Sanità internazionale 17 Novembre 2015

Sanità internazionale

Il dilemma tra qualità ed efficienza

Nove Clinical Commissioning Groups in Gran Bretagna (equivalenti delle nostre Asl) offrono premi in denaro ai medici di famiglia se evitano che i loro pazienti effettuino troppi esami a carico della sanità pubblica: ne parla un’inchiesta della rivista Pulse. In qualche caso il risparmio è raccomandato anche quando si deve accertare la presenza di un tumore; del resto, il National Health Service del premier Cameron punta a risparmiare decine di miliardi di sterline entro il 2020.
Per quanto le iniziative d’Oltremanica possano costituire un precedente inquietante per il nostro Ssn, c’è comunque una differenza forte per ora tra la via italiana all’appropriatezza – il decreto Lorenzin con i limiti alle prescrizioni diagnostiche – e quella rivelata dall’indagine inglese. Sostanzialmente il decreto Lorenzin  punta ad evitare che i cittadini si sottopongano, come talora accade, ad esami non necessari subendo effetti collaterali (esempio, raggi x) e comunque c’è da aspettarsi che qualora vengano negati esami indispensabili, i pazienti si mobiliterebbero con dei ricorsi.
La situazione in Francia è meno controversa, come spiega Serdar Dalkılıç, vice-presidente della Federazione europea dei medici dipendenti: «Secondo l’opinione dell’OMS, il Sistema Sanitario Nazionale francese è uno dei migliori: vanta fondi di previdenza sociale che finanziano il 75% della spesa sanitaria nazionale attraverso trattenute sui salari, mentre l’11% della spesa è sostenuta dai privati». Nonostante ciò, il sistema del terzo pagante, acclamato da cittadini francesi con il 63% di favorevoli, spaventa i medici francesi, preoccupati per il sovraccarico di compiti amministrativi e maggiori spese di gestione.

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