Lavoro 5 Agosto 2019

Pronto soccorso, CIMO Emergenza: «Nuove linee guida aprono strada a criticità»

«La nuova definizione di tempi massimi di attesa prestabiliti per codice di priorità ingenera aspettative nell’utenza che in gran parte non potranno che essere disattese, soprattutto in questa fase di grave carenza di medici, “imbuto” che può diventare una ulteriore criticità che rischia di aumentare le aggressioni nei confronti del personale sanitario»

Insoddisfazione e preoccupazione per i pazienti ed il personale medico: è quanto esprime il gruppo CIMO Emergenza in relazione alla nuova codifica dei codici di Triage e alla creazione di un area (OBI) nei Pronto soccorso, approvati dal ministero della Salute insieme alla Conferenza Stato-Regioni, perché «non è realmente dedicata alla presa in carico della persona assistita e manca l’obiettivo di una reale programmazione finalizzata a garantire, attraverso un’adeguata dotazione organica, i necessari livelli minimi di assistenza».

Secondo CIMO Emergenza, infatti, «la nuova definizione di tempi massimi di attesa prestabiliti per codice di priorità, standardizzati senza aver conto del numero di accessi, del bacino di utenza, della tipologia di struttura e della reale dotazione organica, ingenera aspettative nell’utenza che in gran parte non potranno che essere disattese soprattutto in questa fase di grave carenza di medici, “imbuto” che può diventare una ulteriore criticità che rischia di aumentare le aggressioni nei confronti del personale sanitario, su cui si scaricano le carenze di tutto il complesso sistema di relazioni tra territorio e ospedale».

«La priorità – afferma CIMO Emergenza – deve essere il dare concretezza organizzativa e sicurezza delle cure, impedendo alle Regioni la definizione di standard “organizzativi fantasiosi” finalizzati a conferire funzioni e ruolo dei sanitari in modo inappropriato».

LEGGI ANCHE: «LAVORO IN PRONTO SOCCORSO MA NON SONO PREPARATA», LA STORIA DEL MEDICO A GETTONE CHE SCUOTE LA SANITA’

«Infatti – prosegue in una nota -, questa riforma in realtà attiva il disegno, già denunciato da CIMO non appena le bozze di questa riforma del Pronto soccorso iniziarono a circolare lo scorso novembre, di un modello finalizzato ad attuare per puri risparmi di cassa un vero e proprio task shifting sulle competenze dei medici. Già in quella occasione ci siamo chiesti se, tra gli esperti che hanno elaborato il documento, qualcuno avesse mai lavorato in un Pronto soccorso o se fosse a conoscenza della Sentenza n. 8855 del 3.3.16 della Corte di Cassazione Penale che sancisce, ai fini dell’accertamento abusivo della professione medica, “non il metodo scientifico ma la natura dell’attività svolta” e, quindi, quali sono i chiari livelli di responsabilità tra le professioni sanitarie».

«Piuttosto – aggiunge CIMO Emergenza -, le linee guida proposte per il Triage e OBI potrebbero contribuire ad un miglioramento dello standard organizzativo a livello nazionale se consentissero di focalizzare l’attenzione sulle condizioni cliniche che rientrano davvero e “per necessità” nell’ambito dell’emergenza urgenza, soprattutto nel tentativo di distinguere le urgenze differibili e che non mettono a rischio la vita e l’integrità psicofisica del cittadino».

«È bene infatti ribadire che il ruolo della medicina d’emergenza urgenza, dello specialista e la rivalutazione delle strutture di Pronto soccorso e del sistema 118, deve essere inteso non più come solo momento di soccorso, trasporto e di transito verso il ricovero ospedaliero, ma come un’ “area” del sistema sanitario pubblico organizzata per processi di diagnosi e cura con una corrispondente ed adeguata dotazione organica dell’intera area prevista già dal DPR 27 marzo 1992 e ribadita chiaramente nel DM 70/2015».

«Incremento di personale specificamente qualificato che i “riformatori” si sono ben guardati dal considerare, portando avanti proposte che mescolano le carte con nuovi codici ma nascondono il trucco di mancati investimenti in veri servizi e più medici al servizio dei pazienti», conclude il sindacato.

Articoli correlati
#DestinazioneSanità | Lombardia, come tutelare un’eccellenza: istruzioni per l’uso
La nuova puntata del reportage #DestinazioneSanità, in collaborazione con il sindacato CIMO, è dedicata ad uno dei sistemi sanitari più qualificati d’Europa, quello lombardo. Abbiamo visitato gli ospedali, parlato con i medici e incontrato le istituzioni. Quello che ne è emerso è un quadro in chiaroscuro e un libretto di istruzioni dal titolo: come tutelare un’eccellenza
Infettivologhe in turno a Neurologia: il tribunale condanna l’ospedale. Ecco le informazioni per fare ricorso
Il network legale Consulcesi & Partners negli ultimi 9 mesi, ha ricevuto oltre 100 segnalazioni di medici che lamentano problemi di gestione delle richieste di turnazione per lo svolgimento delle guardie interdivisionali nelle strutture di Pronto Soccorso di tutta Italia: «In pericolo la salute dei cittadini. Ci sono i margini d’intervento legale»
«Riaprire tavolo negoziale per correggere il contratto dei medici». La richiesta di Cimo-Fesmed ad ARAN
La Federazione presieduta da Guido Quici denuncia modifiche unilaterali di ARAN alla preintesa. Inoltre chiederà il supporto delle associazioni nazionali per i disabili per ottenere la modifica dell’articolo della preintesa che ha cancellato le tutele per i medici portatori di handicap
«Nasce CIMO Servizi». Dal sindacato degli ospedalieri una piattaforma di soluzioni e vantaggi per i medici
Il presidente CIMO Guido Quici: «Siamo partiti dalla consapevolezza che la quotidianità di un medico è oggi un labirinto di obblighi pesanti e di quesiti di non facile interpretazione, cui era importante aggiungere un esteso pacchetto di scontistiche dedicate per il benessere individuale e familiare, perché per noi ogni iscritto è prima di tutto una persona»
#DestinazioneSanità in Umbria. Conti in ordine sulle spalle dei medici?
GUARDA IL VIDEO | Nonostante sia Regione benchmark da sei anni, anche in Umbria la sanità rischia di crollare. La nuova puntata del reportage di Sanità Informazione in collaborazione con il sindacato CIMO
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Ecm

ECM, un mese alla fine del triennio. Bovenga (Cogeaps): «Attenzione a contenziosi, concorsi e lettere di richiamo»

A Roma il Presidente del Consorzio gestione Anagrafica delle Professioni Sanitarie ha illustrato le ultime novità in tema di aggiornamento professionale obbligatorio: «Il sistema è in crescita. Da ...
Diritto

Responsabilità professionale, Federico Gelli: «Sulla gestione del rischio tre regioni in ritardo. Polizza primo rischio, ecco quando farla…»

Il “padre” della Legge 24 del 2017, oggi presidente della Fondazione Italia in Salute, ha fatto il punto nel corso di un convegno all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma: «Legge va applicata...
Lavoro

Sanità, il presidente ARAN: «Nel 2020 si chiude nuovo contratto»

Antonio Naddeo, presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni a sanità informazione: «In legge bilancio stesse risorse per rinnovo contratti 2019-2021 della...