Uno studio indica che avviare la campagna vaccinale globale 100 giorni dopo il sequenziamento del virus avrebbe potuto evitare milioni di morti entro il 2021. Un documento ONU propone sei misure per garantire equità nelle future pandemie.
Uno studio pubblicato su Chemical Senses ha individuato alterazioni molecolari e strutturali nelle papille gustative di pazienti che continuano ad avere difficoltà a percepire alcuni sapori oltre un anno dopo l’infezione.
Il Dg dell'Oms è intervenuto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie. "Non possiamo mai dire che il mondo sia abbastanza pronto: la minaccia si evolve e dobbiamo farlo anche noi"
Tre sessioni di esercizio alla settimana, monitoraggio dei sintomi, pacing (una strategia di gestione delle energie) e attenzione al malessere post-sforzo. Ma il programma dovrà ancora essere testato nella pratica clinica
Il focolaio di Ebola in Congo ha superato 3.800 casi e 1.700 morti. Secondo l'OMS i contagi aumentano più rapidamente degli interventi, mentre gli operatori sanitari protestano per gli stipendi.
Analizzate quasi 460mila cartelle cliniche in 58 ospedali Usa: il 16,3% dei pazienti Covid ha sviluppato condizioni croniche successive all’infezione.
Dal nuovo report del Global Preparedness Monitoring Board emerge un quadro preoccupante: le epidemie sono sempre più frequenti, costose e difficili da gestire. A pesare sono cambiamenti climatici, conflitti, disuguaglianze e sfiducia nelle istituzioni
Scoperti nelle foglie di un albero della Foresta Atlantica composti naturali capaci di bloccare il SARS-CoV-2 su più fronti, riducendo anche il rischio di resistenza ai farmaci antivirali.
YoyoMut osserva nascita, diffusione e scomparsa delle mutazioni del SARS-CoV-2, trasformando la sorveglianza genomica in uno strumento predittivo utile per la preparazione a future pandemie.
Uno studio pubblicato su JAMA Network Open rassicura: SARS-CoV-2 non persiste nella placenta dopo la guarigione materna. Tuttavia, in alcuni casi restano segni di infiammazione e alterazioni strutturali che suggeriscono possibili effetti a lungo termine
Uno studio, su un corpus di oltre 5.600 articoli di giornale, analizza la comunicazione sanitaria durante la pandemia da Covid19 in Italia: buona aderenza generale alle indicazioni su prevenzione e fonti istituzionali, criticità nel linguaggio e nella rappresentazione delle persone coinvolte
Solo pochi Paesi Ocse hanno politiche strutturate per la gestione del Long Covid. In Italia oltre il 9% dei pazienti di base ha avuto sintomi persistenti nel 2023.
Uno studio congiunto tra l’Istituto Spallanzani e l’Ospedale Bambino Gesù descrive il recupero completo di un paziente adulto con Long Covid severo grazie a un trattamento immunomodulante. I risultati, pubblicati su The Lancet Infectious Diseases, aprono la strada a trial clinici futuri
Uno studio longitudinale condotto in Regno Unito su bambini dai 2,5 ai 6,5 anni mostra che i più piccoli hanno mostrato crescita più lenta delle competenze cognitive, evidenziando l’impatto dei lockdown e delle restrizioni sociali
Un’indagine dell’Ohio State University College of Medicine fornisce i primi dati oggettivi sulle ampie disfunzioni sensoriali nei pazienti con Long Covid
Una revisione internazionale pubblicata su Nature Reviews Disease Primers conferma l’impatto del Long Covid sul sistema nervoso e richiama l’attenzione sulla necessità di monitoraggi neurologici nel tempo
La ricerca internazionale, coordinata dall’Università di Oxford e pubblicata su EClinicalMedicine (Lancet), ha mostrato benefici del vaccino anche per ridurre le occorrenze di parto pretermine, morbilità e mortalità materna o perinatale.
Uno studio Usa collega l’infiammazione post-Covid a cambiamenti cerebrali, aumento di proteine neurodegenerative e lievi deficit di memoria e attenzione nei pazienti con sintomi persistenti.
Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University of London fa il punto sui meccanismi neurologici e psicologici del Covid e del Long Covid, tracciando un consensus sulle prospettive terapeutiche per adulti e bambini
Dodici milioni di esami del sangue raccolti in 29 Paesi europei tra 2010 e 2019 e analizzati dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine e della City St. George's University of London. I più colpiti da infezioni resistenti agli antibiotici saranno gli anziani, anche la fascia più debole.