Sanità internazionale 2 Settembre 2019

Vaccini, entro il 2025 Gavi immunizzerà 300 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo

Tra il 2021 e il 2025 verranno vaccinati 300 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo, con otto milioni di vite salvate. L’ambizioso programma è di Gavi, The Vaccine Alliance, che ha lanciato per questo piano una raccolta fondi da almeno 7,4 miliardi di dollari. In questo lasso di tempo, spiega il comunicato […]

Tra il 2021 e il 2025 verranno vaccinati 300 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo, con otto milioni di vite salvate. L’ambizioso programma è di Gavi, The Vaccine Alliance, che ha lanciato per questo piano una raccolta fondi da almeno 7,4 miliardi di dollari. In questo lasso di tempo, spiega il comunicato dell’organizzazione che riunisce partner pubblici come Oms e Unicef e privati, i governi dei Paesi in via di sviluppo investiranno un totale di 3,6 miliardi di dollari nei propri programmi di vaccinazione, più del doppio rispetto alla cifra di 1,6 miliardi di dollari investita nel 2016-2020.

Inizialmente, in una prima fase a partire dal 2000, Gavi ha sostenuto sei vaccini di base; entro il 2025 i vaccini saliranno a 18, inclusi il vaccino inattivato per polio (Ipv), i vaccini per la rabbia e i meningococcici multivalenti, nonché il finanziamento di una scorta di vaccino contro l’Ebola una volta che sarà pre-qualificato dall’OMS. Nella fase successiva, Gavi proteggerà i bambini dalle malattie dell’infanzia, le adolescenti dal cancro cervicale attraverso il potenziamento del vaccino contro il papilloma-virus umano – HPV, e il mondo contro i focolai mortali di Ebola, colera, febbre gialla e meningite fornendo supporto per le scorte di vaccini.

«Negli ultimi vent’anni, the Vaccine Alliance ha contribuito a proteggere una generazione da alcune delle malattie più mortali del mondo – ha affermato Seth Berkley, CEO di Gavi -. Tuttavia, 1,5 milioni di persone continuano a morire ogni anno per malattie prevenibili con il vaccino; inoltre, la complessa combinazione di cambiamenti climatici, conflitti e urbanizzazione sta accrescendo il rischio che scoppino e si diffondano nuove epidemie».

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