Salute 24 Maggio 2019

Tumori del sangue, AIL e Leukemia insieme per ricerca e sostegno al paziente. Amadori (AIL): «Nessuno deve restare solo»

AIL (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), in occasione dei suoi 50 anni, rilancia insieme a Leukemia, meeting annuale sulle leucemie, la battaglia contro i tumori del sangue

di Lucia Oggianu
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Un’alleanza importante quella tra Ail e Leukemia, Meeting annuale dedicato ai risultati più recenti della lotta alle leucemie, per migliorare le conoscenze sui meccanismi all’origine di molti tumori ematologici e per rendere queste patologie, un tempo infauste, sempre più curabili e spesso anche guaribili. È stato il professor Sergio Amadori, presidente nazionale Ail, ad annunciare la partnership in occasione della conferenza stampa che si è svolta a Roma, durante la quale si è presentato il convegno Leukemia, in programma a Roma il 24 e 25 maggio.

«Celebriamo quest’anno i 50 anni dell’Ail – ha dichiarato ai nostri microfoni il professor Amadori – un traguardo importante raggiunto con tanta iniziativa e risultati realizzati. Ail si è proposta nella sua mission di sostenere la ricerca scientifica attraverso le donazioni. Sostenere la ricerca scientifica oggi è assolutamente fondamentale perché consente e ha consentito i progressi straordinari nel trattamento dei tumori del sangue, malattie che 50 anni fa erano fatalmente mortali a breve termine, senza speranze, e 50 anni dopo siamo arrivati ad allungare la sopravvivenza a tutti i tumori del sangue, a migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti ma soprattutto a incrementare la proporzione dei soggetti cosiddetti guariti».

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Nell’ultimo ventennio, i progressi compiuti in emato-oncologia hanno rivoluzionato la storia di patologie incurabili e fatali fino a 20-30 anni fa, spiega il professor Amadori: «Abbiamo alcune punte, ad esempio la leucemia fulminante che una volta aveva il 15-20% di possibilità di guarigione e oggi invece è del 95% dei pazienti, coma anche la leucemia mieloide cronica, una malattia che entro 5 anni portava a morte tutti, oggi i pazienti sopravvivono come i coetanei di pari età senza malattia quindi è gente che fa una vita normale. Sono solo due esempi ma in realtà vale per tutte le malattie in questo ambito, come il mieloma, per cui oggi è stata quadruplicata la sopravvivenza. Oggi abbiamo tanti farmaci intelligenti per il mieloma, come in nessuna altra malattia. Anche quando la malattia riaffiora abbiamo il farmaco intelligente da dare e questo consente di cronicizzare il mieloma quindi raggiungere grandissimi successi».

Tanti progressi nei trattamenti e nell’assistenza hanno portato a un sostanziale miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita dei malati. Le leucemie, nel complesso, registrano circa 8mila nuovi casi diagnosticati l’anno, con la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi del 43%. Per il linfoma di Hodgkin, sono 1.200 i casi diagnosticati ogni anno e la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è dell’84%.  Sono 10.200, invece, i casi di Linfoma non Hodgkin, per i quali la sopravvivenza è del 60%. 4.500 i casi di Mieloma Multiplo con sopravvivenza del 42%.

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«Ail però non fa solo sostegno alla ricerca scientifica – specifica il professore – ma sostiene il paziente e i familiari mettendo insieme dei servizi a loro favore, perché si tratta di famiglie devastate da una diagnosi e il paziente entra in una nebbia oscura, i suoi sogni sono tutti spezzati. C’è bisogno perciò di ascolto e di sentire qualcuno che sia vicino e noi abbiamo un esercito di volontari che fanno questo in maniera straordinaria giorno e notte. Questo è il dono solidale, il dono gratuito. Grazie alla guida del professor Mandelli Ail ha raggiunto delle vette incredibili di credibilità e noi dobbiamo cercare di fare ancora di più e aumentare ancora i nostri servizi».

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