Lavoro 29 Settembre 2021 15:07

Fuga dai Pronto soccorso, le proposte Anaao: «Potenziare legge contro aggressioni e riconoscere indennità specifica»

Di Silverio: «Il problema ha radici profonde acuite dal Covid. I carichi di lavoro sono diventati insostenibili e la retribuzione non è commisurata all’onerosità e alla tipologia di lavoro, a cui si somma una sostanziale assenza di sicurezza»

Fuga dai Pronto soccorso, le proposte Anaao: «Potenziare legge contro aggressioni e riconoscere indennità specifica»

Il personale sanitario scappa dalla sanità pubblica e in particolare dai Pronto Soccorso: un fenomeno diffuso su scala nazionale ma che sta assumendo dimensioni particolarmente allarmanti in Campania, dove solo nell’ultimo anno un centinaio di medici ha abbandonato “la prima linea”. Come denunciato dal sindacato Anaao Assomed, si tratta del «fallimento di un modello ospedaliero che ha sacrificato la qualità dell’assistenza sull’altare del budget», nato sotto il nome di “ospedale sicuro” ma che nei fatti, chiudendo e depotenziando molti presìdi centrali e periferici, ha ottenuto l’esatto opposto di quanto dichiarasse lo slogan.

I Pronto Soccorso si trovano oggi a dover sopperire alle carenze organizzative della sanità territoriale, per contro si è instaurato un circolo vizioso che indebolisce il sistema di cure integrato fatto di visite ambulatoriali, consulenze, guardie di reparto e attività di sala operatoria, a causa della forza lavoro sottratta per coprire le carenze di organico in Pronto Soccorso.

Medici in fuga: le cause

«Il problema ha radici profonde che si sono sicuramente acuite dopo l’emergenza Covid – afferma alle nostre telecamere Pierino Di Silverio, responsabile nazionale Giovani Anaao Assomed -. Da una parte i carichi di lavoro che sono diventati insostenibili, dall’altra una retribuzione non commisurata all’onerosità e alla tipologia di lavoro, a cui si somma una sostanziale assenza di sicurezza che emerge dalle aggressioni di cui è costantemente vittima il personale sanitario».

«Stanti così le cose – osserva – la fuga di medici non cesserà, un andazzo manifestatosi già nello scorso concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione, che prevedeva per la prima volta ben 14mila posti, in cui molti di questi posti sono andati deserti. La vocazione che da sempre caratterizza la nostra professione sta soccombendo sotto il peso del logorio fisico e mentale che oggi il nostro lavoro comporta, e che è sempre meno conveniente anche dal punto di vista della gratificazione personale».

«Nella rete dell’emergenza urgenza il problema è ancora più sentito – sottolinea Di Silverio – perché oltre ai carichi di lavoro insostenibili e alle ragioni economiche, c’è un problema di qualità del lavoro che oggi è venuta totalmente a mancare anche a causa del Covid, e che non accenna a risalire la china a causa dei pochi fondi stanziati per il settore. Non conta solo l’infrastruttura, conta il lavoro del personale. E se non viene assunto altro personale – conclude Di Silverio – e non migliorano quindi le condizioni di lavoro, il medico in ospedale non ci va più».

Proprio nei giorni scorsi, però, il Consiglio Nazionale Anaao Assomed ha approvato una serie di proposte che ora potranno essere portate all’attenzione delle istituzioni competenti per cercare di porre un freno a questa “emorragia” che si ripercuote oltre che sugli operatori sanitari, soprattutto sui pazienti.

Le proposte e i correttivi

«Le soluzioni ci vengono offerte da chi vive il problema in prima persona – spiega alle nostre telecamere Maurizio Cappiello, Direzione Nazionale Anaao Assomed -.  Ci sono proposte di tipo contrattuale e proposte di tipo legislativo. Tra le prime vi è un aumento dei giorni di ferie per garantire il riposo psicofisico tenuto conto dell’enorme stress lavorativo che chi lavora in urgenza vive tutti i giorni. Sulle proposte di tipo legislativo è necessario lavorare per evitare le aggressioni al personale sanitario, prevedendo un miglioramento dell’impianto normativo della legge 113/20, in quanto questa non riesce ancora a sortire un effetto deterrente. Ad esempio istituendo dei presìdi di sicurezza fissi all’interno dei Pronto Soccorso».

«Un’altra proposta – continua – è quella di integrare l’ospedale con il territorio con un dipartimento unico integrato dell’emergenza-urgenza in modo tale da consentire un turn over e una rotazione tra i medici che lavorano in ospedale e i medici del 118. E poi – conclude – il riconoscimento di una specifica indennità per chi lavora nella rete dell’emergenza-urgenza per gratificare quello che è il rischio professionale e la particolare abnegazione che questa professione richiede».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Medici di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi… Stressati 9 su 10. Pesano Covid, burocrazia e Whatsapp
Il malessere dei medici di famiglia, tra carenza di colleghi, difficoltà a trovare sostituti e una burocrazia sempre più elevata, «è palpabile» e arriva a sfiorare il 90% di professionisti. Lo dicono i sindacati, gli esperti di sanità, gli analisti del settore. E lo dicono i pensionamenti anticipati che crescono
di V.A.
Straordinari a 100 euro l’ora e aumenti in Pronto soccorso. I dettagli del decreto Schillaci
Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto con le nuove misure che dovrebbero dare un po' di respiro alla sanità italiana. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in accordo con il collega dell'Economia, ha messo insieme un pacchetto di riforme
di Mario Zimbalo
Medici d’emergenza in piazza: «Pronto soccorso a rischio»
I Pronto soccorso italiani sono al collasso per la grave carenza di personale. Mancano 5mila unità. Si temono situazioni di crisi soprattutto durante le festività natalizie. Domani prevista una manifestazione della Simeu davanti al Ministero della Salute
Agenas: in Italia infermieri e medici di base insufficienti
Nel rapporto di Agenas emergono le difficoltà del sistema tra i tagli imposti dal 2007 fino all'aumento delle risorse degli ultimi anni. L’Italia è al quart’ultimo posto tra i paesi OCSE per il numero di posti a disposizione negli atenei per la laurea in Infermieristica. Hanno un numero di posti più basso solo Messico, Colombia e Lussemburgo
«Sempre più medici e infermieri aprono la partita Iva», parla Nursing Up
Nursing Up denuncia la sempre maggiore fuga di medici e infermieri dalla sanità pubblica. Molti si licenziano e preferiscono aprire la partita Iva. I casi del Piemonte e dell'Emilia Romagna
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Politica

Liste di attesa addio? La risposta del Consiglio dei Ministri in due provvedimenti

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha approvato due provvedimenti, un decreto-legge e un disegno di legge, che i...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...