Mondo 10 Aprile 2020

Covid-19, in Francia pochi tamponi, diagnosi con Tac e ospedali dedicati ai malati di Coronavirus

Il racconto di Andrea, chirurgo italiano a Parigi: «Ci affidiamo all‘ossigenoterapia in attesa dei risultati del grande studio Discovery che dirà quali farmaci funzionano»

di Federica Bosco
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Pochi tamponi, ma diagnosi con la tac. In Francia la battaglia contro il Coronavirus si inizia a combattere dalla radiologia e prosegue in ospedali destinati esclusivamente ai malati di Covid-19, come emerge dal racconto di Andrea, 35 anni, chirurgo romano che lavora in un ospedale Covid nei pressi di Parigi.

Com’è cambiata la vita in Francia con l’emergenza Covid-19?

«Tutto è cambiato da quando è iniziato il confinamento, ovvero da circa un mese, prima più blando, ora più stringente e funziona. Sono aperti i supermercati, non ci sono molte persone in giro e anche i trasporti hanno ridotto il numero dei treni così come la metro. In ospedale rispetto alla scorsa settimana si sono ridotti i numeri dei pazienti ricoverati, insomma c’è un lieve calo».

Vengono fatti i tamponi a chi manifesta sintomi?

«No, vengono fatti solo ai pazienti con gravi sintomi respiratori dove c’è un forte dubbio. Ai pazienti che arrivano in ospedale facciamo invece la Tac al torace. Se è positiva non facciamo il tampone, se è dubbia allora facciamo il tampone. E poi c’è tutta una filiera di pazienti che vengono in ambulatorio, che arrivano con sintomi respiratori lievi, vengono visitati da un medico negli ambulatori, fanno il tampone e poi vengono rimandati a casa».

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Come sono curati i pazienti Covid?

«In pratica con l’ossigenoterapia, che consiste in una cura dei sintomi, perché ad oggi non ci sono farmaci adatti a trattare questa malattia».

Gli antivirali vengono usati?

«Nel mio ospedale no, perché poi cambiano a seconda dei protocolli firmati dagli infettivologi del posto. Nel nostro caso non vengono utilizzati».

Non è impiegata la terapia del virologo francese Raoult che utilizza la clorochina e dice di guarire i malati di Covid in una settimana?

«No, lui utilizza questo farmaco che si chiama Plaquenil e ha fatto uno studio con un numero di pazienti limitato e con sintomi leggeri dove non c’è un gruppo controllo, e ha visto che una buona percentuale di pazienti rispondeva e tornavano a casa, guarivano insomma. Ora in Francia c’è un enorme studio che si chiama Discovery, al cui interno ci sono tantissimi centri e  dove vengono testati tutti i possibili rimedi farmacologici, quindi alla fine di questo studio vedremo quello che funziona veramente».

 

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