Lavoro 15 Novembre 2018

Contratto medici, il pressing di Guido Quici (CIMO) sulle istituzioni: «Intasiamo i social dei politici»

Un tweetmob per puntare i riflettori sulla protesta della categoria: «Ci sono strumenti che stanno facendo la fortuna di alcuni, utilizziamoli anche noi». Ma il presidente della CIMO si dice «moderatamente ottimista» per lo sblocco della RIA

Immagine articolo

C’è un misto di ottimismo e paura nelle parole che Guido Quici, presidente della CIMO, ha utilizzato per raccontare l’incontro con la Commissione Affari Sociali sull’annosa questione del rinnovo del contratto di medici, veterinari e dirigenti sanitari. Ottimismo per la «disponibilità dimostrata» e l’intenzione della presidente Marialucia Lorefice (M5S) di intervenire per sbloccare la Retribuzione Individuale di Anzianità. Paura, anzi, «terrore» che le Regioni si oppongano allo sblocco, poiché «la RIA è un avanzo di amministrazione in prima istanza per le aziende, e in seconda istanza per le Regioni».

LEGGI ANCHE: CONTRATTO MEDICI, SPIRAGLIO NELLA TRATTATIVA. PALERMO (ANAAO): «C’È APERTURA DI COMMISSIONE AFFARI SOCIALI PER SBLOCCO»

L’intenzione di incrociare le braccia il 23 novembre dunque rimane e, anzi, in assenza di cambiamenti concreti Quici si augura che «sia l’inizio di una serie di iniziative. Se fosse per me – ci ha rivelato Quici a margine dell’assemblea pubblica in cui i sindacati si sono confrontati con esponenti di diversi partiti politici – farei uno sciopero a scacchiera, bloccando tutti i servizi con cadenza periodica. Se fosse per me – ha continuato – intaserei i social di tutti i parlamentari e degli assessori regionali. Ci sono strumenti che stanno facendo la fortuna di alcuni, non vedo per quale motivo non possiamo utilizzarli anche noi».

Un tweetmob per puntare i riflettori social sulle lotte della categoria, quindi, che vanno al di là del rinnovo del contratto di lavoro: tra i temi che hanno portato i sindacati a proclamare lo stato di agitazione ci sono infatti anche lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, il peggioramento delle condizioni di lavoro, la mancanza delle assunzioni, l’incertezza del futuro dei giovani lasciati fuori dalla formazione post laurea. È il possibile sblocco della RIA, però, a catalizzare l’attenzione di chi è intervenuto agli incontri.

«La RIA, oggi – ha spiegato Quici -, rimane nella pancia delle aziende e delle Regioni e viene utilizzata per tanti scopi, tranne che per la progressione di carriera di medici e dirigenti sanitari. Da un lato quindi non c’è nessun risparmio; dall’altro si preclude la carriera dei dirigenti, e quindi si impedisce al medico di lavorare con maggiore stimolo, che sarà poi facilmente portato ad uscire dalla struttura pubblica e andare nella struttura privata».

LEGGI ANCHE: AUTODIMISSIONI DEGLI OSPEDALIERI E FUGA DAL SSN, LE REAZIONI DEI LETTORI AL RACCONTO DI UNA VITA SOFFOCANTE

«Sbloccarla è una questione politica – ha proseguito – e con un emendamento si può risolvere la questione. Al Ministero per la Pubblica Amministrazione stanno lavorando nell’ottica di inserire un emendamento all’interno del decreto Concretezza e rimettere così la RIA in gioco. Ci consentirebbe di retribuire il disagio, quindi tutto quello che riguarda, ad esempio, il lavoro straordinario, le guardie o le reperibilità. In un contesto in cui gli ospedali sono gravemente sotto organico, è normale che queste risorse, stimate in diversi milioni di euro, siano vitali».

C’è anche una questione di tempistica, da tenere in considerazione: «La gobba pensionistica sta iniziando adesso e proseguirà nei prossimi anni – ha spiegato il presidente della CIMO -. Tutti i colleghi che andranno in pensione hanno una RIA elevata che poi scomparirà, visto che fu bloccata nel 1993 e i neo assunti, quindi, non ce l’hanno proprio. Se non si interviene adesso, tutte queste risorse verranno riassorbite dalle aziende e non verranno impegnate per la progressione di carriera. Significa che un medico andrà in pensione con lo stesso stipendio di quando ha iniziato la sua attività, 30 anni prima. E questo la dice lunga sulla predisposizione dei più giovani e dei più bravi ad andare a lavorare nel privato. Poi, se Governo e Regioni vogliono che le strutture pubbliche chiudano, basta dirlo».

LEGGI ANCHE: CONTRATTO MEDICI, QUICI (CIMO): «MANCATO RINNOVO ACCENTUERÀ FUGA CAMICI BIANCHI. DA POLITICA DISINTERESSE TOTALE»

Articoli correlati
Formazione, Cimo diffida strutture sanitarie: troppi medici costretti a rinunciare a ECM per coprire turni e carenze
«Le aziende - sottolinea il Presidente CIMO Guido Quici - impegnano sempre meno risorse per la formazione, tanto che tra il 2010 e il 2016 la spesa delle aziende sanitarie e ospedaliere è diminuita del 32,55% passando da 147,8 mln a 99,7 mln di euro». Il sindacato chiede che entro 30 giorni siano attivati o ripristinati gli strumenti e i tempi a disposizione dei medici da dedicare ad un effettivo aggiornamento professionale nell’ambito delle ore lavorative istituzionali
Lombardia, sospeso lo stato di agitazione dei sindacati medici. Incontro in Regione fissato per il 24 maggio
«È dal mese di marzo che attendiamo una risposta da Fontana e Gallera, - spiega Danilo Mazzacane CISL Medici - fino ad allora non parteciperemo ad altri incontri. Abbiamo l’esigenza di capire l’indirizzo di Regione Lombardia e far passare ai medici il messaggio su quanto contano per le Istituzioni»
di Federica Bosco
Sanità, l’allarme di Ganga (Cisl): «Confronto su Def, ma rischio tagli c’è. Su contratto pronti a scendere in piazza»
Il segretario confederale della Cisl sottolinea: «È sempre un'incognita la fase di confronto sul Def perché noi arriviamo da dieci anni di tagli lineari sul sistema sanitario». Poi affronta il problema delle carenze: «Arriveremo al 2022 con 55mila medici in meno e 39mila infermieri in meno, andiamo verso una sanità inanimata»
#DestinazioneSanità | Emilia-Romagna, un’eccellenza sulle spalle dei (pochi) medici: «Qualità destinata ad abbassarsi»
GUARDA IL VIDEO | La prima tappa del reportage di Sanità Informazione, in collaborazione con CIMO, è l’Emilia-Romagna. Un racconto delle contraddizioni di una delle sanità regionali migliori d’Italia attraverso le voci dei medici, tra storie di eccellenza, carenza di personale, turni massacranti e la latenza del rinnovo del contratto
Contratto medici, Sorrentino (Fp CGIL): «L’8 giugno saremo in piazza a Roma»
Sotto lo slogan #futuroèpubblico, CGIL, CISL e UIL scenderanno in piazza per chiedere assunzioni straordinarie e il rinnovo del contratto. Intanto anche la sanità privata soffre per un contratto bloccato da 12 anni
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

ECM, finisce a Striscia la Notizia il caso dei medici non in regola. FNOMCeO: «Dal 2020 sanzioni per chi non sarà in regola»

Anche la popolare trasmissione di Canale 5 punta i riflettori sul caso dei tanti medici che non rispettano l’obbligo di legge sull’aggiornamento continuo in medicina. Gerry Scotti: “Pazienti pre...
Formazione

Obbligo ECM, Rosset (OMCeO Aosta): «La formazione tutela la salute pubblica. Con sentenza si esce dall’ambiguità»

«Il rispetto della formazione, la tutela della salute e l’obbligo di rispondere a quanto viene dettato dal legislatore, quindi a osservare la legge, sono cose assolutamente imprescindibili e che re...
di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
Salute

Guarire dalla balbuzie si può: Chiara Comastri, psicologa ed ex balbuziente, ci spiega come agisce il metodo Psicodizione

Da balbuziente ad esperta di linguaggio: la psicologa Chiara Comastri si racconta a Sanità Informazione e rivela: «Con un approccio di tipo cognitivo comportamentale e un percorso preciso si possono...