Salute 8 Marzo 2018 13:37

Donne medico, Pina Onotri (SMI): «Siamo penalizzate. Si faccia di più su aggressioni e tempi di conciliazione»

Il segretario generale del Sindacato Medici Italiani sottolinea: «Il 60% delle donne medico ha solo un figlio. E la percentuale delle donne medico single rispetto agli uomini è sicuramente maggiore». Sul tema della parità di genere, poi, aggiunge: «Sono l’unica donna alla guida di un sindacato medico. Questo la dice lunga»

Donne medico, Pina Onotri (SMI): «Siamo penalizzate. Si faccia di più su aggressioni e tempi di conciliazione»

«È importante che le donne medico festeggino l’8 marzo perché c’è ancora molto da fare per arrivare alla parità». Pina Onotri, medico generico e segretario generale del Sindacato Medico Italiano, traccia un quadro del ruolo dei camici rosa in Italia. Ieri la FNOMCeO aveva fornito alcuni numeri: 159.669 i medici donna in Italia, 11.825 le odontoiatre, 4.439 le professioniste iscritte a entrambi gli Albi. In totale quasi 176mila professioniste che, nelle fasce di età sotto i 50 anni, hanno ‘sorpassato’ per numero i colleghi uomini. Un quadro che si scontra con la realtà, che vede, ad esempio, ancora poche donne medico nelle posizioni apicali della sanità e il 70% delle aggressioni ai camici bianchi coinvolgere donne.

Dottoressa, secondo i dati riportati dalla FNOMCeO, sotto i 50 anni le donne sono maggioranza tra i medici. Nonostante questo nelle posizioni apicali del mondo sanitario non sono adeguatamente rappresentate. Come si spiega questa discrepanza?

«Perché il nostro Paese non ha mai fatto nulla riguardo ai tempi di conciliazione. Il carico genitoriale ma anche il carico di accudimento di persone anziane ricade sempre sulle spalle delle donne, che siano medico o meno non fa la differenza. Tra l’altro noi facciamo una professione per cui non timbriamo il cartellino, ci dobbiamo dedicare a tempo pieno. Questo spiega il perché quasi il 60% delle donne medico abbia solo un figlio. E la percentuale delle donne medico single rispetto agli uomini è sicuramente maggiore. Oggi fare la donna medico significa che siamo anche di fronte a condizioni di violenza che vengono perpetrate verso le donne proprio in quanto donne che svolgono una determinata professione. È di questi giorni la notizia di un tentativo di stupro nei confronti di una collega pugliese durante il servizio notturno di guardia medica. Tutto questo avviene nonostante noi sulla violenza abbiamo fatto una battaglia, abbiamo svolto diverse audizioni in Commissione Sanità al Senato, ci siamo fatti promotori di una raccolta di firme dopo gli ultimi accadimenti in Sicilia dove una collega è stata sequestrata e violentata per tutta la notte. Purtroppo, però, ancora oggi siamo lontani dall’avere una soluzione. Subiamo violenze come le subiscono tutti gli operatori sanitari che stanno in condizioni di front office e anche violenze di genere perché l’aggravante che abbiamo è l’essere donne».

Proprio ieri i dati della FNOMCeO dicevano che il 70% delle aggressioni avvengono nei confronti di operatori sanitari donne…

«Sì perché all’aggressione verbale, a mano armata, alle violenze e alle percosse si aggiunge anche la violenza di genere. Le persone che hanno perso la vita per questi fatti sono tutte donne. In Puglia due, in Sardegna una, e ancora oggi, a tanti anni da questi accadimenti, siamo ancora qui a chiederci cosa si può fare per arginare il fenomeno. Credo che mai come oggi la festa della donna in generale, e per le donne medico in particolare, andrebbe festeggiata».

Lei è anche sindacalista. Nel mondo sindacale com’è la situazione?

«Per quanto riguarda i sindacati medici io sono l’unica donna che è segretario generale di un sindacato. Questo la dice lunga».

Lei è medico di base. Il medico di base è un ruolo delicato, ha un rapporto molto stretto con i pazienti. La donna può avere una marcia in più in questa professione?

«Noi donne siamo un po’ più empatiche, in genere siamo più accudenti. In fondo, al di là delle patologie che hanno e che ci presentano, i pazienti vogliono essere accolti. Ciò non toglie che esistono dei colleghi uomini che sono bravissimi anche sotto questo aspetto».

Magari c’è qualche paziente che preferisce un medico donna…

«Tanti mi scelgono perché sono donna e lì si instaura un rapporto di fiducia».

Articoli correlati
Se il paziente ha dei dubbi, Eric risponde
Costamagna (chirurgo endoscopico digestivo): «Eric è uno strumento di Intelligenza Artificiale conversazionale. Siamo il primo ospedale in Italia ad aver introdotto questa tipologia di tecnologia in ambito endoscopico». Entro il 2025 il mercato globale degli assistenti virtuali potrebbe superare i 3 miliardi di dollari
«Troppi pochi dietisti nel Ssn, ma con la giusta alimentazione migliori esiti e meno spesa sanitaria». Parla Marco Tonelli, presidente Cda Dietisti
In tutto seimila i dietisti in Italia, solo un terzo nel servizio pubblico. Il presidente della Cda nazionale lancia la proposta del dietista di comunità che lavora in équipe con MMG, PLS e gli altri professionisti sanitari. Spiega Tonelli: «Oggi l’assistenza nutrizionale, settore fondamentale per la salute dei cittadini, non è riconducibile a prestazioni assistenziali chiaramente definite»
di Francesco Torre
Al via il Giro d’Italia delle cure palliative pediatriche. Le riceve solo il 5% dei bambini
Dal 15 maggio al 30 giugno, eventi di sensibilizzazione dal nord al sud della Penisola. A Sanità Informazione la storia di Lavinia, i genitori: «Le cure palliative ci hanno regalato gli anni migliori della nostra vita»
Inquinamento: l’UE boccia l’Italia e la Corte la condanna
Miani (SIMA): «La prima causa d’inquinamento atmosferico in Italia è la combustione per il riscaldamento degli edifici, al secondo posto ci sono gli allevamenti intensivi, al terzo il traffico veicolare. Necessario un cambio di rotta immediato: se dovessimo incentivare da domani l’acquisto di auto elettriche ci vorranno almeno 10 anni prima che ogni italiano ne abbia una»
Quarta dose al palo, Anelli (Fnomceo): «Medico torni a essere punto di riferimento»
La quarta dose stenta a decollare. Per il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, solo restituendo al medico le sue competenze è possibile rilanciare il secondo richiamo
di Valentina Arcovio
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 maggio, sono 526.097.252 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.278.679 i decessi. Ad oggi, oltre 11,44 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Salute

Vaiolo delle scimmie, la “profezia” di Bill Gates e il bioterrorismo

Bill Gates aveva parlato pubblicamente del rischio di future pandemia e di bioterrorismo, facendo riferimento a possibili attacchi con il vaiolo. Spazio per nuove teorie del complotto