Salute 2 ottobre 2018

Contratto, Vergallo (Aaroi-Emac): «Sciopero di un anestesista blocca dieci professionisti. Faremo sentire peso della categoria»

Il presidente nazionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri spiega i motivi che hanno condotto l’intersindacale allo stato di agitazione. E manda un messaggio ai cittadini: «Volete il reddito di cittadinanza o la sanità pubblica?»

Immagine articolo

«Per ogni anestesista che sciopera, si bloccano, in media, altri dieci professionisti, anche se non aderiscono». È Alessandro Vergallo, presidente nazionale di Aaroi – Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani – Emergenza area critica) a parlare del peso del coinvolgimento della categoria da lui rappresentata nelle giornate di sciopero che vedranno la luce nelle prossime settimane. Tra i dirigenti sanitari che attendono da quasi dieci anni il rinnovo del contratto ci sono infatti anche gli anestesisti, fondamentali per mandare avanti reparti e sale operatorie. Ma non c’è solo il contratto tra i motivi che hanno spinto l’intersindacale, di cui Aaroi-Emac fa parte, a proclamare lo stato di agitazione, annunciando manifestazioni e sit-in; c’è anche la crisi che il sistema sanitario sta affrontando e che, a detta dei sindacati, sta mettendo in discussione lo stesso diritto alla salute dei cittadini.

«Insisterò con i colleghi delle altre sigle sindacali – ha dichiarato Vergallo a Sanità Informazione – affinché le giornate di sciopero siano almeno tre, e di una di queste ce ne facciamo carico integralmente come categoria. È infatti evidente che a questo punto la protesta debba assumere dei contorni che impattino sulla cittadinanza, perché occorre sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo».

Un’opinione pubblica che «all’ultima tornata elettorale ha votato questo Governo», un Governo che «non dà alcun segno di interesse, come del resto i precedenti, nei confronti della nostra categoria di lavoratori. Hanno fatto il contratto a tutte le altre categorie ma a noi no, e non si capisce perché» aggiunge Vergallo. «Il Governo Renzi parlava di togliere ai ricchi per dare ai poveri, facendo intendere che i medici ospedalieri fossero ricchi, cosa per altro non vera. Questo Governo, dal canto suo, pur avendo fatto tante promesse non ha promesso ai cittadini il diritto alla salute, che passa attraverso la valorizzazione del lavoro dei medici».

Saranno proprio i cittadini a subire le conseguenze degli scioperi, e per questo, per Vergallo, «non sarà facile farli passare dalla nostra parte. È ovvio che in questo momento il grande polverone viene sollevato sul reddito di cittadinanza. Se i cittadini vogliono questo rinunciando al Sistema sanitario nazionale pubblico va bene, è una scelta di popolo. Ma una categoria di lavoratori non può fare altro che sensibilizzare l’opinione pubblica verso una corretta attribuzione di importanza alle promesse elettorali. E il nostro stato di agitazione va in questa direzione», conclude.

Articoli correlati
Contratto, Grillo ai medici: «Siamo dalla vostra parte». Ma per il fondo sanitario solo 1 mld in più nel 2019. Poi annuncia: «Utilizzeremo specialisti al quinto anno di corso»
A margine della presentazione dell’operazione “Estate tranquilla 2018” dei NAS, il Ministro torna sul tema del numero chiuso: «Abolizione sarà graduale, ma prima tavolo con università». E chiarisce: «Ci vuole una programmazione più lunga, non è pensabile esaurire un intero programma elettorale in tre mesi»
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Rinnovo del contratto e difesa della sanità pubblica, i medici scendono in piazza. Sit in a Montecitorio: «Così il SSN muore»
Il ministro Grillo: «Contratto stipulato da precedente Governo che non ha previsto le dovute coperture». La reazione di Fp Cgil: «Inaccettabile che il Ministro non sappia che il contratto della dirigenza medica non sia stato rinnovato col passato Governo». Prima dello sciopero del 9 novembre, nuova audizione dei sindacati alla Camera
Il Provider deve richiedere a tutti i relatori l’autocertificazione sul conflitto d’interessi indipendentemente dalla presenza dell’eventuale conflitto?
Il Provider deve richiedere a tutti i relatori l’autocertificazione sul conflitto d’interessi indipendentemente dalla presenza dell’eventuale conflitto? Il Provider deve acquisire la dichiarazione dei rapporti, degli ultimi due anni, di relatori/moderatori/formatori con soggetti portatori d’interessi commerciali in campo sanitario. I docenti, i moderatori, i formatori devono dichiarare eventuali rapporti con aziende con interessi commerciali in […]
Giornata della Salute Mentale, Ministro Grillo al Museo della Mente: «Serve cambiamento culturale per accettare malattia»
Una visita al Museo della Mente dell’ASL Roma 1 (ex manicomio di S. Maria delle Pietà) per celebrare la Giornata mondiale della salute mentale promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per il 10 ottobre. Protagonista il ministro della Salute Giulia Grillo. «Nella Giornata mondiale dedicata alla salute mentale – ha detto Grillo – ho voluto visitare […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila