Lavoro 14 Ottobre 2019

Aggressioni al personale sanitario, Tommasa Maio (FIMMG): «Subito status pubblico ufficiale per medici»

Presentato al 76° Congresso FIMMG un ‘video-denuncia’: i camici bianchi che lavorano di notte il bersaglio principale

Immagine articolo

«Il fenomeno delle aggressioni contro il personale sanitario e in particolare contro i medici di Continuità Assistenziale che lavorano di notte rimane putroppo una seria emergenza. Non c’è più tempo da perdere di fronte ad una escalation di violenza che riusciamo a documentare solo in parte. Servono soluzioni definitive. Chiediamo con forza il riconosciumento dello status di pubblico ufficiale, ritenendolo strumento indispensabile per arginare queste violenze». Lo dichiara il segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, Tommasa Maio.

LEGGI ANCHE: NAPOLI, AL SANTOBONO PADRE ROMPE UN DITO A INFERMIERE

«Il problema della sicurezza è un tema complesso che necessita di interventi su molteplici fronti – sottolinea Tommasa Maio – Ma appare evidente che una vera tutela non possa essere garantita senza leggi adeguate che sanciscano tre punti fermi: il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale, la procedibilità d’ufficio per chiunque aggredisca un operatore in servizio, un aggravamento delle pene previste. Il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale ha inoltre un forte valore simbolico: chi colpisce un medico di Continuità Assistenziale deve sapere che sta colpendo un servitore dello Stato e che come tale lo Stato non può non proteggere ai massimi livelli. La recente notizia dell’impunibilità di un soggetto, che non sarà perseguito nonostante abbia violentato un medico in servizio perché il reato venne denunciato oltre i termini, è emblematico e rappresenta una ulteriore violenza».

Quello delle aggressioni è stato uno dei temi centrali del 76° Congresso nazionale FIMMG- Metis che si è svolto la scorsa settimana a Villasimius. Le violenze denunciate contro gli operatori sanitari nel 2019 sono circa 1200. In Italia si verificano in media 3 aggressioni al giorno, il numero potrebbe essere anche più alto calcolando gli episodi non denunciati. A farne le spese sono principalmente le donne che essendo le più numerose sono bersaglio di aggressioni nel 68% dei casi. La fascia oraria più a rischio è la notte con il 65% delle aggressioni. Sono i dati del “Dossier violenza” realizzato da FIMMG Continuità Assistenziale e riassunti in un ‘video-denuncia’ presentato in occasione di una tavola rotonda dedicata alla sicurezza degli operatori sanitari nei luoghi di lavoro, a cui hanno partecipato tra gli altri i deputati della XII Commissione Affari Sociali della Camera Michela Rostan e Paolo Siani.

LEGGI ANCHE: #IOMIVACCINO, AL CONGRESSO FIMMG MEDICI TESTIMONIAL DELLA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SULLE VACCINAZIONI

Nel video si lancia un vero e proprio ‘alert’ elencando le principali criticità finora segnalate dai medici e raccolte da FIMMG attraverso il progretto ‘Ispezione da dentro’. Tra queste la mancanza di sistemi di allarme, videosorveglianza e vigilanza notturna nelle sedi di guardia medica; postazioni con un unico medico, assenza di illuminazione all’esterno e porte d’ingresso non blindate.

Nel corso della tavola rotonda si è fatto anche il punto sulle varie iniziative attuate finora in tema sicurezza con un focus sul protocollo avviato a luglio tra FIMMG e Croce rossa italiana per sensibilizzare sul tema della sicurezza degli operatori sanitari e su diversi protocolli operativi avviati a tutela degli operatori in molte realtà.
«Ma noi non ci fermeremo – conclude Maio -. Non siamo per niente soddisfatti. Quanto fatto per mettere i medici di CA in sicurezza rimane ancora insufficiente e comunque non ha ricadute eguali su tutto il territorio nazionale. Servono interventi strutturali nelle varie realtà ma non solo. Per questo stiamo lavorando su tutti i tavoli negoziali, aziendali, regionali e nazionale».

Articoli correlati
Manovra 2020, luci e ombre del testo: dai Lea al personale. Tutte le voci della sanità…
Intanto, dal testo su cui lavoreranno entrambi i rami del Parlamento emerge quello che, molto probabilmente, sarà l’indirizzo finale della Legge, soprattutto per quel che riguarda la sanità
Aggressioni al personale sanitario, Yongjie Yon (OMS-ONU): «Aumentare la consapevolezza per prevenire il fenomeno»
«C’è bisogno di un approccio politico di tolleranza zero e di sostenere la causa a livello pubblico. Serve la collaborazione da parte di tutti per prevenire le aggressioni verso gli operatori sanitari: politica, media e forze dell’ordine» il pensiero del Rappresentante OMS-ONU Yongjie Yon a Sanità Informazione
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento?
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento? Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali devono sottoporre la richiesta di accreditamento alla CNFC fatta […]
Aggressioni, Carlo Piastra (Lega): «Operatori sanitari e farmacisti siano equiparati a pubblici ufficiali»
Il deputato della Lega rivendica di aver depositato il primo Ddl in materia nell’estate del 2018. Ora chiede di emendare e rafforzare il testo votato in Senato: «Insieme ai colleghi della Commissione Affari sociali stiamo ragionando su quello che si può aggiungere»
Violenza, De Palma (Nursing Up): «Garantiremo copertura assicurativa infermieri contro le aggressioni»
L’80% degli infermieri intervistati ha confessato di aver subìto violenza sul luogo di lavoro. L’11% ha parlato di violenza fisica e il 4% ha riferito di essere stato minacciato con un’arma da fuoco. Il presidente del sindacato: «Lo Stato fa poco e il Ddl antiviolenza non è sufficiente. È necessario istituire osservatori e servizi di protezione del personale in tutte le aziende sanitarie»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Ecm

ECM estesa a tutte le professioni sanitarie. L’Agenas pubblica la delibera

L’Educazione Continua in Medicina sarà obbligatoria per tutte le professioni sanitarie aventi ordini di categoria, prima esclusi dal vincolo formativo
Lavoro

Bilancio 2020: «Caro Ministro, ecco dove trovare i soldi per pagare di più i medici. Senza che lo Stato aggiunga un euro»

Intervista al segretario nazionale Anaao-Assomed Carlo Palermo: «Nei prossimi 8 anni nelle aziende sanitarie ci saranno 250 milioni di euro di “retribuzione individuale di anzianità”. Basterebbe...
Salute

Droga, bambini in astinenza. Parla il neonatologo: «Non c’è un picco, ma a volte conseguenze devastanti»

L'intervista ad Antonello Del Vecchio, neonatologo della Società Italiana di Pediatria: «Mix di droghe devastante, ma il loro utilizzo in gravidanza non è in aumento». E a provocare le crisi non c...