Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Sesso 28 Ottobre 2021

Sifilide: cos’è, e come avviene il contagio

La sifilide è un’infezione batterica sessualmente trasmessa (Ist). Diffusa in tutto il mondo, si previene con il preservativo

La sifilide – detta anche Lue – è un’infezione sessualmente trasmessa (Ist) causata dal batterio treponema pallidum. Colpisce, di solito, gli organi genitali ma può causare disturbi generalizzati e provocare lesioni a carico degli organi interni. Dopo i condilomi, è la malattia a trasmissione sessuale maggiormente diagnosticata in Italia. È la terza Ist di tipo batterico più diffusa al mondo dopo la clamidia e la gonorrea.

Come si prende la sifilide? Acquisita, congenita e connatale

La sifilide è molto diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei paesi dell’Africa e dell’America Latina. Si trasmette attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale e orale) e con il sangue. Una madre infetta può trasmettere la sifilide al bambino durante la gravidanza (sifilide congenita) il parto e con l’allattamento. Nello specifico si parla di:

  • sifilide acquisita: se l’infezione è contratta dopo la nascita
  • congenita o prenatale: si trasmette per via transplacentare
  • connatale: acquisita al momento del parto

Il rischio di trasmissione dalla madre al neonato è basso prima del terzo mese e aumenta nel corso della gravidanza. La sifilide congenita del bambino può essere asintomatica o determinare la compromissione del sistema nervoso, del fegato e della milza.

I sintomi della sifilide: le lesioni

 I sintomi della sifilide: le lesioni

La malattia si può sviluppare con nessun disturbo o lievi manifestazioni ed essere rilevata solo con gli esami di laboratorio (sifilide latente). Nella grande maggioranza dei casi, però, tra i 10 e i 90 giorni dal contagio, compare, un’ulcera, una papula rosacea indolore (sifiloma) sugli organi genitali, sull’ano, in bocca o in gola. È una lesione nodulare, rotondeggiante, dura al tatto e di colore rosso scuro. Spesso, l’ulcera guarisce spontaneamente nel giro di qualche settimana ma la malattia continua il suo corso.

Primaria, secondaria, latente e tardiva

Se non viene curata, l’infezione batterica passa dallo stadio a quello successivo secondario (sifilide secondaria) con queste manifestazioni:

  • macchie rosa a rilievo di varia forma – roseola sifilitica – su tronco e arti
  • debolezza, febbre e rigonfiamento delle linfoghiandole
  • mal di gola, disturbi gastrointestinali, dolori ossei

Anche i segni e i sintomi della sifilide secondaria scompaiono senza cure, ma l’infezione progredirà verso lo stadio latente, una lunga fase in cui non provoca disturbi e nei due terzi dei casi, comporta una guarigione definitiva. La sifilide latente può durare fino a due anni. La persona non ha sintomi ma è ancora malata.
La sifilide tardiva, invece, può presentarsi molti anni dopo il contagio (10-30 anni), se la malattia non è stata trattata. In una bassa percentuale di casi può coinvolgere gli organi interni: cuore, polmoni, stomaco, fegato, cervello, fegato, milza, polmoni. I disturbi possono riguardare la pelle con lesioni “gommose” che non causano dolore; coinvolgere il sistema nervoso (irritabilità, convulsioni, delirio, demenza) quello cardiovascolare (debolezza, segni di insufficienza cardiaca), le ossa e le articolazioni. La compromissione del sistema nervoso centrale e di quello cardiocircolatorio può portare, nelle forme più serie, alla morte.

Come si cura?

La sifilide nella fase primaria si cura con gli antibiotici (derivati della penicillina, tetracicline, cefalosporine, macrolidi). Il trattamento tempestivo permette la scomparsa in breve tempo delle lesioni e dei disturbi. La terapia va seguita in coppia. Dosaggio e durata del trattamento dipendono dallo stadio della malattia e dalle sue manifestazioni. Nelle donne in gravidanza la penicillina si è dimostrata altamente efficace nel prevenire la trasmissione dell’infezione al feto. Oltre agli antibiotici, la persona affetta da sifilide deve astenersi da qualunque attività sessuale fino alla completa guarigione delle lesioni. Si previene con l’utilizzo del preservativo nei rapporti sessuali occasionali, nuovi partner o persone di cui non si conosce lo stato di salute.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Livelli essenziali di assistenza, il nodo resta l’equità: verso un monitoraggio su esiti e accesso alle cure

Bergamaschi alla Camera: meno divari tra Regioni, ma restano differenze significative nell’assistenza.
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

“La voce che cura”: all’Hospice pediatrico di Padova i ragazzi diventano doppiatori

Dieci bambini e ragazzi con malattie rare, seguiti in cure palliative pediatriche, hanno trasformato il doppiaggio in un’occasione per esprimere emozioni, superare timidezze e costruire relazion...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Duchenne, nelle piazze italiane il “Rosmarino di Parent Project” per sostenere ricerca e famiglie

Dal 5 al 13 settembre torna "Coltiviamo il futuro", la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Parent Project. Con una donazione minima di 10 euro sarà possibile ricevere la pianta si...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Giornata mondiale del cuore, una settimana per la prevenzione: visite ed esami gratuiti in oltre 150 ospedali

Dal 28 settembre al 4 ottobre torna la (H) Open Week sulle malattie cardiovascolari promossa da Fondazione Onda ETS. Quest’anno l’attenzione è sulle cardiomiopatie, patologie del mu...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Suicidio, oltre 4.200 richieste di aiuto a Telefono Amico nei primi sei mesi del 2026: +24% in un anno

Dal 1° settembre il servizio di ascolto telefonico diventa attivo 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Pompili: "L'insonnia è associata a un aumento del rischio suicidario"
di Redazione