Sanità internazionale 30 Aprile 2019

Marocco, i medici scioperano per quattro giorni contro stipendi bassi e condizioni di lavoro precarie

I medici marocchini hanno proclamato quattro giorni di sciopero per chiedere stipendi più alti e migliori condizioni di lavoro. Hanno iniziato lunedì, quando si sono riuniti a Rabat sotto le bandiere del sindacato indipendente dei medici del settore pubblico (SIMSP) e hanno manifestato insieme a farmacisti e dentisti davanti al ministero della Salute e al […]

Immagine articolo

I medici marocchini hanno proclamato quattro giorni di sciopero per chiedere stipendi più alti e migliori condizioni di lavoro. Hanno iniziato lunedì, quando si sono riuniti a Rabat sotto le bandiere del sindacato indipendente dei medici del settore pubblico (SIMSP) e hanno manifestato insieme a farmacisti e dentisti davanti al ministero della Salute e al Parlamento del Marocco. Fatti salvi i servizi di emergenza, i camici bianchi incrociano le braccia anche martedì, giovedì e venerdì.

Le proteste organizzate dalla SIMSP sono cominciate lo scorso dicembre, quando il ministro della Salute ha accolto alcune richieste del sindacato relative alle condizioni di lavoro, ma da allora pare che nulla sia cambiato.

«Non abbiamo visto alcun intervento positivo da parte del Ministro o del governo, che continuano ad ignorare i motivi delle nostre rivendicazioni. Siamo determinati a continuare questa battaglia», ha scritto la SIMSP.

Come riportato dalla stampa locale, i medici vorrebbero che i loro stipendi venissero calcolati tramite un indice che riconosca gli oltre otto anni di studio necessari per ottenere la laurea, mentre il sistema utilizzato attualmente riconosce solo cinque anni di formazione. Manifestano anche contro quella che è stata definita “anarchia chirurgica”: a causa della carenza di risorse, gli interventi non rispettano gli standard clinici ed i parametri di sicurezza.

Vogliono inoltre un’indagine sui professionisti che si sono dimessi in massa per protestare contro le condizioni di lavoro. La scorsa settimana, 120 medici della Regione centrale del Marocco si sono dimessi a causa delle «condizioni catastrofiche in cui riversa la sanità pubblica». Due settimane fa, hanno abbandonato il proprio posto oltre 300 camici bianchi della regione del Nord, parlando del «deterioramento del sistema sanitario della Regione» e dell’«assenza di condizioni di lavoro adeguate negli ospedali pubblici». Una situazione che va avanti da lungo tempo: lo scorso ottobre, ad esempio, si sono dimessi 200 medici in diverse province del Paese. Può essere che siano andati a lavorare all’estero, Italia compresa?

LEGGI ANCHE: MEDICI STRANIERI IN CORSIA, LEONI (CIMO VENETO): «DIFFICILE CHE ACCETTINO QUESTE CONDIZIONI ECONOMICHE. PREFERISCONO ALTRI PAESI» 

Articoli correlati
Sciopero dei medici, c’è la data: 25 gennaio. Intersindacale: «Rinnovo del contratto, difesa dell’intramoenia e più fondi, ecco le ragioni della protesta»
La seconda giornata di sciopero sarà proclamata, nel rispetto della normativa, entro la prima settimana di febbraio dall’AAROI-EMAC. «La protesta –sottolineano - comprenderà altre iniziative, anche di carattere giudiziario, nei confronti di chi intende disattendere la sentenza della Corte Costituzionale in tema di diritto ad avere un contratto di lavoro»
I sindacati della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria bocciano la manovra e chiedono un incontro al ministro Grillo
I sindacati dei medici, veterinari e dirigenti sanitari replicano. «Non avendo ricevuto alcuna risposta dal Ministro alla richiesta di incontro inoltrata i primi di dicembre, tornano a sollecitare un confronto esprimendo un forte disappunto per i contenuti della legge di bilancio che accoglie in modo marginale le richieste della categoria. Sarebbe davvero increscioso – si […]
Sciopero medici, la voce degli studenti: «Senza programmazione e finanziamenti il nostro futuro è drammatico»
Blocco del turnover, imbuto formativo e precarietà sono solo alcune delle ragioni che hanno spinto tanti studenti di medicina e specializzandi a supportare lo sciopero di venerdì scorso indetto dalla dirigenza medica e sanitaria: «Per noi studenti diventa sempre più complesso capire se avremo un futuro nell’ambito della sanità»
Sciopero medici, adesione tra 80 e 90%. Sindacati: «Senza risposte ci fermeremo anche a dicembre». E Grillo li convoca: «Accoglieremo loro istanze»
Forte adesione anche tra gli anestesisti: hanno aderito in 12mila. Il Ministro della Salute annuncia: «Passi avanti su contratto, nelle prossime settimane ci sarà annuncio». Anelli (Fnomceo): «Medici stufi, ma dimostrano loro attaccamento a SSN»
Contratto medici, CIMO chiede alla Corte dei Conti indagine su dieci regioni. Quici: «Serve trasparenza, dove sono finiti i soldi?»
Il sindacato chiede di attivare un controllo sulla contabilità delle amministrazioni regionali per verificare se e quanto abbiano accantonato per il rinnovo del contratto della dirigenza medica per il periodo 2016-2018. In caso di ammanchi c’è la possibilità che si configuri “danno erariale”
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

ECM, finisce a Striscia la Notizia il caso dei medici non in regola. FNOMCeO: «Dal 2020 sanzioni per chi non sarà in regola»

Anche la popolare trasmissione di Canale 5 punta i riflettori sul caso dei tanti medici che non rispettano l’obbligo di legge sull’aggiornamento continuo in medicina. Gerry Scotti: “Pazienti pre...
Formazione

Obbligo ECM, Rosset (OMCeO Aosta): «La formazione tutela la salute pubblica. Con sentenza si esce dall’ambiguità»

«Il rispetto della formazione, la tutela della salute e l’obbligo di rispondere a quanto viene dettato dal legislatore, quindi a osservare la legge, sono cose assolutamente imprescindibili e che re...
di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
Salute

Guarire dalla balbuzie si può: Chiara Comastri, psicologa ed ex balbuziente, ci spiega come agisce il metodo Psicodizione

Da balbuziente ad esperta di linguaggio: la psicologa Chiara Comastri si racconta a Sanità Informazione e rivela: «Con un approccio di tipo cognitivo comportamentale e un percorso preciso si possono...