l’esempio degli Stati Uniti – prosegue Martin – la riduzione fino ad un -76% (3) delle prestazioni ambulatoriali durante i lockdown, ha creato di fatto una situazione vissuta dai pazienti cronici come un abbandono del sistema sanitario proprio nel momento di maggiore necessità. La pressione mediatica esercitata sui cittadini per le conseguenze drammatiche della pandemia, l’isolamento, la paura del contagio, l’allontanamento delle persone care, etc, ha portato poi gli individui a sviluppare alcune risposte adattative variabili in base al vissuto di ognuno. Per dare una dimensione al fenomeno, secondo alcuni studi condotti sulla popolazione degli Stati Uniti, le conseguenze psicologiche più frequenti registrate sono state: l’aumento delle crisi d’ansia +400% (4), soprattutto fra gli adolescenti +70% (5); l’aumento della depressione +450% (6); dell’abuso di sostanze tossiche, alcool e/o droghe (7) e persino l’aumento dei casi di suicidio o tentato suicidio (8). Lo stato depressivo di nuova insorgenza, poi, si è verificato di più +38% nella popolazione produttiva (9) anche perché legata all’incertezza del futuro lavorativo».

Uno studio dell’Università del Massachusetts postula un numero di morti dovuti alle conseguenze psicologiche della pandemia superiore al numero di morti dovuti all’infezione da SARS-CoV-2. E si prevede che le conseguenze di tipo psicologico a lungo termine della pandemia potrebbero persistere per diversi anni.

«In Italia l’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova i pazienti cronici, tra i quali quelli affetti da patologie gastroreumatologiche e che, attraverso la voce delle proprie associazioni, hanno segnalato oltre 18 milioni di prestazioni sanitarie cancellate tra febbraio e ottobre 2020» sottolinea il presidente SIGR, Bruno Laganà. Risultano poi più che raddoppiate (dal 16% al 33,9%) le difficoltà di comunicazione dei pazienti con il proprio medico di medicina generale, con oltre 2 persone su 10 che durante la prima ondata dell’emergenza sanitaria hanno riscontrato problemi di assistenza.

«Va detto con forza che, per i cronici, non cessano né rallentano le sofferenze fisiche e psicologiche e neppure diminuiscono le necessità di accedere a un’assistenza sanitaria e clinica che non può essere interrotta» interviene a sua volta il professor Vincenzo Bruzzese, past president di SIGR. In una recente ricerca condotta dall’istituto WeResearch è emerso come più di 4 persone su 10 mettano in relazione il periodo dell’emergenza con il peggioramento della propria condizione di salute, nella frustrazione di vedersi negato il pieno diritto alla Salute quasi fossero pazienti “in nero”.

«Questa situazione impone un’organizzazione sanitaria che affronti in Italia come nel mondo anche queste problematiche – conclude il dottor Martin – innanzitutto, dovremmo riconoscere e accettare che queste problematiche esistono e possono condizionare in modo importante la qualità di vita delle persone. Quindi, dovranno essere implementate sul territorio tecniche di Counseling che possano aiutare le persone coinvolte a superare la reazione “patologica” sviluppata».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Sla, sì unanime della Camera per tre mozioni a sostegno di pazienti e familiari
Ogni anno 2 mila nuove diagnosi di Sclerosi laterale amiotrofica. Governo impegnato a creare Registro nazionale e ad assicurare l'accesso permanente delle associazioni dei pazienti ai tavoli istituzionali. Soddisfatta la deputata della Lega Arianna Lazzarini, la prima a presentare una mozione sul tema: «Maggioranza ed esecutivo si sono impegnati, su questi temi non bisogna dividersi. Ora lotta a burocrazia»
Vaccini, dpi e distanziamento hanno abbattuto l’influenza stagionale. Cricelli (Sigm): «C’è, ma non si trasmette»
L’ultimo report settimanale dell’ISS rileva un’incidenza delle sindromi simil-influenzali sotto la soglia basale con un valore pari a 1,4 casi per mille assistiti. L’anno scorso, di questi tempi, era pari a 4,9
Odontoiatri e vaccino anti-Covid, Iandolo (CAO): «Non vogliamo essere tagliati fuori»
Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri: «Si segua criterio di esposizione al rischio, non di inquadramento contrattuale». Sì ad arruolamento come vaccinatori “in strutture ad hoc”
Ortottisti. Fiore (Aiorao): «Puntiamo alla presenza sul territorio, accanto a pediatri e medici di famiglia»
Dalla pandemia gli insegnamenti per un anno migliore, la presidente Aiorao: «L’emergenza ci ha mostrato il significato dell’aggregazione con le altre professioni, il ritrovarsi tutti sotto uno stesso ordine, pur mantenendo ognuno le proprie specificità professionali»
di Isabella Faggiano
31 dicembre 2020, un anno dai primi casi di “polmonite sconosciuta”
Il dg Oms Tedros Ghebreyesus, nel discorso di Capodanno, ripercorre questi 365 giorni di pandemia e invita alla solidarietà tra paesi come vera arma contro il virus
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 15 gennaio, sono 93.129.104 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.994.440 i decessi. Ad oggi, oltre 35,57 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Assicurativo

Posso portare in deduzione la mia Rc professionale?

Tutti coloro che devono stipulare una polizza per la responsabilità civile in ambito professionale hanno la necessità di far pesare il meno possibile tale onere obbligatorio sul loro reddito da lavo...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...