Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Malattie e terapie 26 Agosto 2021

Disturbi da reflusso gastroesofageo? Gli esami per la diagnosi

In Europa ne soffre il 10-20% della popolazione. Ecco gli esami per accertare la malattia da reflusso gastroesofageo

Immagine articolo

Una condizione molto frequente che si manifesta quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago. È il reflusso gastroesofageo: colpisce una persona su tre, sia gli uomini che le donne, più frequentemente tra i 30 e i 50 anni.

Sintomi tipici e atipici della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)

I disturbi più comuni causati dalla malattia da reflusso gastroesofageo sono:

  • Bruciore dietro lo sterno (pirosi retrosternale) che si irradia posteriormente fra le scapole o al collo fino alle orecchie
  • Rigurgito acido (sensazione di liquido amaro o acido in bocca)

Le manifestazioni sono soggettive durante la giornata. I sintomi possono presentarsi al risveglio, dopo i pasti, durante la notte. Si possono avvertire solo in posizione sdraiata e mentre ci si piega in avanti (per allacciare le scarpe o raccogliere qualcosa caduto a terra).

I sintomi “atipici” sono:

  • Sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione
  • Difficoltà digestive, nausea
  • Laringite cronica, tosse, raucedine, abbassamento della voce
  • Singhiozzo
  • Asma
  • Dolore toracico
  • Otite
  • Insonnia

Gli esami per la diagnosi

Riferiti i sintomi tipici da reflusso, il medico di medicina generale di solito prescrive una terapia con gastroprotettori. Se il paziente continua a riferire fastidi, dimagrimento, debolezza o anemia, è necessario eseguire alcuni test diagnostici.

Gli esami utili per diagnosticare la malattia da reflusso sono:

  • Esame radiologico del tubo digerente: il paziente deve bere una piccola quantità di liquido di contrasto per poter visualizzare l’anatomia e la funzione dell’esofago, dello stomaco e delle prime parti dell’intestino tenue
  • Gastroscopia: consente di esaminare l’esofago, lo stomaco ed il duodeno. L’esame si svolge attraverso l’introduzione di uno strumento flessibile nel quale è incorporata una telecamera ed un sottile canale che permette a una pinza bioptica di eseguire prelievi di mucosa
  • Manometria esofagea: l’esame consiste nell’introduzione di una sonda attraverso il naso e la somministrazione di acqua in piccoli sorsi. Viene utilizzato per verificare eventuali anomalie della motilità dell’esofago (peristalsi)
  • PH-impedenziometria delle 24 ore: si posiziona un sondino sottile che, passando attraverso il naso, arriva fino all’esofago ed è connesso ad un palmare. L’esame dura 24 ore e consente il monitoraggio della quantità di materiale refluito (sia acido che non acido) nell’esofago

Cure e terapie per il reflusso gastroesofageo

Per curare il reflusso gastroesofageo è bene procedere con una rieducazione alimentare e dello stile di vita. È essenziale ridurre il peso corporeo (soprattutto la circonferenza addominale) ed evitare il fumo e gli alimenti che potrebbero peggiorare l’acidità come cioccolata, menta, caffè, alcolici, pomodori, agrumi.

Si suggerisce di aspettare almeno tre ore prima di mettersi a letto dopo i pasti e di consumare una cena leggera la sera.

Se, nonostante le attenzioni e la dieta, i disturbi permangono, lo specialista può prescrivere i seguenti farmaci:

  • Antiacidi: neutralizzano l’acido nello stomaco. Hanno un’azione rapida ma non curativa
  • Farmaci che riducono la produzione di acido: gli H2 antagonisti sono rapidi ed il loro effetto dura più a lungo rispetto agli antiacidi. A distanza di tempo, si riduce l’efficacia
  • Farmaci che bloccano la produzione di acido: sono gli inibitori della pompa protonica. Omeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo hanno un’azione iniziale un po’ più lenta ma che cura maniera più efficace le erosioni a livello dell’esofago
  • Farmaci procinetici: si utilizzano per migliorare lo svuotamento dell’esofago e dello stomaco, impedendo la risalita del materiale, soprattutto dopo i pasti. Possono dare effetti indesiderati – seppur rari – come tremori e disturbi neurologici, allungamento del tratto QT all’elettrocardiogramma, aumento dei livelli di prolattina

Se si è predisposti al reflusso, la prevenzione è l’arma vincente.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
One Health

Hantavirus, il punto sul focolaio: passeggeri monitorati, nuovi controlli e allerta internazionale

L’Organizzazione mondiale della sanità conferma che potrebbero emergere altri casi a causa del lungo periodo di incubazione del virus Andes, mentre restano sotto osservazione passeggeri e...
di Isabella Faggiano
Sanità

Tumori, AIFA e oncologi insieme per potenziare l’uso dei dati real world

Nasce un tavolo tecnico congiunto tra AIFA, AIOM, FICOG e CIPOMO per valorizzare i dati dei Registri di Monitoraggio e migliorare appropriatezza terapeutica, ricerca e governance dei farmaci oncologic...
di Redazione
Nutri e Previeni

Pane di grano “gluten free”, dal Cnr una nuova frontiera per i celiaci

Un prototipo di pane di frumento con glutine sotto i 20 ppm apre nuove prospettive per l’alimentazione senza glutine. La tecnologia enzimatica sviluppata dal Cnr consente di mantenere gusto e pr...
di I.F.
One Health

Virus marino e infezioni oculari, primo caso di possibile salto di specie nell’uomo

Uno studio pubblicato su Nature Microbiology identifica per la prima volta un virus acquatico come possibile causa di una malattia oculare emergente nell’uomo. Analizzati 70 pazienti
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Quando il digitale diventa una porta chiusa. Anziani davanti al rischio esclusione

La digitalizzazione promette efficienza ma, senza canali alternativi e supporto, rischia di escludere molti anziani, trasformando l’innovazione in una nuova barriera sociale
di Corrado De Rossi Re