Sanità internazionale 24 Agosto 2021 15:07

La Cina ha azzerato i contagi nonostante la Delta, ed è merito del lockdown

A 30 giorni dal focolaio all’aeroporto di Nanchino, la Cina ha riportato i contagi interni a zero. Il merito va a un lockdown estremamente rigoroso, affiancato da una spedita campagna vaccinale, e al tamponamento della popolazione

La Cina ha azzerato i contagi nonostante la Delta, ed è merito del lockdown

Secondo i dati forniti dalla Cina sono bastati 30 giorni di controlli severi e del rigoroso lockdown imposto dalle autorità per tornare alla cifra di zero contagi interni. Poco sopra la ventina quelli importati: 5 nel Guangdong, 4 a Shanghai, 3 sia a Tianjin sia nello Yunnan, 2 a Pechino e uno ciascuno nelle province di Shanxi, Zhejiang, Henan e Sichuan.

La Cina ha deciso di affrontare così la battaglia con l’infida variante Delta, più trasmissibile e aggressiva, per limitare i decessi e contagi incontrollabili. La strada del lockdown, che in Italia è stata percorsa solo una volta e solo all’inizio della pandemia, è ancora molto battuta in altri paesi per affrontare le varianti. Ad esempio, oltre alla Cina, l’hanno scelta anche Nuova Zelanda, Australia e Singapore. Mentre è stata presto abbandonata dai paesi europei e americani, bollata come “poco praticabile”.

Il focolaio di Nanchino

Eppure, applicato con estrema attenzione, ha ottenuto quel risultato che in Italia sembra una chimera: i contagi a zero. Lo scorso 20 luglio era scoppiato a Nanchino, tra gli addetti alle pulizie dell’aeroporto, un focolaio di variante Delta che era riuscito a diffondersi in 31 province e oltre 1.200 persone. Di fronte al formarsi di una nuova ondata, le autorità cinesi hanno proposto di imporre nuovamente l’isolamento ai milioni di residenti delle aree interessate, affiancando a questo una massiccia campagna di testing con tamponi e dei limiti ai viaggi in andata e ritorno.

Con le frontiere controllate, i tamponi quasi giornalieri per milioni di abitanti e l’obbligo di stare in casa, il virus è riuscito così a non diffondersi a macchia d’olio e la sua corsa si è arrestata. Inoltre, la Cina ha inoculato oltre 1,94 miliardi di dosi dei due vaccini prodotti a livello nazionale, che però non sono efficaci quanto quelli sviluppati in Occidente. Forse è questa la ragione per cui ricorrere al lockdown imposto con regole ferree è rimasta la soluzione preferita del governo cinese.

Cosa possiamo imparare dall’approccio cinese

In Europa e America la scelta è invece ricaduta sulla “convivenza con il virus”, con la maggior parte delle popolazione vaccinata. Tuttavia, sebbene gli esperti si dicano convinti che il lockdown non possa funzionare nei Paesi occidentali, la Cina può certamente insegnarci qualcosa sul contact tracing. Gestito dal sistema sanitario e controllato anche tramite app, il tracciamento è repentino e funziona. Con il diffondersi di nuove varianti la Cina cambierà approccio?

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

Articoli correlati
Langya: il nuovo virus che viene dalla Cina
Identificati 35 casi, nessuno letale, in 4 anni. Gli studiosi dell’University of Hawaii di Honolulu avvertono: «I cambiamenti climatici aggraveranno del 58% l’impatto delle malattie infettive già note sugli esseri umani». Avanzano anche un’ipotesi estrema, ma non impossibile: lo scongelamento del permafrost potrebbe rimettere in circolazione agenti patogeni del tutto sconosciuti al sistema immunitario umano
Covid, la Cina sta affrontando la più forte ondata in due anni di pandemia
La Cina sta affrontando una nuova ondata di Covid, la più forte da quando è iniziata la pandemia
La commissione nominata dall’Oms critica la Cina: «Poche azioni forti e incisive all’inizio dell’epidemia»
Il documento prodotto dal gruppo indipendente nominato dall’Oms sottolinea le inefficienze ed i fallimenti della risposta internazionale e nazionale alla pandemia. La stessa Oms «avrebbe dovuto dichiarare in anticipo un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale»
OMS a Wuhan, Regimenti (Lega): «Si valutino tutte le piste per indagine su origine del virus»
«Tutte le ipotesi dovrebbero essere valutate attentamente: la struttura genetica della SARS-CoV-2 non esclude un'origine del virus in laboratorio» spiega il medico e europarlamentare della Lega Luisa Regimenti
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale
Covid-19, che fare se...?

Per quanto tempo si rimane contagiosi?

È la domanda da un milione di dollari, la cui risposta può determinare le scelte sulla futura gestione della pandemia. Tuttavia, non c'è una riposta univoca...