Voci della Sanità 14 Ottobre 2020

Covid-19: Fondazione TLS individua l’anticorpo monoclonale più potente che sarà testato in clinica

Nuova pubblicazione su BioRxiv mostra la potenza di inattivazione del virus SARS-CoV-2 degli anticorpi monoclonali umani selezionati finora. Attesi per fine mese i risultati definitivi del modello in vivo

Il Monoclonal Antibody Discovery (MAD) Lab di Fondazione Toscana Life Sciences annuncia la scelta dell’anticorpo monoclonale (MAD0004J08) che si è dimostrato più potente contro il virus e che sarà testato nelle prove cliniche il cui avvio è atteso per fine 2020. Una decisione scaturita dall’attuale fase di sviluppo e produzione dei tre anticorpi migliori (selezionati a luglio scorso) e che valuta sia la capacità dell’anticorpo di legare la proteina spike e di inattivare il virus, sia la resa da un punto di vista dello sviluppo e produzione della terapia contro coronavirus SARS-CoV-2 (Progetto MAbCo19).

«La scelta dell’anticorpo candidato farmaco è frutto della fase di sviluppo del prodotto che si è concentrata nel verificare non solo gli aspetti scientifici ma anche gli aspetti relativi alla produzione della terapia a base di anticorpi monoclonali umani selezionati a partire dal sangue di pazienti guariti da COVID19 – afferma Fabrizio Landi, Presidente di Fondazione Toscana Life Sciences – Come Fondazione TLS e grazie a tutti i partner che ci affiancano in questa sfida, stiamo procedendo secondo i tempi e le ipotesi fatte con l’intento di dare ulteriore dimostrazione della forza del modello pubblico-privato con il quale la Fondazione opera da sempre e per il quale il Progetto MAbCo19 rappresenta un valido esempio di successo».

Inoltre, «il gruppo di ricerca ha recentemente pubblicato su BioRxiv il lavoro scientifico “Extremely potent human monoclonal antibodies from convalescent Covid-19 patients” relativo alle evidenze dell’attività svolta finora – si legge in una nota – . Il preprint, firmato da oltre venti ricercatori, tra i principali a livello nazionale e internazionale delle realtà INMI Spallanzani, Toscana Life Sciences, VisMederi, Università di Siena e Imperial College di Londra, mostra gli avanzamenti dell’attività di laboratorio che ha selezionato, dal sangue dei pazienti guariti da COVID-19, oltre 4.000 cellule B producendo circa 450 anticorpi da testare, tra i quali lo scorso luglio sono stati individuati i 3 più promettenti, capaci di neutralizzare due varianti del virus SARS-CoV-2 in vitro con potenza neutralizzante compresa tra 4 e 10 ng/mL».

«Abbiamo raccolto in questo lavoro i risultati più significativi dell’attività di ricerca svolta negli ultimi mesi e che ci ha permesso di ottenere una sempre migliore caratterizzazione degli anticorpi – afferma Claudia Sala, Senior Scientist del MAD Lab presso Fondazione Toscana Life Sciences – .Tra questi anticorpi ne abbiamo selezionati 14, poi classificati in quattro diversi sottogruppi, sulla base della loro specificità di legame a porzioni definite della proteina spike del virus. Anche dopo la scelta dei 3 anticorpi più promettenti e del candidato farmaco, ora in fase di produzione in formato GMP (Good Manufacturing Practice) nello stabilimento Menarini di Pomezia, il lavoro di ricerca nei nostri laboratori prosegue affinché si possano avere sempre maggiori risposte nel percorrere la strada per combattere SARS-CoV-2».

«I risultati promettenti illustrati nel paper  – prosegue la nota – aprono nuove strade sul fronte dell’approccio scientifico, ad esempio l’ipotesi di una combinazione di anticorpi come possibile terapia. Inoltre, risultati preliminari dei test in vivo (sui criceti) mostrano che gli anticorpi monoclonali selezionati agiscono sia come mezzo preventivo che terapeutico.  Il gruppo di ricerca di Toscana Life Sciences sta, dunque, lavorando a una pubblicazione per una rivista peer reviewed che raccolga i risultati finora generati incluse le prove in vivo, per le quali i risultati definitivi sono attesi entro la fine di ottobre 2020».

«Il MAD Lab di Fondazione Toscana Life Sciences, coordinato dal Dr. Rino Rappuoli, lavora secondo l’approccio sperimentale della Reverse Vaccinology 2.0. Il progetto MabCo19, avviato a fine marzo 2020 grazie a un accordo di collaborazione con l’INMI Spallanzani, successivamente esteso anche alla Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, è stato possibile grazie a un finanziamento parziale con risorse derivanti dalla Regione Toscana nell’ambito del Centro Regionale di Medicina di Precisione (C.Re.Me.P.), a risorse provenienti da una raccolta fondi pubblica e, successivamente, ad un rilevante finanziamento dall’EU Malaria Fund, supportato anche dalla Fondazione MPS, che ha consentito la creazione di un joint venture agreement tra AchilleS Vaccines, destinataria delle risorse del fondo, e la Fondazione TLS» conclude.

 

 

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