Formazione 13 Dicembre 2018

Formazione ECM, Bovenga (Cogeaps): «Numeri in aumento rispetto a trienni precedenti. FAD supererà la residenziale»

I dati illustrati dal presidente del Cogeaps non sono ancora definitivi: «Tutti i professionisti sanitari sono potenzialmente in regola con il triennio 2014-2016. Possono infatti spostare al triennio precedente i crediti conseguiti fino al 31 dicembre 2019. Su una platea di 120mila professionisti, tuttavia, solo 4388 ad oggi hanno usufruito di questa opportunità»

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I professionisti sanitari si aggiornano sempre di più. È quanto emerge dai dati presentati da Sergio Bovenga, presidente del Cogeaps, nel corso della due giorni organizzata a Roma dedicata alla Formazione continua nel settore salute. «Il sistema degli ECM è in crescita – ha dichiarato Bovenga ai nostri microfoni – e i numeri di questo primo scorcio del triennio in corso evidenziano un aumento del 5% della partecipazione agli eventi di formazione rispetto al triennio formativo 2014-2016». E nonostante manchi ancora un anno al termine del triennio, ci sono già 62mila professionisti che hanno conseguito i 150 crediti ECM richiesti e che sono quindi ‘certificabili’. Nel 2013, erano 273mila i professionisti che hanno adempiuto all’obbligo formativo; nel 2016, 382mila. «Bisogna però ricordare – aggiunge Bovenga – che si tratta di numeri non definitivi, perché tutti i professionisti sono ancora potenzialmente in regola con il triennio formativo 2014-2016».

Bovenga si riferisce alla delibera Agenas, adottata lo scorso settembre, che consente a medici e operatori sanitari di trasferire al triennio già concluso i crediti conseguiti entro il 31 dicembre 2019. Una opportunità, tuttavia, «di cui hanno usufruito pochi professionisti». Su una platea di 120mila professionisti che risultano non in regola con il triennio 2014-2016, infatti, ad oggi solo 4388 hanno spostato i crediti al triennio precedente. «E il paradosso – commenta il presidente del Cogeaps – è che tra chi non ha usufruito di questa possibilità ci sono molti professionisti che hanno già molti più crediti per il triennio in corso. Probabilmente – prosegue – molti non sanno di questa opportunità che consente loro di mettersi in regola con il proprio percorso formativo. È quindi assolutamente utile divulgare queste informazioni che vanno nell’ottica di aiutare i professionisti a migliorare il proprio percorso di formazione».

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Particolarmente interessanti, poi, i dati che illustrano le preferenze dei professionisti in tema di formazione continua: «Circa la metà – spiega Bovenga – partecipa ad eventi di formazione residenziale, recandosi quindi a convegni, congressi o workshop; nell’ultimo triennio, la formazione a distanza si è attestata al 41%, ma i dati relativi al triennio in corso ci indicano un ulteriore incremento della FAD, per cui è possibile ipotizzare che alla fine del triennio raggiungerà, o addirittura supererà, la formazione residenziale».

Un sistema ECM in continua evoluzione e crescita, quindi, che sta ottenendo «risultati lusinghieri», in cui però si registrano alcune differenze tra Regioni, professioni e professionisti: «Ci sono Regioni più virtuose e altre meno, ci sono professioni con un numero maggiore di certificabili e altre con numeri inferiori. Sono questi gli spazi in cui c’è ancora da lavorare – prosegue Bovenga – sia in tema di programmazione che di offerta formativa. E poi ci sono professionisti che fanno meno formazione di quanto dovrebbero e professionisti ipervirtuosi, che cioè conseguono molti più crediti di quanto gli è richiesto».  Sono circa 100mila, infatti, i professionisti che lo scorso triennio formativo hanno conseguito più di 200 crediti. «Una coppia – aggiunge il presidente durante la sua relazione – ha addirittura accumulato 1300 crediti ECM…».

Non si riscontrano però tali differenze prendendo in considerazione l’età o il sesso dei professionisti che si aggiornano: «Abbiamo giocato con i numeri – conclude Bovenga – e non abbiamo trovato una correlazione tra formazione ed età anagrafica o sesso di medici e operatori sanitari. Quindi questi dati sembrano dimostrare che chi ha propensione ad aggiornarsi lo fa per tutta la vita professionale».

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