Lavoro 30 Gennaio 2019

Quota 100, l’analisi della Cosmed: «Ponderare bene la scelta valutando costi e benefici»

Chi aderirà al pensionamento anticipato riceverà la liquidazione a partire dai 68 anni e non potrà svolgere attività lavorativa dal momento del percepimento della pensione fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia

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Dal 29 gennaio è possibile fare domanda di pensionamento anticipato con quota 100 inoltrando la domanda sul sito Inps. Un’analisi elaborata da Giorgio Cavallero, Elisa Petrone e Claudio Testuzza per la Cosmed elenca rischi e benefici della misura per i dipendenti pubblici, specificando che coloro che entro il 29 gennaio 2019 hanno maturato i requisiti (62 anni compiuti di età e almeno 38 anni di contribuzione) e che presenteranno la domanda entro il 31 gennaio 2019 potranno ricevere la pensione dal 1 agosto 2019. Il pensionamento di chi presenterà la domanda da febbraio in poi invece slitterà di un mese.

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Per chi invece, continua la Cosmed, matura il doppio requisito dopo il 29 gennaio, la pensione verrà erogata 6 mesi dopo la maturazione dei requisiti e occorre fare domanda almeno 6 mesi prima. In questi sei mesi, i dipendenti pubblici potranno lavorare o meno, ma chi andrà in pensione con quota 100 non potrà «svolgere attività lavorativa dal momento del percepimento della pensione e fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente fissata a 67 anni). Sono ammesse solo attività di lavoro autonomo occasionale fino a 5000 euro lordi annui».

«Inoltre – prosegue la nota – l’anticipo pensionistico con quota 100 (al pari del pensionamento utilizzando il cumulo) non anticipa la liquidazione, che verrà corrisposta, sempre in rate a decorrere da 12 mesi a partire dall’età di vecchiaia (prima rata fino a 50.000 euro a 68 anni, eventuale seconda rata fino a ulteriori 50.000 euro a 69 anni, rata con la parte restante a 70 anni. Anche se su questo scadenzario saranno necessari ulteriori approfondimenti in considerazione dell’iter parlamentare in atto)».

In merito, la Cosmed segnala che «da molti mesi gli iscritti alle sigle aderenti Cosmed dispongono di convenzione bancaria a tassi agevolati (attualmente il tasso fisso è pari al 1%) che consente l’anticipo (attualmente fino a 54 mesi) di tutta la liquidazione TFS. In tal senso abbiamo sin dalla scorsa estate anticipato il governo che ha previsto anch’esso l’anticipazione bancaria ma solo fino a 30.000 euro ad un tasso fa definire e con benefici fiscali solo per le liquidazioni fino a 50.000 euro».

«La tempistica legata a calendari politici – continua –  non ha consentito ad Inps di emettere una circolare applicativa e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (28 gennaio 2019) nonché l’entrata in vigore (29 gennaio 2019) a ridosso della prima scadenza utile per qualcuno (31 gennaio 2019) rendono l’operazione intempestivamente accelerata. Ribadiamo – si evidenzia – che la scadenza del 31 gennaio 2019 è solo per coloro che (nel pubblico impiego, comparti scuola e sicurezza esclusi) vogliono godere la pensione alla prima data utile ovvero al 1 agosto 2019. Per coloro che non hanno una simile urgenza consigliamo di ponderare bene la scelta valutando costi e benefici della quota 100 anche comparandola con altre opportunità. Una scelta ponderata può giustificare il differimento di un mese evitando decisioni affrettate. Essendo un decreto legge la norma è operativa tuttavia andrà convertito in legge entro 60 giorni e non si possono escludere modifiche (in meglio o in peggio) in sede di conversione».

«Questo argomento – conclude la Cosmed – non può che spingere chi non ne può più e suggerire una prudente attesa per gli altri. Ribadiamo due dati fondamentali: non è un diritto soggettivo del dipendente ritirare la domanda di pensione inoltrata ma è una facoltà esclusiva del datore di lavoro o dell’Amministrazione concedere il ritiro; il diritto a quota 100 è esteso a tutti coloro che maturano i requisiti entro il 31.12.2021 anche se intendono andare in pensione successivamente. Quindi c’è tempo».

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