TecHealth 4 febbraio 2019

Ricerca clinica, ecco Nora: il software al servizio dei pazienti e della scienza

Lilija Kircheis (Boehringer Ingelheim): «Gli Stati Uniti rappresentano il Paese di partenza, ma il nostro impegno è verso tutti i pazienti del mondo»

di Isabella Faggiano
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Partecipare ad uno studio clinico rimanendo comodamente seduti sulla poltrona di casa? Da oggi è possibile, almeno in America. Grazie a Nora (Network Oriented Research Assistant), una piattaforma software che utilizza tecnologie mobili e di telemedicina, tutti i pazienti che lo vorranno potranno offrire il loro contributo per la ricerca scientifica, indipendentemente dal luogo in cui vivono.

È stata Science 37, leader di settore nell’ambito degli studi clinici virtuali, a concedere all’azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim la licenza per l’utilizzo di Nora per condurre studi clinici da remoto. «Grazie ad una piattaforma come Nora – ha spiegato  Thor Voigt, Chief Medical Officer di Boehringer Ingelheim  – i pazienti possono partecipare agli studi clinici nella maniera più agevole per loro, da luoghi differenti e con orari più flessibili. Questo è fondamentale per aumentare la percezione da parte dei pazienti di essere partner inestimabili nell’aiutarci a sviluppare e fornire nuove terapie in tutto il mondo».

Grazie a Nora i ricercatori potranno  interagire direttamente con i partecipanti allo studio in ogni sua fase: dallo screening e reclutamento, fino alla raccolta dati. «La nostra collaborazione con Boehringer Ingelheim – ha detto Chris Ceppi, Chief Product Officer di Science 37- ci consente di accrescere il numero di studi clinici da remoto, e di avere studi su più vasta scala, un’ottima notizia sia per i pazienti, che per i ricercatori». Un doppio beneficio, dunque, a favore sia della ricerca che della cura: gli studiosi avranno sempre un accesso immediato alle informazioni e, contemporaneamente, potranno monitorare l’aderenza terapeutica dei pazienti.

Per ora, l’accordo tra Boehringer Ingelheim e Science 37 è limitato all’utilizzo di Nora negli Usa, ma i progetti futuri guardano ben oltre questo orizzonte: «Gli Stati Uniti rappresentano il Paese di partenza per questa collaborazione in ambito tecnologico  – ha sottolineato Lilija Kircheis, responsabile internazionale Ricerche Cliniche di Boehringer Ingelheim -. Ma il nostro impegno è verso tutti i pazienti del mondo. Puntiamo a estendere l’impiego di questo nuovo approccio e democratizzare il concetto di ricerca clinica e sviluppo farmacologico – ha concluso Lilija Kircheis – in tutto il mondo».

LEGGI ANCHE: I MEDICI DEL SAN RAFFAELE LAVORANO IN «BOLLE DI FUTURO». L’INTERVISTA AL DIRETTORE DEL CENTRO TECNOLOGIA AVANZATA

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