Lavoro 14 Maggio 2020

Il 60% degli italiani dallo psicologo per gestire l’emergenza. Lazzari (CNOP): «Stato eroghi bonus per prestazioni psicologiche»

Il presidente degli psicologi: «Per ogni euro speso per pagare uno psicologo all’interno di uno studio di medicina generale se ne risparmiano 2,5 per la cura di quei pazienti le cui condizioni di salute, senza il supporto psicologico, peggiorerebbero»

di Isabella Faggiano
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Un bonus per psicoterapia e consulenze psicologiche: è questa la proposta lanciata da David Lazzari, presidente dell’ordine nazionale degli psicologi, per rispondere alle esigenze degli italiani. «Otto su 10 – spiega Lazzari – ritengono che il ricorso allo psicologo possa aiutare a gestire l’emergenza Covid». Secondo l’indagine condotta dall’Istituto Piepoli per il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP),  la percentuale di cittadini che in questo periodo ha avuto la necessità di ricorrere all’analisi è passata dal 40% al 62%. Bisogno che si raddoppia per chi vive in coppia, rispetto a chi convive con un intero nucleo familiare. Per i single, invece, questa necessità aumenta del 12% . In generale, sono le donne e i giovani, più degli uomini adulti, a ritenere che serva uno psicologo per superare questa fase.

Attacchi di panico, crisi di ansia e depressione sono solo alcune delle conseguenze che l’isolamento ha avuto sulla psiche di migliaia di individui. «Tutte persone – aggiunge Lazzari – che vorrebbero poter contare su una forma di assistenza gratuita, erogata dal Sistema Sanitario Nazionale. Ma, in Italia, gli psicologi che lavorano per il SSN sono 6mila per 60 milioni di abitanti. Per questo – spiega il presidente dell’Ordine degli Psicologi -, erogare un bonus per le prestazioni psicologiche, una soluzione simile a quella utilizzata per le baby-sitter, permetterebbe di usufruire in modo veloce e gratuito delle prestazioni professionali erogate da psicologi regolarmente iscritti all’ordine».

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A conferma di questa esigenza anche il numero verde, l’800.833.833, attivato dal ministero della Salute, che ha ricevuto un boom di chiamate in una sola settimana: oltre 30mila richieste di aiuto provenienti da tutta Italia.

Ma gli italiani non vogliono soltanto che sia il sistema pubblico ad assicurare l’assistenza psicologica; indicano anche i luoghi cardine in cui questa figura professionale dovrebbe essere collocata. «Innanzitutto negli ospedali, come chiesto dal 90% degli intervistati – commenta Lazzari -. Poi nelle strutture per anziani (87%), nei servizi sociali (84%), in aiuto ai medici di famiglia e nell’assistenza domiciliare (79%), in supporto agli studenti (73%) e nei luoghi di lavoro (72%)».

E per rispondere a queste precise esigenze espresse dagli italiani, il presidente dell’ordine nazionale, oltre al “bonus psicologi”, propone  un’altra alternativa altrettanto efficace e celere: «Attivando il decreto 14 del 9 marzo (Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza Covid-19), che consente alle aziende sanitarie italiane di reclutare in urgenza psicologi, nel giro di pochi giorni potremmo avere a disposizione numerosi professionisti in grado di rispondere alle esigenze avanzate dagli italiani».

Una soluzione temporanea che andrebbe a colmare le lacune esistenti, in attesa che si diffonda la figura dello psicologo delle cure primarie:«L’80% degli italiani – continua il presidente dell’ordine – crede che lo psicologo possa essere una figura molto utile negli ambulatori dei medici di famiglia. Lo studio del medico di medicina generale è il primo posto dove, di solito, ci si reca quando si ha una difficoltà. E tra le problematiche che inducono una persona a bussare alla porta del medico di famiglia ci sono anche stress, sintomi psicosomatici, insonnia, tutti disturbi di competenza psicologica».

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La necessità di inserire la figura dello psicologo all’interno degli studi di medicina generale non è una conseguenza della pandemia: «Sono temi di cui si discute da anni – dice Lazzari -, l’emergenza coronavirus ha solo fatto emergere i ritardi con cui si sta affrontando la questione». Eppure, un inserimento appropriato degli psicologi nelle cure primarie avrebbe un doppio vantaggio: prevenzione di molte patologie e risparmio per le casse dello Stato. «Il costo di uno psicologo che lavora accanto al medico di medicina generale – spiega il presidente degli psicologi – non solo viene ampiamente pagato da ciò che si risparmia in cure, prevenendo molte patologie che altrimenti si aggraverebbero, ma porta addirittura ad un guadagno con un rapporto di 1:2,5. In altre parole, per ogni euro speso per pagare uno psicologo all’interno di uno studio di medicina generale se ne risparmiano 2,5 per la cura di quei pazienti le cui condizioni di salute, senza il supporto psicologico, sarebbero peggiorate. Per questo, continueremo il nostro lavoro di sensibilizzazione per la diffusione della figura dello psicologo della cure primarie: deve essere un obiettivo da raggiungere perché – conclude Lazzari – è innanzitutto un obiettivo di civiltà».

 

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