Lavoro 4 Marzo 2020

Coronavirus, la storia: «Sono un medico di famiglia in quarantena perché il 112 non si è fidato di me»

«Secondo me il virus circola da molto più tempo. Ho visto tante influenze anomale e insistenti che potrebbero essere state Covid-19»

Immagine articolo

La dottoressa D. B. (che ha chiesto di rimanere anonima) è un medico di famiglia di un paesino in Toscana. Un suo paziente è risultato positivo al coronavirus. Lei lo aveva visitato, e quindi ora è in quarantena. Ha trascorso una mattinata al telefono per trovare un sostituto che prendesse il suo posto in ambulatorio, ha fatto incetta di igienizzanti e mascherine e ha chiuso la porta di casa.

Si dice dispiaciuta di non poter dare il suo contributo in un momento di emergenza come questo, ma è anche amareggiata: «Se mi avessero ascoltata, forse mi sarei evitata l’isolamento». È dovuta passare una settimana, infatti, prima che il suo paziente venisse testato per il coronavirus e preso in carico dal sistema. Una settimana nella quale tutta la responsabilità è stata lasciata a lei, che è andata a visitare quel paziente – abbastanza giovane ma portatore di diverse patologie – a cui la febbre proprio non passava.

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS: COME COMPORTARSI IN CASO DI AUTOISOLAMENTO? LE 5 REGOLE DI WAIDID

Da poco tornato da un convegno con oltre mille partecipanti, alcuni dei quali provenienti dalla zona rossa lombarda, ha avuto la febbre. «Mi ha chiamato, ho seguito il protocollo e l’ho tranquillizzato – racconta la dottoressa -. Gli ho dato i numeri di riferimento, ma gli è stato detto che non avendo avuto contatti stretti con nessuno dei casi risultati positivi non rientrava nei protocolli. La febbre però continuava a non scendere, qualche dubbio iniziavo ad averlo anche io e allora ho chiamato il 112, gli ho dato un quadro dettagliato della situazione ma mi è stato detto con supponenza che la mia telefonata era impropria. Che dovevo vedermela io».

«A quel punto – prosegue la dottoressa – è prevalso il mio senso etico. Ho indossato la mascherina chirurgica che ci avevano consegnato proprio qualche ora prima, perché quelle con il filtro a noi non le danno, e sono andata a visitarlo. Ho ricontattato il 112, ma ho ricevuto la stessa risposta. Loro non potevano intervenire».

Il giorno dopo, però, il paziente viene contattato perché alcuni partecipanti del convegno, provenienti dal lodigiano, sono risultati positivi al coronavirus. «Finalmente il 112 è stato disponibile – continua la dottoressa – e un infettivologo ha predisposto la presa in carico del mio paziente, che attualmente è ricoverato in ospedale. Sta meglio, non è un caso grave, ma io nel frattempo sono stata messa in quarantena. E magari questa cosa poteva essere evitata. Io capisco le difficoltà dei colleghi del 112 in questo momento, ma sono un medico, non un paziente. Non mi si può rispondere in questo modo».

«Tutta questa situazione è stata gestita male sin dall’inizio – commenta -. Dovevamo essere molto più prudenti. E sono convinta che il virus circoli in Italia da molto più tempo di quel che ci dicono. Io quest’anno ho visto influenze particolarmente insistenti e abbastanza anomale, che hanno richiesto più cure del previsto. Col senno di poi, nessuno mi toglie dalla testa che fossero casi di Covid-19. Anche perché quest’anno ho vaccinato molti più pazienti contro l’influenza. Mi sembra che qualcosa – conclude – ci stia sfuggendo di mano».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia
Al 29 ottobre, sono 44.495.972 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.174.225 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 28 ottobre: Ad oggi in Italia il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 589.766 (24.991 in più rispetto a ieri). 198.952 i […]
Identificato e colpito il tallone di Achille del SARS-CoV-2. Lo studio della Sapienza
I risultati del lavoro, in pubblicazione sulla rivista Pharmacological Research, aprono la strada a strategie innovative per la terapia medica di questo tipo di infezioni virali
Coronavirus, Oms: «Crescita record, 2,2 milioni di nuovi casi in una settimana»
Dal 30 dicembre 2019 all'11 ottobre, inoltre, sono stati segnalati oltre 37 milioni di casi di Covid-19 e 1 milione di decessi in tutto il mondo
«Contro il Covid non siamo stati eroi: impariamo dagli errori per affrontare la seconda ondata». Intervista a Riccardo Iacona
Il noto giornalista è autore del libro “Mai più eroi in corsia. Cosa ha insegnato il coronavirus al Ssn”. E sui negazionisti: «C’è una parte che fa politica su questa emergenza in maniera abbastanza orripilante»
Coronavirus, non solo Trump: tutti i leader “nemici degli scienziati”
Il caso Modi (India), Bolsonaro (Brasile) e Johnson (UK) al centro dell’editoriale del British Medical Journal
di Tommaso Caldarelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 29 ottobre, sono 44.495.972 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.174.225 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 28 ottobre: Ad oggi in I...
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare
Salute

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

Il virologo veneto, già Presidente della Società Europea di Virologia, spiega dove si può intervenire per contenere i contagi: «Stop alla movida, contingentare gli ingressi nei supermercati e ridu...