Formazione 28 marzo 2017

Lorenzin: «Con ‘linee guida’ fondamentale formazione ECM. Ecco perché diciamo basta alle proroghe»

Il Ministro della Salute sceglie i microfoni di Sanità Informazione per ripercorrere il cammino della Legge sulla “responsabilità professionale del personale sanitario” e per focalizzare l’attenzione su uno dei temi cardine della nuova disciplina e di tutto il suo mandato: la formazione ECM

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La “responsabilità professionale” è sbocciata, ma è ancora presto per cogliere i suoi frutti. In queste settimane primaverili il Ministero della Salute sta lavorando ad uno dei passaggi fondamentali per vedere la cosiddetta “Legge Gelli” tradotta in una misura pienamente operativa: i decreti attuativi. Ed è partendo da questo spunto che il Ministro Beatrice Lorenzin ha scelto i microfoni di Sanità Informazione per ripercorrere il cammino del provvedimento tanto atteso da tutti i professionisti del settore e per focalizzare l’attenzione su uno dei temi cardine della nuova “responsabilità professionale” e di tutto il suo mandato: la formazione ECM.

Ministro, finalmente è arrivata la “Legge Gelli”, un provvedimento atteso che cambia il rapporto tra medici e pazienti.

«Si tratta di una Legge importantissima, ci abbiamo messo quasi 4 anni per portarla a casa. Finora nessuno ci era riuscito nelle legislature precedenti, è stato un lavoro enorme fatto dal Parlamento e anche con un contributo importante da parte del Governo con la Commissione Alpa. Perché è così importante questa Legge? Perché finalmente mette in campo una serie di misure che possono permettere al medico di lavorare in scienza e coscienza, senza avere paura di esercitare la professione e di incorrere troppo facilmente in una causa. Ma rimangono ovviamente tutelate le prerogative e i diritti da parte del paziente di poter ricorrere quando pensa di essere stato lesionato con dolo o con colpa grave. Da questa Legge scaturiranno anche una serie di effetti molto positivi indiretti per il Sistema Sanitario Nazionale. Mi riferisco ai famosi ‘costi’ della medicina difensiva: le prestazioni non appropriate messe in campo ogni anno per un meccanismo di autotutela da parte degli operatori sanitari. Questi costi sono stimati per 13 miliardi di euro, delle cifre veramente molto importanti che pesano sul SSN. Ma io sostengo che anche se recuperassimo uno solo di questi miliardi, sarebbe comunque un grandissimo contributo che diamo al sistema sanitario nel suo complesso».

Aspetto importante di questa Legge è l’ancoraggio della “responsabilità professionale” degli operatori sanitari alle Linee Guida. Questo fa diventare centrale il tema dell’ECM e della formazione dei medici e degli operatori sanitari?

«Certo, da una parte c’è la codificazione delle Linee Guida che permetteranno di avere dei punti di riferimento chiari per ogni tipo di patologia. Dall’altra parte è evidente che il medico deve essere formato e informato sia dal punto di vista dell’adeguatezza della prestazione, sia sul risk management: è un nuovo modo anche di concepire la sanità. Per questo l’ECM diventa un meccanismo importantissimo di formazione che però deve fare anche dei passi avanti per incontrare le necessità della medicina contemporanea e anche di quelle tipologie di formazione collaterale di cui oggi un medico, soprattutto in alcune specializzazioni, oppure in medicina generale, ha sempre più bisogno».

Ritiene che in sede di decreti attuativi, sarà reso ancora più stringente l’obbligo ECM?

«Direi proprio di sì e inoltre sarà incentivato un sistema che invogli anche gli operatori sanitari a fare formazione. La formazione deve essere obbligatoria e, allo stesso tempo, cogente con i bisogni che ha il medico. Da sottolineare inoltre che la medicina cambia velocemente e noi dobbiamo essere in grado di fornire strumenti di formazione sempre aggiornati. Nei decreti attuativi sicuramente prenderemo come elementi di riferimento tutti questi fattori e quelli emersi in seguito alle decine e decine di audizioni fatte sia alla Camera che al Senato».

Il triennio ECM 2014-16 si è appena concluso con una proroga per i tanti operatori sanitari che non erano in regola. A questo punto non ci saranno più alibi per chi non adempie a questo obbligo?

«La proroga è stata fatta, ma mi preme sottolineare che le proroghe sono fatte per concludersi. Altrimenti si rischia che, di proroga in proroga, questa diventi la norma. La proroga dovrebbe essere l’eccezione e non la regola…».

Il mondo dei pazienti richiede sempre più trasparenza, ritiene concreto un provvedimento che possa permette ai cittadini di verificare la formazione fatta dal loro medico via web o con un attestato esposto negli studi?

«Questo è un tema molto dibattuto ed è uno di quegli aspetti che riguardano direttamente il rapporto medico-paziente e credo che dovrebbe essere interesse del medico segnalare in modo trasparente ed obiettivo le sue qualifiche. Quello su cui noi dobbiamo intervenire è sul falso, e cioè su chi propaganda quello che non è: mi riferisco ai falsi medici, alle false lauree, alle false certificazioni. Questa è una battaglia che noi come Ministero stiamo portando avanti anche con l’aiuto dei Nas e della Polizia Postale».

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