Legge Gelli, Hazan: «Necessarie tabelle risarcimenti». E sui decreti attuativi: «La bozza è pronta»

L’avvocato, tra i maggiori esperti in Italia di rischio clinico e contenzioso, spiega ai nostri microfoni cosa è cambiato nel sistema dopo l’approvazione della Legge 24/2017

Dalla legge Gelli-Bianco ad oggi la situazione del contenzioso medico-paziente «non è granché cambiata». È necessario del tempo per vedere un’evoluzione più netta, ma «ci sono degli aspetti che stanno maturando», motivo per cui «bisogna monitorare costantemente la situazione». In particolare, fondamentali per ora sono «il danno risarcibile e le tabelle di riferimento, ma ci si sta lavorando». Così l’avvocato Maurizio Hazan, intervenuto alla tre giorni organizzata alla Sapienza dai professori Paola Frati e Vittorio Fineschi su “Rischio clinico e gestione del contenzioso”. Mentre sulla definizione dei decreti attuativi della Legge 24 del 2017, Hazan risponde: «Non ho la sfera di cristallo ma mi dicono che la bozza sia pronta».

Avvocato Hazan, qual è la situazione del contenzioso in Italia dopo l’approvazione della Legge Gelli-Bianco?

«La situazione non è granché cambiata perché è necessario del tempo affinché possa maturare un cambiamento vero e proprio, ma ci sono comunque grosse ed importanti evoluzioni nei percorsi giurisprudenziali. Ci sono degli aspetti che stanno maturando e conseguentemente bisogna presidiare molto questo settore, tenendo anche conto, per esempio, delle dieci sentenze uscite l’11 novembre del 2019. Queste stabiliscono alcuni punti fermi. Certo, non si tratta di grandissime novità, ma è comunque una buona occasione per fare il punto della situazione e per capire come la responsabilità delle strutture sanitarie veda una certa stabilizzazione, un certo controllo. Vi sono delle novità interessanti, però credo che il tema fondamentale in questo momento sia quello del danno risarcibile. Possiamo parlare di tanti aspetti: l’imputazione, la causalità e l’adempimento contrattuale, ma il punto centrale resta quello del valore dei risarcimenti. Un argomento dolente perché mancano le tabelle di riferimento, ma proprio in questo momento l’attività che stanno facendo il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità di vigilanza del mondo assicurativo è quella di provare a costruire una tabella di risarcimenti delle lesioni di grave entità. È un qualcosa che serve disperatamente al mondo delle strutture sanitarie, soprattutto quelle che sono in autoritenzione. Le sfide sono moltissime, la giurisprudenza va in una certa direzione e bisogna sapere affrontarla, conoscerla e fare corpo per poter anche spingere il legislatore in una direzione che consenta la gestione di tutti questi temi, e dei sinistri, in un’ottica di sostenibilità generale del sistema, che poi è una sicurezza anche per i pazienti».

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L’evoluzione che si sta avendo in questo momento va nella direzione che voi auspicate o c’è bisogno di aggiustare la traiettoria?

«È un percorso lungo. Vi sono molti aspetti che potrei definire di arretramento, sia pur modesto, della responsabilità medica sotto svariati profili, e quindi un contenimento generale di quello che è il carico addossato al sistema. Il pericolo è appunto il valore dei risarcimenti. Lavorare sulle tabelle è una cosa molto importante: bisognerà fare attenzione al fatto che sovente si tratta di danni patrimoniali, quindi dobbiamo controllare la situazione, cercare evidentemente di evitare i sinistri e poi passare al tema della gestione del rischio. Credo che i tempi siano maturi per una presa d’atto della situazione e il legislatore si sta rendendo conto, così come l’autorità di vigilanza e tutti i player coinvolti, che è un argomento che va presidiato più di prima. Se tutto ciò funzionerà, potrà esserci anche un ritorno virtuoso delle assicurazioni e una migliore autoritenzione per la parte che si vorrà ritenere».

A che punto siamo con i decreti attuativi della Legge Gelli?

«Non ho la sfera di cristallo però la bozza sembra chiusa, almeno così mi dicono, anche se con tanti punti grigi. I balletti della politica però sono sempre difficilmente controllabili. Sembra comunque che su questa bozza si discuta la definitiva uscita dei decreti, che qualcuno dice avverrà prima dell’estate. Ma non ne sono affatto sicuro».

 

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