Lavoro 6 Novembre 2018

Legge Bilancio, Cosmed: «Vaghe promesse per futuro e tagli reali da subito. Gli aumenti? Massimo 25 euro netti al mese»

Duro giudizio della Confederazione dei medici e dirigenti sanitari sui capitoli della Legge di Bilancio legati a sanità e operatori sanitari: «Si pretende un “miglioramento della qualità delle cure” che dovrebbe avvenire con minori risorse reali»

Immagine articolo

«Nessun cambiamento, ma un ulteriore peggioramento». Questo il giudizio perentorio della Cosmed (Confederazione dei medici e dirigenti sanitari) sulla Legge di Bilancio per quanto riguarda i servizi e i dipendenti pubblici. In una nota stampa, la Confederazione commenta punto per punto le previsioni della manovra che riguardano la sanità, a partire, ovviamente, dal finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

IL FINANZIAMENTO DEL SSN

«Il finanziamento del SSN – scrive la Cosmed – viene “confermato” in 114,396 miliardi, ovvero nella stessa misura prevista dalla Legge di Bilancio 2017 poi decurtata. Si tratta di un incremento rispetto all’ultima cifra disponibile per il 2018 dello 0,88%, che non copre neanche l’incremento dell’inflazione che attualmente per l’anno corrente è del 1,1% (senza considerare che l’inflazione in sanità è ben superiore). Di fatto in termini reali, al netto dell’inflazione standard, si tratta di un ulteriore taglio delle risorse disponibili. Già nella Legge di Bilancio del 2015 si prevedeva un finanziamento di 115,44 miliardi per il 2016; poi la Legge di Bilancio del 2016 lo ha retrocesso a 111; la Legge di Bilancio del 2017 prevedeva rispettivamente per il 2017, 2018, 2019 un fabbisogno di 113, 114, 115 miliardi poi ridotto di 604 milioni. Confermati tutti i tagli dunque. Il finanziamento del 2009 (104,468 miliardi) incrementato del tasso di inflazione corrisponderebbe ad un finanziamento per il 2018 di 116,52 miliardi, ovvero oltre 3 miliardi in più di quanto disponibile per l’anno corrente. Inoltre anche il miliardo in più rispetto al 2018 già previsto da molti anni, è comunque subordinato ad un’intesa Stato – Regioni che dovrà avvenire entro il 31 gennaio 2019. Si presumono riflessi fulminei. Questa intesa – prosegue la Cosmed – prevede che le Regioni adempiano ad una serie di revisioni e programmazioni e si pretende un “miglioramento della qualità delle cure” che dovrebbe avvenire con minori risorse reali».

LEGGI ANCHE: LEGGE DI BILANCIO, ZINGARETTI LA BOCCIA: «SPREAD ALTO BRUCIA RISORSE ANCHE PER LA SANITA’. NEL LAZIO TAGLIAMO SPRECHI E FACCIAMO INNOVAZIONE»

IL RINNOVO DEL CONTRATTO

«Tra i numerosi requisiti vincolanti per le Regioni non c’è il rinnovo del contratto di lavoro, che per la dirigenza è scaduto da 10 anni. La trattativa per il triennio 2016-18 è in stallo per quanto riguarda Sanità, Scuola e Funzioni centrali mentre per Le Funzioni Locali non esiste neppure l’atto di indirizzo per iniziare la trattativa stessa», precisa la Cosmed.

I TAGLI DEGLI STIPENDI

«Sulle risorse per i rinnovi contrattuali 2019-21 – continua la nota – la Legge di Bilancio non indulge nemmeno in promesse a futura memoria finanziando un aumento contrattuale a regime del 1,3% per il 2019 che diventa 1,65% (1,3% +0,35%) nel 2020 e 1,95% (1,65% +0,30%) da cui bisognerebbe detrarre l’indennità di vacanza contrattuale pari allo 0,7%. Prosegue pertanto il taglio degli stipendi in termini reali che non recuperano il tasso inflattivo. Se si considerano le retribuzioni medie di 32.600 euro lordi annui nello Stato e di 35.300 euro annui lordi nel sistema delle autonomie gli aumenti sarebbero i seguenti:

–       ad aprile 2019 per effetto dell’indennità di vacanza contrattuale 10,53 euro lordi mensili (Stato) e 11,40 euro lordi annui mensili (non statali)

–       a luglio 2019 per effetto dell’incremento dell’indennità di vacanza contrattuale l’aumento precedente viene sostituito (con riassorbimento totale degli emolumenti precedenti) con 17,55 euro lordi mensili (Stato) e 19,01 euro lordi annui mensili (non statali)

–       nel 2019 si raggiungerà un aumento di 32,6 euro lordi mensili (Stato) e 35,3 euro lordi annui mensili (non statali)

–       nel 2020 si raggiungerà un aumento di 41,38 euro lordi mensili (Stato) e 44,8 euro lordi annui mensili (non statali)

–       nel 2021 si raggiungerà un aumento di 48,90 euro lordi mensili (Stato) e 52,95 euro lordi annui mensili (non statali).

IL FINANZIAMENTO DEI NUOVI LEA

«Il finanziamento dei nuovi LEA appare una chimera mentre i livelli minimi di assistenza sono già largamente disattesi in molte Regioni. Ma non potevano mancare le promesse: per il 2020 ci saranno 2 miliardi in più e per il 2021 ulteriori 1,5 miliardi in più».

LE LISTE D’ATTESA

«Quanto alle liste d’attesa – scrive la Confederazione – l’approccio è il seguente: 50 milioni in più per 3 anni per “l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie”. Il problema delle liste d’attesa non sta nella contabilizzazione dei sempre più lunghi ritardi o nella prenotazione ma nell’effettuazione delle prestazioni. Con 50 milioni di euro si potrebbero retribuire, contrattualmente e senza ulteriori oneri, 833.000 ore annue di attività aggiuntiva dei medici ovvero più di 1 milione e mezzo di visite specialistiche aggiuntive all’anno, ma questo non è previsto. Evidentemente le prestazioni sanitarie sono un problema informatico e contabile».

LEGGI ANCHE: LISTE D’ATTESA, ACETI (CITTADINANZATTIVA): «PRIMA VOCE DI SEGNALAZIONE PER MALCONTENTO CITTADINI. ECCO COSA CAMBIA CON PIANO NAZIONALE»

UNA FLAT TAX PER LA LIBERA PROFESSIONE DEI MEDICI?

«Positiva – continua la Cosmed – la previsione di una flat tax al 15% per gli insegnanti che svolgono lezioni private, un giusto riconoscimento della loro libera professione e una regolarizzazione di molte attività in nero. Ma perché un simile provvedimento non viene esteso alla libera professione dei medici che oltretutto sono in regime intramurario e corrispondono una robusta quota alle Aziende sanitarie?».

NIENTE SCONTO PER IL SALARIO ACCESSORIO 

«Nella miriade di sconti e detassazioni, per i lavoratori autonomi, non è previsto alcuno sconto per il salario accessorio dei dipendenti pubblici e dei medici, come avviene da anni per il privato accentuando la discriminazione fiscale e incentivando con concorrenza sleale le prestazioni del privato rispetto al servizio pubblico. Così si favorisce l’esodo di medici in particolare giovani specialisti verso il privato e si esasperano le penalizzazioni dei medici pubblici», precisa la Confederazione.

LEGGI ANCHE: AUTODIMISSIONI MEDICI, TURNI MASSACRANTI E POCO PERSONALE. LEONI (FNOMCEO): «ECCO PERCHÉ SI LASCIA OSPEDALE»

L’EDILIZIA SANITARIA

«Sull’edilizia sanitaria si aumenta di 2 miliardi il tetto teorico, comunque subordinato alle “effettive disponibilità di bilancio”, riducendo di 2 miliardi le disponibilità annue fino al 2032, un’operazione contabile commovente», commenta la Cosmed.

NUOVE ASSUNZIONI

«Anche sul fronte occupazionale mancano le risorse per nuove assunzioni – continua la nota – e non vi è alcuna garanzia perentoria del rispetto del turnover almeno al 100% dei cessati. Una dotazione di 130 milioni assicura l’assunzione aggiuntiva di 2885 unità in tutto il comparto Stato».

LA NOTA POSITIVA: L’AUMENTO DELLE BORSE PER LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE

«Un timido segnale positivo, largamente inadeguato, è un modesto rifinanziamento delle borse per le scuole di specializzazioni: 22,5 milioni annui che porteranno ad un incremento di circa 900 specialisti all’anno non prima di 5-6 anni. Anche la medicina generale avrà un incremento del corso triennale che consentirà la formazione di circa 400 medici di base formati all’anno. Tuttavia, questo provvedimento, che è pochissima cosa rispetto ai fabbisogni, è la sola notizia non negativa pervenuta» conclude la Confederazione.

LEGGI ANCHE: CARENZA MEDICI, LE PROPOSTE DEI SINDACATI: TUTTI D’ACCORDO SU AUMENTO BORSE MA DISTANZE SU APERTURA CONCORSI A SPECIALIZZANDI

Articoli correlati
Contratto medici, CIMO lancia petizione per sbloccare trattativa
Pubblicata su change.org, l'iniziativa ha già raggiunto le 5mila sottoscrizioni. «Questa petizione – spiega CIMO – è un dovere morale nei confronti di chi, in questi anni, si è fatto carico di “coprire” i vistosi buchi assistenziali creati dal progressivo sotto finanziamento del SSN»
Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»
La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitari, magistrati e altri vogliono restare al lavoro fino a 80 anni e invece molti medici vogliono fuggire», sottolinea il segretario generale della Cosmed
Contratto medici, riprendono trattative in Aran ma ancora nulla di fatto. Sindacati sul piede di guerra: «Risposte o abbandoneremo tavolo»
Tutto rimandato alla riunione del 21 marzo. Quici (Cimo): «Vogliamo certezze sui problemi economici: RIA, emendamento Gelli, aumento del 3,48%. Solo dopo potremo discutere della parte normativa». Palermo (Anaao-Assomed: «Risorse per remunerazione del disagio e carriera professionale, condizioni di lavoro sono peggiorate»
Contratto medici, per CIMO-FESMED si deve chiudere parte economica e rinviare parte normativa al CCNL 2019-21
La Federazione lancia anche una petizione su change.org per difendere i medici e supportare la class action contro ARAN e Regioni che entrerà nel vivo in questi giorni
Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»
In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bianchi. Il segretario nazionale: «O si assume, o si rischia di chiudere». L’Anaao fornisce anche chiarimenti sul riscatto agevolato della laurea. E sul rinnovo del contratto aggiunge: «Puntiamo su remunerazione del disagio e carriera professionale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone