Formazione 12 novembre 2018

AME, nominati nuovi vertici. Guastamacchia (neopresidente): «Continuare ottimo lavoro con attenzione a giovani e pazienti»

La carenza dei medici tocca da vicino anche l’endocrinologia. Il presidente uscente AME (Associazione medici endocrinologi) Vincenzo Toscano mette in guardia: «Il numero degli endocrinologi è basso: è necessario potenziarne la figura nei diversi setting assistenziali»

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Si è appena concluso il 17° congresso nazionale AME, la più grande società scientifica che riunisce i medici endocrinologici italiani. Si tratta, ormai, di un indispensabile appuntamento per l’aggiornamento del medico endocrinologo che ha visto, quest’anno, il passaggio di consegne tra Vincenzo Toscano (Past President) ed il nuovo presidente Edoardo Guastamacchia.

A conclusione del suo mandato, Vincenzo Toscano fa un bilancio assolutamente positivo sotto ogni punto di vista: «Le condizioni dell’AME sono ottimali sia da un punto di vista economico che associativo: duemila soci, molti giovani, tutti in regola con le quote. È partito questo nuovo gruppo che sta crescendo enormemente e che rappresenta il futuro dell’endocrinologia». Il Past President si dimostra soddisfatto ma avvisa: «Il futuro dell’endocrinologia ha delle ombre: gli endocrinologi che attualmente si trovano sul territorio sono i più anziani e prossimi alla pensione. Si tratta di coloro che si sono specializzati in scuole di specializzazione che erano libere di reclutare un numero ad libitum – intorno ai 10-20 per scuola di specializzazione – perché gli specializzandi a quel tempo non erano pagati».

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«Negli ultimi dieci anni – prosegue Toscano – ne sono entrati tra i 70 e gli 80: questo significa che gli endocrinologi saranno pochi, soprattutto nell’ottica di una disciplina che includerà, secondo il dettame europeo, a 360° tutte le attività dell’endocrinologia, della diabetologia, dell’andrologia e della nutrizione» spiega.

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La carenza dei medici endocrinologi è un problema serio e da affrontare prontamente: «Un censimento – continua il professore – rivela che il numero degli endocrinologi che lavorano in unità operative di endocrinologia è veramente basso. La maggior parte di loro sono consultant nell’ambito della medicina interna. Noi vogliamo che si ricreino dei nuclei di endocrinologi nel contesto delle grandi strutture assistenziali ospedaliere. È per questo che abbiamo fatto partire un progetto con la Bocconi – prosegue Toscano – nell’ottica di potenziare la figura dell’endocrinologo nei diversi setting assistenziali. Vogliamo far arrivare questo messaggio a tutti gli assessorati e a tutte le direzioni generali degli ospedali italiani per far capire che la presenza dell’endocrinologo fa la differenza».

A Vincenzo Toscano subentrerà Edoardo Guastamacchia, che dirigerà la società scientifica per i prossimi due anni nel segno della continuità. Il nuovo presidente, infatti, riconosce l’ottimo lavoro svolto dai suoi precedessori e assicura che, sotto la sua direzione, verrà ulteriormente valorizzata la figura dell’endocrinologo e soprattutto l’assistenza endocrinologica. Il futuro è rivolto ai giovani – attraverso le opportunità formative –  e ai pazienti, per rispondere a esigenze sempre più specifiche.

«Il congresso nazionale AME è un momento fondamentale della nostra società scientifica e riscuote sempre un enorme successo. La partecipazione è al massimo livello – sostiene il presidente Guastamacchia –  da un punto di vista numerico ma soprattutto dal punto di vista dei contributi scientifici e culturali. C’è da dire, tra l’altro, che noi dedichiamo una parte del congresso ai colleghi stranieri dell’AACE con i quali abbiamo una collaborazione da un punto di vista scientifico che è sempre più proficua e ricca di soddisfazioni».

Per quanto riguarda i propositi futuri, l’obiettivo è proseguire sulla scia che ha fatto crescere la società in questi anni e sulle attività ormai consolidate: «Un’attenzione particolare sarà dedicata ai giovani ameisti che rappresentano il futuro dell’AME e crescerà ancora di più la considerazione che abbiamo sempre avuto nei confronti dei pazienti».

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