Lavoro 4 Novembre 2020 08:27

Autisti soccorritori, nasce il sindacato FASI. Vernillo: «Puntiamo al riconoscimento della figura professionale»

Il sindacato, guidato dal beneventano Claudio Coppola, punta ad avere potere contrattuale con gli organi governativi. Il vicepresidente Vernillo denuncia le carenze sul Covid: «A volte non abbiamo nemmeno le tute che ci dovrebbero isolare dai pazienti»

«Chiediamo dignità per il nostro lavoro. Non abbiamo un codice deontologico, non abbiamo una normativa professionale, non abbiamo nulla. Navighiamo a vista. Il nostro scopo è quello di far riconoscere la figura dell’autista soccorritore a livello nazionale». Così Benito Vernillo, vicepresidente della FASI (Federazione Autisti Soccorritori Italiani) presenta a Sanità Informazione il sindacato che si qualifica come primo sindacato di categoria.

La Federazione nasce a Benevento dove, si legge sul sito web della FASI, la realtà emergenziale «risulta essere a buon punto di sviluppo se paragonata ad altri territori italiani dove essa presenta carenze ancora a tutt’oggi evidenti all’occhio dell’utenza tutta». «Ma siamo in espansione, puntiamo ad allargarci in tutta Italia» assicura Vernillo. A guidare la federazione è il beneventano Claudio Coppola.

Il tema di fondo è quello portato avanti da anni dalle altre associazioni di categoria come il CO.E.S., da anni in prima linea, e alle quali la FASI mostra pubblicamente la sua gratitudine. Ma ora lancia una sfida più ambiziosa: quella di dare forza ad un nuovo sindacato strutturato che «possa avere potere contrattuale con gli organi governativi».

L’obiettivo dichiarato è quello di creare il profilo professionale di autista soccorritore e avere una formazione almeno biennale riconosciuta dallo Stato. «Tutti gli autisti soccorritori italiano hanno come formazione il BLS, Basic Life Support, impariamo ad usare il defibrillatore – spiega Vernillo -. Però noi sul campo abbiamo sviluppato ben altre competenze anche meccaniche: quando rimaniamo sulle montagne fermi con le ambulanze dobbiamo cambiare le ruote, dobbiamo saper riconoscere i rumori del motore altrimenti rimaniamo a piedi. Siamo spalla a spalla con medici e rianimatori, ma tutto questo non ci è stato mai riconosciuto».

LE DIFFICOLTÀ CON IL COVID E LA MANCANZA DI PRESIDI

Vernillo racconta anche i difficili momenti che stanno vivendo gli autisti soccorritori in questi giorni di seconda ondata di Covid-19 che stanno mettendo sotto stress tutto il Sistema sanitario nazionale: «Sono giorni di lavoro, tensione e stress – racconta il sindacalista -. Non c’è una normativa che ci tutela. Inoltre non sappiamo come comportarci perché la normativa non è uguale in tutta Italia. A volte siamo carenti anche di quelle tute che ci dovrebbero isolare dai pazienti, non abbiamo presìdi, i medici si lamentano perché vogliono che andiamo nelle case ma noi senza protezioni non possiamo andare».

Di fronte allo spettacolo delle ambulanze in coda ai Pronto Soccorso, Vernillo spiega: «I Pronto Soccorso sono congestionati, c’è panico generalizzato perché tutti chiamano a causa del Covid: quando c’è una sintomatologia come febbre e tosse noi siamo tenuti a portarli in ospedale».

«Il problema – ammette – non è tanto per noi, ma per l’utenza in generale perché noi, restando in queste code, lasciamo sguarnito un territorio. Se dovesse accadere qualcosa di più grave può capitare che non ci siano ambulanze libere».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato 

Articoli correlati
Contratto comparto sanità, è fumata bianca. Aumenti fino a 98 euro e per gli infermieri indennità aggiuntiva
Dopo mesi di trattative ARAN e sindacati (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, FIALS, Nursind, Nursing Up) hanno raggiunto un’intesa sul contratto del comparto sanità. Tra le novità l’indennità oraria per il lavoro notturno che passa da euro 2,74 a 4 euro e una nuova indennità per il Pronto soccorso. In tutto le risorse per il rinnovo ammontano a 241,6 milioni
di Francesco Torre
Sanità Lazio, nuovo accordo per stabilizzare i precari. Da aprile le prime assunzioni
Cgil, Cisl e Uil: «Resta la necessità di nuove contrattualizzazioni straordinarie per rinforzare la rete del Ssr»
Famiglie degli mmg caduti senza ristori, i sindacati passano all’azione. Le iniziative
I sindacati dei medici indignati per la bocciatura del ristoro alle famiglie dei caduti a causa della pandemia. Molte le iniziative e si sta valutando uno sciopero i primi giorni di marzo
Medici di famiglia, Onotri (Smi): «Chiediamo tutele, diritti e sicurezza sul lavoro»
Fp Cgil medici e dirigenti SSN, Smi, Simet, Fed. C.i.pe-S.i.s.pe-S.i.n.s.pe proclamano lo stato di agitazione per la medicina generale. Onotri: «La medicina territoriale versa in condizioni disastrose. A noi medici di famiglia affidata l’intera gestione del Covid, clinica e amministrativa. Lavoriamo 12 ore al giorno sette giorni su sette»
Rinnovo CCNL, cosa non va nella proposta Aran per i sindacati
I sindacati commentano la proposta di revisione dell’ordinamento professionale e del sistema degli incarichi fatta dall’Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 1 dicembre 2022, sono 643.396.783 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.635.192 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Se ho avuto il Covid-19 devo fare lo stesso la quarta dose?

Il secondo booster è raccomandato anche per chi ha contratto una o più volte il virus responsabile di Covid-19. Purché la somministrazione avvenga dopo almeno 120 giorni dall'esit...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono gli effetti collaterali della quarta dose?

Gli effetti collaterali dell'ultimo richiamo di Covid-19 sono simili a quelli associati alle dosi precedenti: un leggero gonfiore o arrossamento nel punto di iniezione, stanchezza e mal di testa