Giovani 7 Ottobre 2020

Numero chiuso e ricorsi, come muoversi dopo la pubblicazione delle graduatorie?

Abbiamo posto all’avvocato Marco Tortorella (che da anni cura i ricorsi dei candidati che ritengono di essere stati ingiustamente esclusi dall’ingresso in facoltà) 8 domande. Ecco le sue risposte

Pubblicate le graduatorie del test di ingresso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, come deve muoversi un candidato che non risulta idoneo ma che ha fondati motivi per credere di essere stato penalizzato in sede di prova da irregolarità compiute dagli altri studenti (che magari usavano i cellulari o copiavano) o dall’organizzazione dell’università? Abbiamo posto all’avvocato Marco Tortorella (che da anni cura i ricorsi dei candidati che ritengono di essere stati ingiustamente esclusi dall’ingresso in facoltà) 8 domande. Ecco le sue risposte.

Anche quest’anno il test di Medicina ha dato luogo a numerose polemiche. Quali sono stati i maggiori problemi che avete riscontrato nelle segnalazioni subito dopo il test?

«Tutti gli anni (e l’ultimo non fa eccezione) i candidati ci segnalano alcune irregolarità nel test di accesso a numero chiuso alla facoltà di medicina e odontoiatria. In particolare, ci segnalano di candidati che avevano con sé i cellulari o altri sistemi per poter comunicare con l’esterno, oppure che c’era la possibilità di copiare, nonché alcune domande le cui risposte non erano chiare o giuste».

Cosa si può ottenere facendo il ricorso?

«Con il ricorso alla giustizia amministrativa è possibile richiedere l’annullamento della mancata ammissione al corso di laurea e preliminarmente il provvedimento cautelare. La cosiddetta sospensiva che, laddove accolta, permetterebbe l’iscrizione in tempi rapidi con riserva al corso di laurea prescelto».

Se l’immatricolazione con riserva non viene confermata nella fase di merito cosa accade?

«Qualora il tar, in prima istanza, dovesse concedere il provvedimento cautelare di ammissione con riserva e poi dovesse cambiare idea nella fase di merito con sentenza di rigetto, sarebbe possibile proporre appello contro questa sentenza e in quella sede chiedere il provvedimento cautelare per rimanere iscritti».

Quanto tempo ha lo studente per decidere se tutelarsi o meno?

«Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatorie, ma essendo ricorsi complessi e talvolta collettivi è necessario attivarsi il prima possibile per permettere un’adeguata redazione del ricorso e la presentazione nei termini».

Il risultato ottenuto al test è importante ai fini del ricorso? Si può fare il ricorso anche con un punteggio molto basso?

«È evidente che maggiore è il punteggio ottenuto, migliore è la posizione in graduatoria, maggiori sono le chance di ottenere un provvedimento favorevole per la cosiddetta prova di resistenza. Ciò non toglie che essendo una graduatoria unica nazionale, e in relazione ai motivi di censura, anche chi non dovesse aver raggiunto un punteggio elevato può presentare ricorso».

La mancata conferma delle graduatorie può essere un problema ai fini del ricorso?

«Consiglio vivamente a tutti gli studenti e candidati che intendono fare ricorso di continuare a confermare la graduatoria perché precedenti giurisprudenziali considerano la mancata conferma della graduatoria come una causa di inammissibilità del ricorso».

La carenza di medici emersa durante l’emergenza coronavirus influirà secondo lei sulle decisioni degli organi di giustizia amministrativa?

«Uno degli elementi su cui si fonda il ricorso è proprio il mancato collegamento tra il numero dei posti messi a disposizione e le effettive esigenze in termini di personale sanitario e medici, in particolar modo a livello nazionale. Sicuramente l’emergenza sanitaria che c’è stata in questi mesi ha evidenziato questa carenza di medici nel nostro Paese e questo è un elemento che a nostro avviso dovrà influire sull’esame del ricorso».

Come dovrebbe cambiare il test per evitare che ogni anno ci si trovi a dover contestare l’esito della prova nelle aule dei tribunali?

«Io da anni affermo che la selezione dei candidati e di chi merita di proseguire i corsi e di ottenere la laurea in medicina e odontoiatria deve essere rimessa nuovamente alle strutture che sono a questo deputate, cioè le Università. Un sistema di accesso adeguato dovrebbe permettere a tutti, o quasi, di accedere al primo anno, per poi dare vita ad una selezione rigida e vera durante il corso accademico».

Per tutte le informazioni sul Test di Medicina, vai sul portale Numero Chiuso

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