Formazione 12 Marzo 2019

Dalla sanità alla formazione, la Blockchain si studia all’università e apre nuovi posti di lavoro. Scotti (Link Campus): «Primo master ad offrire competenze tecniche, presto laurea specifica»

Cresce la richiesta di esperti in questo settore. Carlo Maria Medaglia, direttore del Dipartimento di Ricerca alla Link Campus University: «Tutti noi, quando andiamo dal medico, vogliamo sapere che non solo ha fatto una serie di corsi, ma che la sua formazione nel day-by-day sia certificata – specifica il professor Carlo Maria Medaglia, direttore del Dipartimento di Ricerca alla Link Campus University -. Questo vale per tutte le professioni, ancora di più per quella medica»

Tantissime soluzioni e un vasto potenziale applicativo in sanità. La blockchain è in grado di rispondere concretamente alle criticità del sistema sanitario semplificando il lavoro di medici ed operatori, garantendo maggiore sicurezza e diminuendo i costi.

Stiamo parlando di una tecnologia che senza dubbio impatterà notevolmente sulla nostra quotidianità; per questo, cresce la richiesta di esperti nel settore. La Link Campus University è stata tra le prime università a muoversi in questa direzione e a valutare tutti gli aspetti che sono connessi all’introduzione della blockchain, lanciando il primo Master italiano in Blockchain ed Economia delle criptovalute, realizzato in collaborazione con Consulcesi Tech. «L’introduzione di una nuova tecnologia impone nuove skills agli operatori – sostiene Vincenzo Scotti, Presidente Link Campus University ai nostri microfoni -. Sono alcuni anni che lavoriamo su questo tema, vogliamo arrivare ad una Laurea Magistrale specifica che possa assicurare la preparazione dei professionisti che sono chiamati a lavorare in questo settore per una stretta sinergia tra imprese, accademie e università».

L’obiettivo della Link è creare, dunque, delle figure professionali trasversali, abili e pronte a seguire l’implementazione di tecnologie avanzate: «La Link Campus lavora sulle blockchain ormai da un po’, siamo passati da appassionati a ricercatori effettivi sul tema – spiega Monica Costantini, membro dell’Osservatorio Blockchain dell’università privata romana -. Abbiamo portato la certificazione dei titoli di studio su blockchain, lavoriamo in ambito tracciabilità e, con il master, cerchiamo di creare delle nuove competenze, anche dal punto di vista tecnico, non solo dal punto di vista concettuale».

L’obiettivo della Link Campus è puntare sulle nuove tecnologie anche a livello occupazionale: «Credo che il futuro del nostro Paese e dell’Europa – prosegue Scotti – anche nella competizione globale, passa attraverso il saper anticipare e gestire l’innovazione e il cambiamento nelle fasi di passaggio dalle vecchie alle nuove tecnologie». Anche la certificazione della Formazione ECM può rappresentare un valore aggiunto in ambito sanitario: «Tutti noi, quando andiamo dal medico, vogliamo sapere che non solo ha fatto una serie di corsi, ma che la sua formazione nel day-by-day sia certificata – specifica il professor Carlo Maria Medaglia, direttore del Dipartimento di Ricerca alla Link Campus University -. Questo vale per tutte le professioni, ancora di più per quella medica».

Le nuove opportunità offerte dalla blockchain sono sotto gli occhi di tutti: «Chiarezza e certificazione dei dati, nuova logistica, somministrazione personalizzata dei farmaci. Si tratta di tecnologie a scala globale e, per questo, bisogna agire sui tempi – prosegue Medaglia -. Bisogna fare tanto dal punto di vista normativo-industriale per far sì che l’Italia mantenga quella posizione d’eccellenza nel campo della sanità che tutti vogliamo e che porterebbe sviluppo industriale e posti di lavoro nel nostro Paese».

Molteplici potenzialità, vari ambiti di applicazione: «A livello europeo si sta procedendo alla realizzazione di molte applicazioni, fra cui la gestione della cartella clinica del paziente centralizzata, la tracciabilità del farmaco – conclude Monica Costantini. C’è un progetto europeo molto grande, si chiama My Health My Data, che vede confrontarsi tanti Paesi europei su questo tema, tante aziende ospedaliere di tanti Paesi europei; la tecnologia è in crescita, stiamo condividendo dati e saperi per cercare di arrivare a un punto comune».

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