Voci della Sanità 26 Giugno 2020

Carcinoma prostatico: un nuovo dispositivo in uso alla ASST Monza

Cicli di radioterapia più brevi e più sicuri

Martedì 16 giugno, presso l’Unità operativa complessa di Radioterapia è stato trattato per la prima volta al mondo un paziente con la nuova tecnologia della ditta svedese Micropos alla ASST Monza.

«Si tratta di una sonda impiantabile che funziona analogamente a un sistema GPS – si legge in un comunicato aziendale – e permette la localizzazione in tempo reale del volume bersaglio durante la radioterapia. Grazie al continuo monitoraggio del target, viene assicurata una somministrazione selettiva della dose, minimizzando l’irraggiamento degli organi sani circostanti».

«La sonda impiantabile – prosegue – alloggiata all’interno di un catetere vescicale, una volta terminato il ciclo di radioterapia viene espiantata completamente, costituendo quindi un impianto non permanente. L’elevata precisione garantita da questo dispositivo, che verrà specificamente utilizzato per il trattamento del carcinoma prostatico, consentirà di effettuare cicli di radioterapia più brevi – passando da 38-40 applicazioni (circa 2 mesi di trattamento) a 4-5 applicazioni (soltanto 1 settimana) più efficaci e più sicuri».

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Il personale della Radioterapia e di Fisica Sanitaria dell’Ospedale San Gerardo ha continuato a lavorare anche durante la pandemia non interrompendo mai la propria attività a beneficio dei pazienti oncologici. Ciò si è reso possibile grazie all’adozione di protocolli di ipo-frazionamento, caratterizzati da poche sedute con dosi più alte, che hanno consentito di limitare il numero di accessi in reparto dei pazienti e dei loro caregivers in un periodo di ridotta mobilità.

«Questa nuova acquisizione tecnologica – spiega il professor Stefano Arcangeli – che segue il recente rimodernamento degli acceleratori lineari, rappresenta un ulteriore passo avanti che mette questa ASST nelle condizioni di offrire trattamenti di elevata qualità e in grado al tempo stesso di minimizzare il carico assistenziale nei pazienti più fragili e anziani».

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«La possibilità di ridurre il numero delle sedute e di concentrare in sicurezza il trattamento radioterapico è assolutamente rilevante per affrontare meglio le implicazioni organizzative che derivano dalle nuove norme di sicurezza introdotte da Regione Lombardia sui percorsi ospedalieri e sui distanziamenti – aggiunge il Direttore Generale della ASST Monza Mario Alparone – ed è il risultato di un progresso tecnologico ottenuto con la sostituzione dell’acceleratore lineare, inaugurato nell’ottobre scorso».

 

 

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