Salute 11 Marzo 2019

Vaccini, scatta l’ora x: niente scuola per bambini 0-6 anni senza certificazione. Grillo: «Tutti hanno avuto il tempo per mettersi in pari»

Multe ai genitori, invece, per i bambini di elementari, medie e superiori fino a 16 anni. Intanto vaccinati in aumento secondo i dati del Ministero: in molti casi superata soglia del 95%

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Nelle scuole italiane si avvicina il giorno del giudizio. Il 10 marzo era infatti l’ultimo giorno per mettersi in regola con le certificazioni vaccinali obbligatorie: i bambini da 0 a 6 anni non vaccinati rischiano infatti di non poter accedere alle aule scolastiche. Tuttavia, essendo il 10 marzo domenica, il termine slitta all’11 marzo e dunque gli effetti della norma si potranno valutare solo a partire dal 12 marzo.

L’obbligo è previsto dalla legge Lorenzin del 2017: nonostante la maggioranza Lega-M5S stia lavorando a un disegno di legge in discussione alla Commissione del Senato (oggi scadono i termini per la presentazione degli emendamenti) resta per ora in vigore la normativa voluta dall’ex titolare della Salute.

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La legge Lorenzin, che prevede dieci vaccini obbligatori e, appunto, l’esclusione dalla scuola dell’infanzia per i bambini non in regola (per quelli di elementari e medie invece scattano le multe ai genitori) diventa dunque pienamente operativa, dopo una serie di rinvii, ultimo proprio quello del Milleproroghe che spostava la scadenza dal settembre 2018 al 10 marzo 2019, per evitare il caos alla riapertura delle scuole dopo le vacanze, anche alla luce del fatto che l’anagrafe vaccinale, uno dei capisaldi della legge Lorenzin che consentirebbe di avere un quadro preciso di quanti bambini sono vaccinati, ancora non è pronta.

L’ipotesi di un decreto legge invocato dal vicepremier Salvini che permettesse una nuova dilazione è stata esclusa dal ministro della Salute Grillo: spetta al Parlamento superare l’obbligo vaccinale. La norma, difesa anche dai presidi, serve anche a tutelare i bambini immunodepressi.

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Dunque tutti, salvo appunto casi eccezionali, dovranno dimostrare di essere coperti dalle dieci vaccinazioni obbligatorie a norma di legge: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. In assenza di un’anagrafe vaccinale centrale, i dati dalle Regioni e gli stessi medici dicono che ormai i bambini non in regola dovrebbero essere pochissimi, probabilmente appena poche centinaia (o anche meno) in tutta Italia. Per loro scatterà l’esclusione dalla scuola, che però è a tempo: basterà ai genitori provvedere a far vaccinare i figli e produrre il relativo certificato per garantire di nuovo la frequenza scolastica dei loro bambini. Per la fascia di età da 6 a 16 anni, invece, scatteranno le multe ai genitori: da 100 a 500 euro. In questi mesi sono stati scoperti alcuni episodi di falsificazione delle autocertificazioni, con tanto, in alcuni casi, di pubblicazione via Facebook dell'”impresa”, costata ovviamente una denuncia agli autori.

«Ora tutti hanno avuto il tempo per mettersi in pari. Senza vaccino, niente scuola» commenta oggi in una intervista a Repubblica il Ministro della Salute Giulia Grillo che sul morbillo annuncia: «C’è un’epidemia in atto. E quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie. Ma dobbiamo anche lavorare per convincere i cittadini a fare una cosa positiva per la loro salute, non imporre».

Intanto sono statui diffusi i dati sulle coperture vaccinali: in diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della Sanità pari al 95%. In particolare, la copertura nazionale relativa ai bimbi nati nel 2015 nei confronti della polio supera il 95% (95,46%), guadagnando un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017; superano la soglia del 95% anche le coperture registrate in 13 regioni. Il dato sulla polio è utilizzato per misurare anche la copertura della vaccinazione esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, Hib, epatite B). L’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%; sei le regioni che superano il 95% e altre tre vi si avvicinano. In aumento anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (90,90% al 31 dicembre 2017 vs 91,98% al 30 giugno 2018) e anti-meningococcica C (82,64% vs 87,77%). Il trend generale positivo è confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali dei bambini nati nel 2014: la copertura vaccinale anti-polio passa dal 95,05% registrato al 31 dicembre 2017 al 95,81% (+0,76%) osservato al 30 giugno 2018; l’aumento è ancora più marcato nel caso del morbillo, che cresce dell’1,97%, passando da 92,38% a 94,35%.

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