Mondo 6 settembre 2018

Sedici infermiere dello stesso reparto sono tutte incinte. Il baby boom dell’Arizona

Partoriranno tra ottobre e gennaio. Al Banner Desert Medical Center si sta già festeggiando la dolce coincidenza e predisponendo le sostituzioni di maternità

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I primi ad accorgersi che nel reparto di terapia intensiva del Banner Desert Medical Center in Arizona (USA) c’era qualcosa di strano, sono stati i pazienti. Niente di pauroso o scandaloso, anzi. Ma tutte le infermiere che venivano ad assisterli erano incinte.

Sono sedici, splendidamente diverse nell’età e nel colore della pelle, e tutte con il pancione. Partoriranno tra ottobre e gennaio, e probabilmente coloro che programmavano una gravidanza hanno cercato di approfittare del periodo natalizio per dare alla luce il proprio piccolo.

Ma non c’è stata nessuna scommessa o patto segreto. E come ormai sempre più spesso accade, è stato Facebook a far loro scoprire della dolce coincidenza: quando le prime hanno creato un gruppo per scambiarsi opinioni e consigli, di settimana in settimana si aggiungevano grazie al passaparola altre colleghe. E oltre ad essere felici di poter condividere le proprie esperienze, sono anche riuscite ad ottenere dai cuochi della mensa dell’ospedale dei menù più adatti ad una donna in gravidanza. L’unione fa la forza.

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Dato l’evento eccezionale, l’ospedale ha organizzato una conferenza stampa, mostrando con orgoglio il baby boom dell’Arizona, interpretato come un segno di buon auspicio per l’intera struttura e finito immediatamente sulle pagine dei giornali di mezzo mondo. Le infermiere in dolce attesa hanno anche ricevuto dall’ospedale una tutina per i bebè con la scritta “relax, mia mamma è un’infermiera del Banner Hospital”.

Evidenti però le conseguenze che la maternità contemporanea di sedici infermiere può avere sul funzionamento del reparto, ma l’ospedale ha tranquillizzato i pazienti: sono già state predisposte le sostituzioni per le dodici settimane di maternity leave di cui ha diritto ogni infermiera. Nel frattempo, i pazienti sottoposti a cure potenzialmente pericolose per donne in gravidanza sono assistiti da personale non in dolce attesa.

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