Contributi e Opinioni 13 Marzo 2018 13:32

Pasta e riso: quale origine del grano?

di Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare e Professore di ispezione alimentare al Campus Biomedico

di Agostino Macrì

Nel mese di agosto del 2017 sono stati emanati due Decreti (a firma del Ministero delle Politiche Agricole e del Ministero dell’Economia) che prevedono di indicare nelle etichette della pasta secca l’origine del grano utilizzato; anche nelle confezioni di riso deve essere indicata l’origine del cereale. I due Decreti, che hanno titolo sperimentale per due anni, entreranno in vigore il 17 e il 18 febbraio prossimi. Per diventare definitivi sarà necessario aspettare una decisione da parte della UE che dovrà “armonizzare” il sistema di etichettatura anche di questi alimenti, conformemente al Regolamento 1169/2011.

Scopo dichiarato dei Decreti è quello di favorire i produttori nazionali di grano e di riso e di fornire informazioni più complete ai consumatori. Da quanto risulta non esistono ripercussioni sulla sicurezza alimentare che comunque, indipendentemente dall’origine del grano e del riso, deve essere garantita secondo le norme sanitarie esistenti.

Alcune osservazioni

Il Decreto sulla pasta riguarda soltanto quella secca che, come è noto, utilizza come materia prima il grano duro di cui l’Italia è uno dei maggiori produttori mondiali. Però non è sufficiente per produrre la pasta che consumiamo e quella che esportiamo. Altri Paesi riescono a produrre a costi concorrenziali a quelli sostenuti dai nostri agricoltori che vengono a trovarsi in obiettive difficoltà nel mercato globale. Se tutti gli italiani consumassero pasta fatta con grano duro italiano, magari pagandola un po’ di più, i nostri agricoltori trarrebbero un sospiro di sollievo.

Oltre al grano duro esiste il grano tenero con il quale si fanno le paste “fresche” (tortellini, ravioli, fettuccine all’uovo ecc.) e i prodotti da forno (pane, pizza, panettoni, torte, merendine, ecc.). Anche il grano tenero è largamente importato in Italia, ma il Decreto Ministeriale non fa nessuna menzione di dover indicare negli alimenti a base di frumento l’origine di questo grano.

Insomma se mangiamo degli spaghetti o dei rigatoni secchi sapremo da dove arriva il grano con cui sono stati prodotti. Se invece acquistiamo un panettone, dei biscotti o dei ravioli freschi, in merito all’origine del grano, navighiamo nel buio.

Molto più lineare è il Decreto sul riso che riguarda le indicazioni da mettere sulle confezioni del cereale che acquistiamo per farne dei risotti o altri piatti della nostra tradizione culinaria.

Non è però un mistero che molti prodotti trasformati sono a base di riso (bevande vegetali, riso soffiato, prodotti per celiaci, ecc.); in questi casi non sembra che sia necessario indicare l’origine.

Un commento

Anche se i due Decreti sono sufficientemente chiari, sarebbe opportuno ribadire che sono stati fatti per legittimamente favorire i nostri agricoltori (e forse non tutti). In questo modo i consumatori possono concretamente aiutare la nostra economia. Dovrebbe però risultare altrettanto chiaro che le materie prime di importazione debbono avere le stesse garanzie di sicurezza dei prodotti nazionali e che esistono per entrambi rigorose procedure di controllo che tutelano la salute dei cittadini.

Ecco i due decreti:

DECRETO 26 luglio 2017   

Indicazione dell’origine, in etichetta, del grano duro per paste di semola di grano duro. (17A05704) (GU Serie Generale n.191 del 17-08-2017).

DECRETO 26 luglio 2017   

Indicazione dell’origine in etichetta del riso. (17A05698) (GU Serie Generale n.190 del 16-08-2017).

Dal blog di Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare e Professore di ispezione alimentare al Campus Biomedico

Articoli correlati
Cibo sicuro, in Italia 1 allarme al giorno. Nas: sequestrate oltre 8mila tonnellate di alimenti
Il rischio di mangiare cibo non sicuro è molto più alto di quanto si creda. Basta pensare che in Italia, nel 2022, è scoppiato quasi un allarme alimentare al giorno. I Nas riferiscono che, in un anno, sono state sequestrate oltre 8mila tonnellate di alimenti . I dati sono stati diffusi oggi in occasione della Giornata Mondiale della Salubrità Alimentare
Sicurezza alimentare: i rischi dell’all you can eat e non solo. Ne parliamo con l’esperto
L’esperto: «La legislazione italiana è la più stringente, ciononostante non tutti i ristoranti rispettano le norme anti-contaminazione»
Sicurezza alimentare, al via la campagna #EUChooseSafeFood: «Consumatori europei tra i più protetti al mondo»
Il parere del Comitato nazionale sicurezza alimentare più cliccato dai cittadini? La possibilità di contrarre il Covid-19 attraverso il cibo
di Isabella Faggiano
Integratori alimentari, istituito tavolo tecnico al ministero della Salute
Costa: «Tavolo tecnico un’opportunità di controllo e garanzia del cittadino, affinché sia protetto, informato e consapevole». FederSalus plaude e aderisce all’iniziativa
Sicurezza alimentare, Sorice (SIMeVeP): «Etichettatura e tracciabilità fondamentali. Spreco si risolva in donazioni»
Una passeggiata nella filiera alimentare passando dalla tracciabilità alla commercializzazione, fino a giungere al consumo e allo spreco che in alcuni casi – quelli più felici – può risolversi in donazione. Antonio Sorice: «Educare consumatore»
di Arnaldo Iodice e Serena Santi
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Politica

Liste di attesa addio? La risposta del Consiglio dei Ministri in due provvedimenti

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha approvato due provvedimenti, un decreto-legge e un disegno di legge, che i...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...