Lavoro 22 marzo 2018

Le aggressioni ai medici si combattono anche su Facebook. “Nessuno tocchi Ippocrate”, o a rimetterci saranno i pazienti

Manuel Ruggiero, fondatore della pagina Facebook che segnala gli episodi di aggressione subiti da medici e professionisti sanitari: «Se la scena dell’intervento non è sicura, il personale del 118 è autorizzato ad andarsene e a tornare con le forze dell’ordine. La paura di denunciare? Per eventuali ritorsioni»

L’aggressione, per i medici e i professionisti sanitari che la subiscono, è solo parte del problema. Se infatti il momento della violenza, fisica o verbale, passa, la paura che l’accompagna rimane nel tempo. Paura di ritorsioni da parte degli aggressori o paura delle reazioni di colleghi, responsabili e conoscenti. Ed è proprio questo timore che porta molte vittime a non denunciare gli episodi di violenza subiti. C’è sempre, però, il desiderio di far conoscere la propria storia, le condizioni in cui si lavora, le vicende che si è costretti a vivere quasi quotidianamente. Come conciliare, allora, questi due aspetti? Da un lato la ricerca dell’anonimato e dall’altro la necessità di dar voce alla propria esperienza? Con una pagina Facebook.

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, ANTONIO MAGI (OMCEO ROMA): «SERVONO PROTOCOLLI DI COMPORTAMENTO PER PREVENIRE ATTI DI VIOLENZA»

Si chiama “Nessuno tocchi Ippocrate” ed è stata fondata, nel giugno dello scorso anno, da Manuel Ruggiero, medico del 118 di Napoli. «Ho creato questa pagina quando ho saputo che un medico aveva ricevuto un pugno in faccia all’Ospedale Cardarelli. Sono episodi sempre più frequenti e che non fanno nemmeno più notizia, allora proprio per denunciare le aggressioni che medici e personale sanitario subiscono sempre più spesso è nata questa pagina Facebook». Il numero degli episodi a Napoli è in aumento: «Se in tutto il 2017 – racconta Ruggiero – abbiamo registrato circa 12 aggressioni, dall’inizio del 2018 siamo già a 15 casi. Sono dati piuttosto allarmanti e a Napoli sta diventando, più che in altre Regioni d’Italia, un problema veramente preoccupante».

LEGGI ANCHE: DONNE MEDICO, PINA ONOTRI (SMI): «SIAMO PENALIZZATE. SI FACCIA DI PIÙ SU AGGRESSIONI E TEMPI DI CONCILIAZIONE»

Dal tentativo di rubare un’ambulanza del personale del posto di primo intervento, che non può fare servizio di 118, per andare a soccorrere un amico investito a poche centinaia di metri dall’ospedale, ai pugni a medici ed infermieri che si ritrovano con gli occhiali o il setto nasale rotti, sono numerose le segnalazioni pubblicate sulla pagina in modo anonimo: «Noi pubblichiamo solo il nome della strada in cui avviene l’episodio, a meno che chi ci invia la segnalazione esprima esplicitamente il consenso alla pubblicazione di altre informazioni. Ma l’anonimato è garantito».

Ritorna, quindi, il discorso della paura: «Coloro che ci aggrediscono a Napoli – dichiara il dottore – sono spesso persone poco raccomandabili, quindi chi denuncia ha paura di eventuali ritorsioni. Noi lavoriamo in mezzo alla strada, quindi c’è sempre il rischio di incontrare gli aggressori. Anche perché loro sanno in quale postazione 118 lavori e che zona copri e, soprattutto se è un quartiere degradato, il personale è portato a non denunciare».

LEGGI ANCHE: E ALLA SALUTE DEL MEDICO, CHI CI PENSA?

Ma la pagina Facebook “Nessuno tocchi Ippocrate” è anche rivolta all’utenza, non solo per «educarla all’uso corretto dei servizi di emergenza sanitaria territoriale 118», spiega Ruggiero, ma anche per «far capire a tutti che sfogare la propria rabbia o preoccupazione attraverso aggressioni sul personale sanitario non può essere la cosa giusta da fare. È infatti controproducente, perché se noi vediamo che la scena non è sicura siamo autorizzati ad allontanarci dal luogo del soccorso e a tornare solo nel momento in cui sopraggiungono le forze dell’ordine. Chi sta male dovrà quindi aspettare ulteriore tempo prima di essere aiutato. Una cosa deve essere chiara a tutti – conclude -: noi siamo la mano che vi aiuta e di certo non veniamo per aggravare la situazione ma solo per curarvi. Se ci aggredite, siete soprattutto voi a perdere».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Ddl aggressioni, continuano le audizioni in Senato. Sumai: «Asl denuncino d’ufficio». SIVeMP: «Veterinari operino in equipe»
Si studiano le misure per fronteggiare l’ondata di violenze contro gli operatori sanitari. Il segretario Sumai Antonio Magi: «Il più delle volte infatti, il medico aggredito non denuncia per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura». Il Fimeuc (Emrgenza – Urgenza): «Serve formare personale per gestire situazioni»
Libia, Foad Aodi (Amsi): «Basta morti nel mare, è finita la pacchia sulla pelle dei migranti»
Ancora tragedie del mare. 117 migranti, tra cui donne e bambini, sono morti lo scorso weekend a causa dell’affondamento di un gommone a largo della Libia. L’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l’Unione medica euro mediterranea (Umem) insieme alle associazioni aderenti al movimento Internazionale “Uniti […]
Tribunale della Salute, Foad Aodi (OMCeO Roma) aderisce alla petizione: «Proposta coraggiosa. Più il medico lavora in serenità più è tutelato il diritto alla salute»
Il presidente di Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) sottolinea: «I medici italiani sono considerati tra i migliori, non permettiamo di macchiarne l’immagine e la credibilità». Intanto la raccolta firme ha superato le 12mila adesioni
Spot risarcimenti, si schierano le istituzioni:  «Subito il Tribunale della Salute». E la petizione raggiunge le 10mila firme in poche ore
La petizione lanciata da Consulcesi è stata sottoscritta da istituzioni, sindacati e associazioni. Tra i firmatari anche il Presidente della Commissione Salute, il senatore Pierpaolo Sileri. Tortorella: «Basta contrapposizioni, operatori sanitari e pazienti chiedono di poter siglare un nuovo Patto della Salute superando aggressioni e denunce»
Firenze, panchine rosse nei giardini per il no alla violenza sulle donne
Anche a Firenze, sono arrivate le panchine rosse nei giardini pubblici come simbolo della violenza contro le donne. Parchi, università, luoghi di lavoro di tante altre città d’Italia hanno aderito all’iniziativa per sensibilizzare la popolazione ad una tematica così importante, delicata e di dolorosa attualità. Le panchine rosse sono state donate al Comune e posizionate nei cinque […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...