Mondo assicurativo 14 marzo 2017

Responsabilità fuori dai confini nazionali, quando è efficace?

Sono un professore associato di chirurgia, cioè dipendente universitario e convenzionato con l’azienda ospedaliera per ciò che riguarda l’attività cinica. Ho in corso una polizza per la mia responsabilità professionale in caso di colpa grave. Avrei bisogno di alcuni chiarimenti su una clausola relativa ai “Limiti territoriali” della mia polizza RC colpa grave. Infatti io […]

di Ennio Profeta - Consulente SanitAssicura

Sono un professore associato di chirurgia, cioè dipendente universitario e convenzionato con l’azienda ospedaliera per ciò che riguarda l’attività cinica. Ho in corso una polizza per la mia responsabilità professionale in caso di colpa grave. Avrei bisogno di alcuni chiarimenti su una clausola relativa ai “Limiti territoriali” della mia polizza RC colpa grave. Infatti io vado ad operare in altri Paesi non “su incarico della azienda sanitaria” bensì in base ad accordi inter-universitari, su mia decisione e col benestare dell’università. Questo cambia qualcosa? Secondo, vorrei sapere se la mia polizza è comunque efficace anche nel caso in cui le pretese dei danneggiati vengono fatte valere in paesi diversi dall’Italia, cosa altamente probabile.

La questione che lei pone – quella della efficacia territoriale della copertura assicurativa – si interseca con quella della portata effettiva della polizza per colpa grave. Tento quindi di chiarire la situazione in maniera più ampia del quesito che mi ha posto. In primo luogo quindi rammento che la sua copertura assicurativa, in quanto dirigente sanitario della PA, è limitata al caso di azione di rivalsa della azienda di appartenenza (nel suo caso l’Università) a fronte di eventuali danni a terzi cagionati da un suo comportamento gravemente colposo (colpa grave). La copertura vale anche in caso di attività intramoenia da lei esercitata nell’ambito o anche al di fuori della sua struttura sanitaria pubblica (intramoenia allargata). Tutto ciò premesso, è necessario che venga preliminarmente chiarito con il suo Ente di appartenenza se la fattispecie da lei descritta (non vado ad operare in altri Paesi su incarico dell’azienda sanitaria bensì in base ad accordi interuniversitari su mia decisione e con il benestare dell’università) realizzi il caso di “attività intramoenia”.

In tal caso, ove si verificasse un danno, la sua polizza avrebbe efficacia nel caso in cui la sua Università iniziasse nei suoi confronti tramite la Corte dei Conti un’azione per il recupero di quanto liquidato a terzi per sua colpa grave. Quanto alla territorialità la clausola della polizza che lei mi ha fatto esaminare stabilisce semplicemente che l’azione legale debba, a prescindere dal luogo della prestazione sanitaria e dalla nazionalità del danneggiato, essere esercitata in Italia. Per completezza preciso comunque che, ove la sua Università intendesse considerare la sua attività all’estero, come da lei descritta, attività meramente libero professionale – e quindi non intramoenia-  allora la copertura per colpa grave prestata con la polizza sopra citata, non sarebbe più sufficiente in quanto lei risponderebbe non soltanto per colpa grave ma in maniera estensiva come un libero professionista nei confronti del terzo danneggiato. Spero di averle chiarito in maniera sufficiente il suo dubbio.

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