Formazione 25 Giugno 2020

Giovani medici in piazza con FNOMCeO. Cosa sta succedendo con i 13mila posti di Medicina e “l’imbuto formativo”

1500 posti in più e il rischio di allargare il bacino dei laureati precari. In piazza Giovani Medici con FNOMCeO e Anaao: «Chiediamo al Ministro contratti in rapporto 1:1 con le lauree, come in altri Paesi europei». Consulcesi: «Si tenga conto anche della meritocrazia. Ogni anno 18mila ricorsi per irregolarità ai test»

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Giovani medici in piazza davanti al Mur per protestare contro i 13mila nuovi posti per la facoltà di Medicina previsti per l’anno 2020/21. Un aumento di 1500 unità e una cifra troppo alta, secondo loro, perché rappresenta un ulteriore pericolo per il già importante imbuto formativo. Con i 22mila medici già abilitati e i soli 11mila posti del post-lauream, il rischio è quello di gonfiare le fila dei “camici grigi”, coloro che dopo laurea e abilitazione non riescono ad accedere alle borse e rimangono intrappolati nel precariato.

IMBUTO FORMATIVO

Un problema, fanno presente i Giovani medici con l’approvazione di Fnomceo, dovuto alla mancanza di un rapporto uno a uno tra lauree e specializzazioni. Hanno già superato le 10mila unità i giovani vittime dell’imbuto formativo e i numeri salgono ogni anno dopo le lauree. In questo 2020, poi, andranno ad aggiungersi anche coloro che con l’emergenza Covid-19 sono rientrati nella “laurea abilitante“. Ovvero un’abilitazione lampo per i neo-laureati che non è dovuta passare attraverso l’esame canonico. Necessari nel clou della pandemia, anche questi ragazzi potrebbero rischiare di trovarsi disoccupati e in difficoltà alla scadenza dei contratti.

Proteste anche per i 1231 posti alla facoltà di Odontoiatria. Anche in questo caso, secondo Raffaele Iandolo, presidente della Commissione Albo degli Odontoiatri, un numero che sorpassa il fabbisogno calcolato tra cinque anni perché non tiene conto delle lauree all’estero.

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«È giunta l’ora di risolvere questo consistente problema – scrive il Sindacato Giovani Medici in un comunicato rivolto al ministro Gaetano Manfredi – che già quest’anno ci ha dimostrato come l’Italia non abbia a disposizione un numero congruo di medici specialisti rispetto al proprio fabbisogno. E’ giunta l’ora di predisporre una vera risoluzione dell’imbuto formativo attraverso la programmazione di numero di contratti in rapporto di 1:1 con il numero di laureati ogni anno come avviene in altri Paesi europei come  la Francia, la Germania e a Svizzera». Una proposta su cui si dice d’accordo il ministro della Salute, Roberto Speranza, che incontrando un gruppo di giovani dottori in protesta davanti al ministero ha affermato che quello è l’obbiettivo del governo.

FNOMCEO CHIEDE UNA RIFORMA

«Se non ora, quando?», ha commentato il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, solidale con i Giovani Medici e in piazza con loro. «Quando se non ora – ha proseguito – che il Servizio Sanitario Nazionale deve risollevarsi dopo l’ondata epidemica di Covid-19? Una crisi che, ne ha mostrato impietosamente tutte le criticità e lacune, ha finalmente indicato con chiarezza inequivocabile i punti di forza e quelli di intervento, e può essere, adesso, trasformata in un’opportunità. E, tra i punti di forza, il capitale umano, i professionisti, i medici, hanno dimostrato, con la loro professionalità e la loro abnegazione, sino all’estremo sacrificio, di essere la colonna portante del sistema».

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Anelli dice “no” all’«intervento una tantum» in favore di una «vera riforma». Da qui a 5 anni i nuovi specialisti saranno 55mila, mentre 22mila medici sono già pronti a completare il loro percorso. «Chiediamo al Ministro Roberto Speranza – ha aggiunto –  insieme al Ministro dell’Università Gaetano Manfredi di intestarsi questa battaglia, che è la battaglia di tutti noi, facendosi promotori di un Disegno di Legge di iniziativa governativa che metta, nero su bianco, questa corrispondenza tra lauree e borse nel post lauream, come già avviene in altri paesi europei. Ai Ministri chiediamo di non deludere i giovani».

ANAAO ASSOMED: “DISASTRO OCCUPAZIONALE”

Una «assurdità al limite tra demagogia, insipienza e conflitto di interessi, foriera di un disastro formativo ed occupazionale». Dell’aumento di 1.500 nuovi iscritti a Medicina ha parlato così anche Carlo Palermo, Segretario nazionale Anaao Assomed, al fianco di Giovani Medici e FNOMCeO. «La cruna dell’ago da forzare è, come chiedono i giovani in questi giorni e sindacati ed ordini professionali da anni, aumentare in maniera consistente, almeno 5.000 per quest’anno, il numero dei contratti di formazione specialistica e delle borse di studio per il corso di formazione in Medicina generale, non certo gli accessi al corso di laurea. Mantenendo fermo l’obiettivo irrinunciabile di chiudere l’imbuto formativo con l’anno accademico 2021-2022».

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Per Palermo questa decisione proseguirà a incentivare l’espatrio dei quasi 9mila giovani medici che nel 2031 si troveranno disoccupati. «Il tutto per l’insopprimibile prevalenza di un DNA dominato da una logica autoreferenziale – ha insistito duramente – di una istituzione povera di docenti, di aule e laboratori che però vuole essere ricca di studenti, ai quali si prospetteranno lezioni nei cinema o a distanza in un colossale streaming perpetuo».

CONSULCESI: «SI TENGA CONTO ANCHE DELLA MERITOCRAZIA. OGNI ANNO 18MILA RICORSI PER IRREGOLARITA’ AI TEST»

«Garantire una prova d’ammissione equa e meritocratica, inserita in una più ampia riforma del percorso d’ingresso a Medicina che dia riscontro della qualità e del valore effettivo dei candidati, oltre che tenere conto dell’imbuto formativo che ogni anno si viene a creare tra i nuovi laureati e il numero più basso di borse di specializzazione». A chiederlo è Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi, realtà di riferimento legale e di formazione per le professioni sanitarie, commentando l’annuncio da parte del ministero dell’Università di aumentare di 1.500 i posti disponibili a Medicina.

«Anche nell’ultima edizione dei test – si può leggere in una nota – Consulcesi ha gestito decine di migliaia di richieste da parte di studenti che hanno chiesto l’immatricolazione a Medicina attraverso i ricorsi. Secondo i dati di Consulcesi, il 43% delle anomalie riguarda suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova, persone che potevano uscire liberamente, membri della commissione che parlavano con i candidati, plichi manomessi, favoritismi. E la situazione è diffusa in tutto il Paese con 27 atenei interessati da irregolarità su un totale di 41 atenei. Consulcesi, da anni al fianco dei giovani medici intende impegnarsi perché la Laurea alla Facoltà di Medicina rimanga, come sempre, un traguardo d’eccellenza nell’esperienza curricolare dei giovani medici».

 

 

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