Formazione 17 Settembre 2020 10:16

Test di Medicina 2020, oggi i risultati in anonimo. Niente prova suppletiva per chi era in quarantena

Oggi sull’area riservata di Universitaly pubblicati i risultati per codice etichetta del test di Medicina 2020. Manfredi dice no alla prova suppletiva per chi era in quarantena

Test di Medicina 2020, oggi i risultati in anonimo. Niente prova suppletiva per chi era in quarantena

L’attesa è finita, o almeno in parte. Oggi sono usciti, in forma anonima, i risultati del test di Medicina 2020, sostenuto da tutti i candidati italiani lo scorso 3 settembre. Nell’area riservata del sito Universitaly tutti i partecipanti potranno ora consultare l’elenco dei risultati per codice etichetta. Non si tratta di una graduatoria vera e propria, per quella ci sarà da aspettare il 29 settembre, ma si tratta di una prima vista dei risultati nazionali.

In totale gli ammessi a frequentare la facoltà di Medicina saranno 13.052 quest’anno. Dopo la pubblicazione della graduatoria, i soggetti idonei avranno quattro giorni per immatricolarsi. Dal 7 ottobre ci sarà il primo scorrimento e poi a seguire con lo stesso intervallo di tempo i successivi.

CHI ERA IN QUARANTENA NON RECUPERERÀ IL TEST

Non ci saranno ulteriori spostamenti, invece, per i ragazzi che hanno perso il test a causa della quarantena da Covid-19. La notizia è arrivata dal ministro dell’Università Gaetano Manfredi, intervistato da Sky Tg24 e riportato dal Corriere della Sera. «Sono qualche decina – ha detto – il numero che abbiamo è quaranta, rispetto ai 66 mila che si erano iscritti al test. Ho sottoposto il problema anche al dipartimento della funzione pubblica per avere un chiarimento sulla possibilità di sostenere una prova suppletiva. Mi è stato risposto che trattandosi di una malattia, oggi la norma prevede che chi è in malattia perde un concorso o una prova unica».

Non ci sarà un recupero dunque, per chi non ha potuto fare la prova. «Questo non riguarda solo chi è ammalato di Covid o è in quarantena – ha chiarito il Ministro -. Riguarda anche chi è in ospedale o chi si è rotto una gamba. Per un problema di parità di trattamento tra tutti i cittadini fare una prova suppletiva solamente per coloro che hanno un problema di Covid rappresenta ad oggi una disparità rispetto all’eguaglianza di condizioni tra tutti i concorrenti».

 

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