Solo pochi Paesi Ocse hanno politiche strutturate per la gestione del Long Covid. In Italia oltre il 9% dei pazienti di base ha avuto sintomi persistenti nel 2023.
Uno studio congiunto tra l’Istituto Spallanzani e l’Ospedale Bambino Gesù descrive il recupero completo di un paziente adulto con Long Covid severo grazie a un trattamento immunomodulante. I risultati, pubblicati su The Lancet Infectious Diseases, aprono la strada a trial clinici futuri
Uno studio longitudinale condotto in Regno Unito su bambini dai 2,5 ai 6,5 anni mostra che i più piccoli hanno mostrato crescita più lenta delle competenze cognitive, evidenziando l’impatto dei lockdown e delle restrizioni sociali
Un’indagine dell’Ohio State University College of Medicine fornisce i primi dati oggettivi sulle ampie disfunzioni sensoriali nei pazienti con Long Covid
Una revisione internazionale pubblicata su Nature Reviews Disease Primers conferma l’impatto del Long Covid sul sistema nervoso e richiama l’attenzione sulla necessità di monitoraggi neurologici nel tempo
La ricerca internazionale, coordinata dall’Università di Oxford e pubblicata su EClinicalMedicine (Lancet), ha mostrato benefici del vaccino anche per ridurre le occorrenze di parto pretermine, morbilità e mortalità materna o perinatale.
Uno studio Usa collega l’infiammazione post-Covid a cambiamenti cerebrali, aumento di proteine neurodegenerative e lievi deficit di memoria e attenzione nei pazienti con sintomi persistenti.
Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University of London fa il punto sui meccanismi neurologici e psicologici del Covid e del Long Covid, tracciando un consensus sulle prospettive terapeutiche per adulti e bambini
Dodici milioni di esami del sangue raccolti in 29 Paesi europei tra 2010 e 2019 e analizzati dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine e della City St. George's University of London. I più colpiti da infezioni resistenti agli antibiotici saranno gli anziani, anche la fascia più debole.