Lavoro 29 novembre 2017

Lo studio dell’OMCeO di Roma: 66% dei medici ha subito aggressioni. Lavra: «Vergognoso per Sistema Paese»

Lo studio, condotto dall’Università Sapienza, accende i riflettori sulle conseguenze psico-fisiche delle aggressioni, fisiche e verbali, agli operatori sanitari. Cappellano (Tesoriere OMCeO Roma): «Importanti i corsi per riconoscere aggressività latente»

Immagine articolo

Il 66% dei medici ha subito, almeno una volta nel corso della propria vita lavorativa, un’aggressione. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini (71% contro 63,2%), i giovani più degli anziani. Sono i risultati della ricerca “Il fenomeno aggressioni al personale sanitario: uno studio osservazionale dei medici dell’Ordine di Roma”, argomento della tesi di laurea di Mattia Marte, condotta insieme al Professore dell’Università Sapienza di Roma Giuseppe La Torre. Lo studio, commissionato dall’Ordine dei Medici di Roma, ha coinvolto mille medici ed è stato presentato nei giorni scorsi nella sede dell’OMCeO alla presenza del Presidente Giuseppe Lavra e del Tesoriere dell’Ordine Ernesto Cappellano.

Nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni di natura verbale, ma sono state denunciate anche molestie, aggressioni fisiche e con rapina, che hanno come conseguenza forti depressioni, ansia e disturbi del sonno, con conseguenti assenze dal lavoro e necessità di cure e sostegno psicologico. «È vergognoso per il Sistema Paese che i medici, che già svolgono un lavoro molto difficile e oneroso, siano esposti ad aggressioni di questa natura e alle violenze che hanno patito le colleghe in alcune situazioni». Il Presidente dell’Ordine di Roma Giuseppe Lavra commenta così a Sanità Informazione i risultati della ricerca.

«Abbiamo iniziato questo studio ancor prima che i casi di aggressione agli operatori sanitari salissero agli onori della cronaca, anche prima del caso di Catania, che ha creato più scalpore». Si tratta di un attacco avvenuto lo scorso Capodanno ai danni di un medico del pronto soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele che ha portato a sette arresti. «Dopo questi fatti – prosegue il Presidente Lavra – ho anche richiesto l’intervento del Ministro dell’Interno Marco Minniti, che mi sembra la personalità più adatta in questo momento per assicurare un po’ di ordine pubblico in questo Paese. Mi rendo conto che fosse un’iniziativa abbastanza irrituale, che poi è caduta nel dimenticatoio e nell’indifferenza generale. Ma spero che i risultati di questa ricerca, di particolare pregio e che danno la misura dell’entità dell’esposizione al rischio della nostra professione, non facciano la stessa fine».

«È tempo di capire – continua Lavra – che chi fa il medico già fa un lavoro molto difficile e molto oneroso; vive in una cappa di paura per le ragioni più svariate, a cui non possiamo aggiungere anche l’esposizione a violenze da parte dei più disadattati, dei più disagiati, di chi vive nelle zone più marginali di questa società. Quindi l’allarme è forte e speriamo che si raccolga il risultato di questo studio serio e corretto, fatto da gente competente e con grande buona volontà, e che poi si lavori affinché finalmente i medici italiani possano raggiungere quella serenità che è indispensabile per poter curare i propri concittadini», conclude.

Alla presentazione della ricerca ha partecipato anche il Tesoriere dell’Ordine dei Medici di Roma, Ernesto Cappellano: «Per prima cosa, insieme alla Commissione medicina e sicurezza del lavoro, abbiamo preparato un questionario che è stato sottoposto ai colleghi di tutto l’Ordine di Roma ed è venuto fuori un fenomeno preoccupante e sicuramente inquietante. Abbiamo scoperto, per esempio, che la violenza non c’è solamente dove possiamo aspettarcela: noi pensavamo di ricevere risposte che denunciavano aggressioni in pronto soccorso, in guardia medica, nei servizi di emergenza; in realtà abbiamo scoperto che è un fenomeno molto diffuso anche negli ambienti dove non immaginavamo che ci fosse. Tra l’altro – prosegue Cappellano – non si parla solamente di aggressioni dell’utenza, ma abbiamo avuto notizie anche di aggressioni in ambito lavorativo che sono molto frequenti e su cui l’Ordine è molto attento».

«È logico che l’Ordine debba intervenire nelle situazioni in cui i colleghi si trovano in difficoltà, e sono varie le iniziative che possono essere messe in atto in questo senso – spiega il Tesoriere -. Nel campo delle strutture pubbliche noi possiamo chiaramente interfacciarci con le organizzazioni, cosa che il nostro Presidente sta già facendo quotidianamente, per valutare le criticità e per dare indicazioni. Poi ci sono anche dei corsi, per esempio, per imparare a riconoscere e prevenire questi fenomeni di aggressione. In questo senso so di esperienze che hanno avuto esiti molto positivi anni fa al San Filippo Neri, dove sono stati fatti dei corsi ai medici del pronto soccorso per capire subito, in base al colloquio con il paziente, se ci si trovasse di fronte al rischio di aggressioni, riconoscendo anche dei sintomi psicologici che potessero mettere in evidenza un’aggressività latente», conclude Cappellano.

Articoli correlati
Aggressioni ai medici, Frittelli: 76,6% delle strutture ha programma di prevenzione specifico
Il 76,67% delle strutture sanitarie ha elaborato un programma di prevenzione specifico per le aggressioni, mentre il 50% ha avviato accordi con Forze dell’ordine pubblico o altri soggetti (Polizia, Comune Polizia Municipale/Provinciale, Prefettura ecc.) in grado di fornire un supporto per identificare le strategie atte ad eliminare o attenuare la violenza nei servizi sanitari. Sono […]
Aggressioni, Rostan (LeU): «Serve credito d’imposta per studi medici che intendono dotarsi di impianti di sicurezza»
La vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera al Congresso Fimmg:  «Abbiamo registrato oltre tremila episodi negli ultimi tempi con il 65% di medici e infermieri che, almeno una volta nel corso della loro carriera, hanno subito violenze o intimidazioni. Per questo ho chiesto incontro a Salvini»
Influenza, ecco perché vaccinarsi. Bartoletti (OMCeO Roma): «Complicazioni sono terza causa di morte per malattie infettive»
«Vaccinazione raccomandata a persone con patologie croniche, soggetti a rischio, personale sanitario e forze dell’ordine. Da effettuare tra fine di ottobre e l’inizio di novembre». I consigli di Pierluigi Bartoletti, vicepresidente OMCeO Roma
di Isabella Faggiano
Legge Bilancio, rapporto deficit-Pil fissato al 2,4%. Sileri (Comm. Sanità): «C’è volontà di sbloccare il rinnovo del contratto dei medici»
«Stiamo lavorando contro le ingerenze politiche in sanità», commenta l’esponente Cinque Stelle. Ieri il Cdm ha approvato in via definitiva il ddl contro le aggressioni ai camici bianchi: prevista aggravante e Osservatorio nazionale
Aggressioni, Grillo: «No a equiparazione con pubblico ufficiale, troppi oneri per i camici bianchi»
Il ministro, rispondendo ad una interrogazione della deputata Rostan, ha parlato anche di Daspo per i violenti negli ospedali. Abolizione dei superticket sulle visite specialistiche, Ministro annuncia misura che sarà finanziata ricontrattando al ribasso i prezzi dei super-farmaci acquistati dallo Stato
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila