Auto-attestazione malattia, Petrone (FIMMG INPS): «Già oggi visite fiscali prima di diagnosi»

La proposta del Senatore Romani di introdurre l’auto-attestazione per i primi tre giorni di malattia incassa il parere favorevole della FIMMG INPS. Ecco perché…

Si continua a discutere della proposta di legge presentata dal Senatore Maurizio Romani, Vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità, che intende permettere al lavoratore di autocertificare i primi tre giorni di assenza dal lavoro per malattia. Secondo la normativa vigente, invece, il lavoratore deve richiedere il certificato medico che attesti la sua malattia al proprio medico di base anche per un solo giorno di malattia. È poi compito del medico inviarlo per via telematica all’INPS, che a sua volta lo inoltra immediatamente al datore di lavoro.

Dopo il parere negativo rilasciato ai nostri microfoni da Massimo Giansante (LEGGI L’INTERVISTA), Vicepresidente ANMEFI (Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale), per il quale la certificazione del medico è essenziale per comprendere se dolori comuni come un mal di testa o un mal di pancia siano sintomo di qualcosa di più grave, Alfredo Petrone, Segretario Nazionale dei Medici Fiscali INPS in FIMMG, si dice a favore della proposta: «La nostra posizione è sempre stata positiva su questa auto-attestazione del singolo giorno di malattia, magari ripetuto per massimo tre giorni di seguito. È ovvio – prosegue il dottor Petrone – che in questo caso il controllo e la verifica passerebbero da ex ante a ex post, ma di fatto noi medici fiscali già oggi visitiamo pazienti che ancora non hanno ricevuto la visita del loro medico di famiglia. È successo molte volte che il datore di lavoro ci chiamasse e ci mandasse a visitare pazienti ancora in assenza di diagnosi e in assenza di prognosi».

Insomma, l’approvazione della proposta del Senatore Romani andrebbe a regolamentare una situazione che, di fatto, esiste già. In molti casi è il lavoratore che autocertifica la propria malattia e decide di non poter andare a lavoro ancor prima di essere visitato. «In ogni caso – precisa il Segretario – poi l’auto attestazione dovrà essere inserita nel flusso certificativo telematico dell’INPS. L’auto-attestazione della malattia per noi non sarebbe un problema – conclude Petrone -. Pensiamo anzi che oggi i tempi siano maturi, anche grazie all’istituzione del polo unico dell’INPS, per attuare una soluzione di questo tipo».

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