Formazione 21 Luglio 2021 12:01

Test Specializzazioni Mediche a Roma, la reazione dei candidati

Sono 17.400 le borse di studio a disposizione dei neolaureati in Medicina per le specializzazioni. Molti festeggiano ma non si illudono: lo stesso aumento si deve riverberare sui contratti di lavoro oppure ci sarà un nuovo imbuto formativo

Test Specializzazioni Mediche a Roma, la reazione dei candidati

Dopo tre ore e mezza e 140 quesiti a risposta multipla, i ragazzi coinvolti nel test di ammissione alle Scuole di specializzazione in area medica a Roma si riversano sul piazzale dell’hotel Ergife. La discussione è fitta sugli argomenti comparsi e sui punteggi, che ognuno di loro conosce già alla fine della prova senza sapere se basteranno.

«Domande variegate di ragionamento, c’erano anticoagulanti ed embolia polmonare – ci racconta una di loro -, qualcuna ce la aspettavamo ma è stato difficile rispetto agli anni passati e più o meno equivalente allo scorso anno. L’ho trovato molto impegnativo». Per ognuno di loro superare il test e aggiudicarsi una delle 17.400 borse a disposizione significherebbe migliorare la propria formazione e inseguire un sogno di realizzazione.

Alcuni lo dichiarano: neurologia, ematologia, ginecologia. Altri preferiscono osservare la superstizione «Io voglio fare l’ortopedico – ci racconta uno di loro – per me è l’unica strada possibile. Spero di riuscire a risultare idoneo per questo percorso, in caso contrario riproverò e se non dovessi riuscire andrò all’estero».

Borse di studio in più, cosa ne pensano i candidati

Le borse di studio quest’anno sono duemila in più rispetto allo scorso, in cui erano state 5mila in più rispetto al 2019. L’effetto pandemia che ha sottolineato quanto il Sistema sanitario nazionale si stesse svuotando: specie di determinati professionisti. I candidati ne sono entusiasti, sebbene ribadiscano la necessità di un ampliamento conseguente dei contratti. «Dovrebbe partire tutto da lì – ci spiega una dottoressa -, aumentare i posti di lavoro e quindi di conseguenza le borse di specializzazione e poi i posti a Medicina. Se non c’è questa scala gerarchica è difficile: si rischia che tanti specialisti non riescano ad entrare in ambito ospedaliero e debbano aprirsi uno studio privato».

Ai giovani medici di domani interessa prima di tutto formarsi bene. «Il sistema formativo deve essere in grado di assorbire il maggior numero di studenti che andrà a specializzarsi. Se invece succede che alcune scuole, come sta già accadendo, si trovino un surplus di persone per le loro capacità gestionali, si rischia di non potersi preparare al meglio», aggiunge un collega.

Fuga di cervelli, per alcuni inevitabile

Per tanti l’estero è ancora una strada aperta. La “fuga di cervelli” ormai proverbiale è una corsa lontano dall’imbuto formativo, prima dopo l’università e poi dopo la specializzazione. Alcuni raccontano di aver già valutato le possibilità: Francia, Spagna o Germania con un buon corso di lingua. Oppure la Svizzera, dove prendendo appuntamento con un professore si può cominciare un percorso formativo di propria scelta.

«Io ci ho pensato – conferma una dottoressa appena uscita – è che all’estero la professione del medico è vista diversamente. In Italia si fatica tanto anche solo per iniziare a lavorare e poi si fanno moltissime ore di straordinario senza una remunerazione adeguata. Fuori si guadagna meglio e c’è una possibilità di crescita che spesso in Italia è sbarrata dalle “conoscenze” altrui».

Consulcesi: «Accanto ai candidati»

Presente di fronte all’Ergife anche il network legale Consulcesi. «Siamo qui a supporto degli aspiranti specialisti – spiega Sara Saurini, Legal Communication Manager Consulcesi – con l’aumento di contratti di formazione si è fatto un primo passo ma bisogna fare ancora tanto. La specializzazione è un passo obbligato per chi vuole esercitare la professione di medico, non è possibile che ci siano ancora sbarramenti. Il sistema va riformato in una nuova modalità che supporti il Ssn e i pazienti. Noi ascolteremo le loro storie e cercheremo di supportarli nelle aule di tribunale per contestare le irregolarità che riscontreranno».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Test anti-Covid made in Italy ci dirà quando fare il richiamo di vaccino
Sviluppato dall’IRCCS Candiolo di Torino in collaborazione con l’Italian Institute for Genomic Medicine (IIGM) e con il laboratorio Armenise-Harvard di Immunoregolazione, un test che servirà, su larga scala, a stabilire il livello e la durata di immunizzazione delle persone al virus Sars-CoV-2
Quarantena e isolamento ridotti, nuova circolare del Ministero della Salute
Una nuova circolare del ministero della Salute accorcia i tempi previsti per la quarantena dei positivi e l'isolamento in caso di positività persistente
Trauma cranico, test sul sangue per diagnosi veloci e precise
Le situazioni in cui si può verificare un trauma cranico sono molteplici. Ma la priorità è sempre la stessa: riconoscerlo tempestivamente, prima che possa creare danni irreversibili
di Valentina Arcovio
Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?
Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripetere il test dopo 24 ore
Quando si può ripetere il test se dopo 7 giorni si risulta ancora positivi?
La raccomandazione è quella di aspettare 7 giorni, quando il test può essere fatto gratuitamente. «Privatamente» nessuna regola, ma buon senso
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 27 gennaio 2023, sono 669.913.624 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.821.347 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Come distinguere la tosse da Covid da quella da influenza?

La tosse da Covid è secca e irritante, quella da influenza tende invece a essere grassa. In ogni caso non esistono rimedi se non palliativi, come gli sciroppi lenitivi. No agli antibiotici: non...
Salute

Kraken, la nuova variante di Omicron dietro il boom di contagi negli Usa

Secondo il Cdc, Kraken ha più che raddoppiato il numero di contagi ogni settimana, passando dal 4% al 41% delle nuove infezioni