Lavoro 2 dicembre 2015

«Ridurre i contenziosi e rassicurare i medici. Ecco come funziona la legge sulla responsabilità»

Assicurazione obbligatoria per tutti i medici e tutte le strutture, più risorse al personale per evitare i turni massacranti, inversione dell’onere della prova e conciliazione. Intervista all’onorevole Federico Gelli (responsabile Sanità Pd) sulla proposta di legge di cui è relatore

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Onere della prova a carico del paziente, prescrizione dimezzata a 5 anni, assicurazione per tutti e conciliazione obbligatoria. È questa la sintesi dei 10 articoli della proposta di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario firmata dall’onorevole Federico Gelli (responsabile della sanità del Pd).


In sostanza, dunque, nuovi diritti per i pazienti che hanno subìto un danno e maggiori tutele per i medici con obbligo assicurativo erga omnes. Approvato in commissione Affari Sociali, il documento ora viaggia spedito verso l’inserimento (almeno in parte) nella Stabilità, attualmente in discussione in Parlamento. Si calcola, infatti, un risparmio di circa 300-350 milioni di euro, recuperati abbattendo i costi della medicina difensiva. Un “tesoretto” da investire per aumentare il personale sanitario e consentire, dunque, di colmare le carenze di organico che complicano l’applicazione dei nuovi orari di lavoro, imposti dalla Legge 161, entrata in vigore il 25 novembre scorso e promulgata per sanare la violazione della  direttiva europea 2003/88.

LA PROPOSTA DI LEGGE – Questo è solo un plus della proposta di legge di Federico Gelli. Entrando nei dettagli del testo, uno dei punti principali – all’articolo 7 – è l’inversione dell’onere della prova, che dovrà ora essere prodotta dal paziente. Resta invariato il diritto del cittadino di rivalersi sulla struttura per ottenere il risarcimento, ma per le azioni risarcitorie nei confronti del medico la prescrizione scende da 10 a 5 anni. Gelli, sottolineando la collaborazione dei ministri alla Salute e alla Giustizia, Beatrice Lorenzin e Andrea Orlando, ha messo poi in evidenza la modifica del codice penale: i professionisti che non si atterranno alle linee guida emanate da Società scientifiche iscritte ad un apposito elenco presso il ministero della Salute, risponderanno penalmente solo in caso di dolo e colpa grave. Tutti i medici devono, comunque, assicurarsi: dipendenti e convenzionati per il caso di rivalsa dell’azienda, e liberi professionisti per la responsabilità civile contrattuale. Ma soprattutto devono tutelarsi sia le strutture pubbliche per fatti dei loro dipendenti, sia le private convenzionate con il Ssn e non.

I cittadini potranno contare su una maggiore trasparenza da parte delle strutture, che dovranno fornire la documentazione clinica richiesta entro trenta giorni. Inoltre, sul sito web dovranno essere pubblicati tutti i risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio. Il difensore civico, a livello regionale, avrà funzione di Garante per il diritto della salute. L’articolo 7 bis introduce, però, un tentativo obbligatorio di conciliazione preventiva senza il quale la domanda di risarcimento non può procedere. Ove non riesca, o il procedimento non si concluda entro 6 mesi dal deposito del ricorso, si può intentare azione giudiziaria. I pazienti danneggiati possono proporre anche un’azione direttamente nei confronti delle assicurazioni. Altri passaggi importanti della proposta di legge, l’istituzione degli Albi (articolo 10) per le consulenze tecniche le perizie e la definizione di concetto di sicurezza delle cure e l’obbligo di gestione del rischio sanitario agli articoli 1 e 2.

L’INTERVISTA A  FEDERICO GELLI – Il relatore della proposta di legge l’ha illustrata a Roma – presso la sala Salvadori del Palazzo dei gruppi parlamentari di Montecitorio – insieme a Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, Ettore Rosato capogruppo “dem” alla Camera, insieme anche al senatore democratico Amedeo Bianco, componente della commissione Sanità di Palazzo Madama.

On. Gelli, la responsabilità civile professionale finalmente a un punto di svolta. Quali sono le peculiarità di questa proposta?
«Innanzitutto, con questa normativa tendiamo a riportare la giurisprudenza italiana sulla responsabilità civile e penale in linea con quanto avviene nel resto d’Europa. Aumentano le garanzie e le tutele per i professionisti ma senza diminuire le tutele e i diritti per i pazienti. E’ una riforma molto complessa ed articolata che interviene su una modifica del codice penale e civile e tende ad introdurre meccanismi innovativi per deflazionare il contenzioso e ridurre i tempi per il risarcimento di un eventuale danno che il cittadino potrebbe aver subito in una struttura sanitaria. Introduciamo l’obbligatorietà dell’assicurazione per le strutture pubbliche e private e per tutti i liberi professionisti, visto che i dipendenti delle strutture pubbliche erano già assicurati. Si avvia, soprattutto, una fase di trasparenza molto importante sulle compagnie assicurative che vorranno lavorare col Ssn. Dovranno, infatti, essere in qualche modo accreditate all’interno del nostro sistema e quindi solo quelle meritevoli di una forza e di una solvibilità potranno operare. Altrettanto importante la riforma degli albi CTU, ovvero dei Consulenti Tecnici d’Ufficio. I periti sia legali che di parte verranno inseriti negli albi degli specialisti, dai quali attingeranno i giudici. Insomma, una vera riforma importante e strutturale dopo tantissimi anni».

Una riforma importante che serviva ai medici; anche per tranquillizzarli relativamente alle novità normative sugli orari di lavori introdotte dalla Legge 161. Legata a questa proposta, infatti, c’è un’attenzione di riflesso sullo sblocco del  turn over.
«L’idea è che ciò si possa valutare, in termini di emendamento del governo, per capire se gli effetti dell’entrata in vigore immediata di questa legge, possano produrre un sostanzioso risparmio nelle casse del Sistema sanitario nazionale che potrebbe essere orientato a una nuova campagna di assunzioni. Ad ogni modo, l’obiettivo è immettere nel sistema almeno 4mila unità di personale per eliminare il problema dei turni massacranti e soprattutto andare incontro a quanto previsto dalla direttiva europea».

Tornando sulla responsabilità civile professionale, l’auspicio è che, dopo il passaggio in commissione, il governo acquisisca ora questa proposta e ne faccia legge.
«Ovviamente, solo una parte verrà inserita all’interno dell’emendamento governativo nella stabilità, quello che ha valenza economica. Per il resto, abbiamo già iscritto il testo di legge nell’ordine del giorno della Camera nel mese di dicembre. La tempistica è tutto, ed è importante continuare a sostenerla perché l’articolato è molto complesso e quelle parti che non rientreranno nella Stabilità dovranno seguire l’iter parlamentare. A breve le commissioni saranno già chiamate a esprimere un parere competente; poi si andrà ovviamente in Aula, già questo mese».

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