Salute 28 Settembre 2022 15:08

Terapia digitale: la sfida di Vittoria e Gaia per combattere vulvodinia ed endometriosi

Hale è il progetto di impresa sociale messo a punto da due giovani trentine e selezionato dall’European Investiment Bank Institute tra i migliori 15 d’Europa per migliorare la qualità della vita di chi soffre di dolore pelvico cronico. In palio 75 mila euro

Terapia digitale: la sfida di Vittoria e Gaia per combattere vulvodinia ed endometriosi

Vittoria Brolis e Gaia Salizzoni, under 30 nate a Trento e cresciute all’estero, studi di economia e scienze sociali con un trascorso comune da pallavoliste che le ha fatte incontrare e diventare amiche, sono le due fondatrici di Hale. Il progetto selezionato tra le 15 migliori imprese sociali d’Europa per aggiudicarsi uno dei tre premi in palio nel Torneo di innovazione sociale (Social Innovation Tournament), programma della Investment Bank Institute (EIB) che ogni anno sceglie le migliori imprese a impatto sociale, etico e ambientale tra i 27 paesi europei.

Ad avvicinarle e a motivare il lavoro sono state le loro condizioni di dolore pelvico cronico, malattie invisibili che spesso condizionano la vita di chi ne soffre. Da buone sportive, però, anziché vivere passivamente il dolore pelvico, hanno deciso di “schiacciare” l’avversario e vincere la sfida per sé stesse e per la comunità di donne – oltre il 26% della popolazione femminile – costrette a convivere con la malattia dolorosa e invalidante. Una sfida difficile che ha spinto le due giovani a lavorare per dare uno strumento a chi soffre di vulvodinia ed endometriosi a prendersi cura del proprio benessere mentale e sessuale.

Dalla community su Instagram nasce Hale

Tutto ha inizio nel 2021 quando le giovani dopo un progetto realizzato con il Comune di Trento e una squadra di pallavolo femminile per sensibilizzare il tema delle disfunzioni del pavimento pelvico, decidono di condividere la loro storia sui social, in particolare su Instagram che diventa ben presto la loro “palestra di vita” dove allenarsi per vincere il dolore, e trovare nuove strategie per vivere meglio la quotidianità. Un aiuto arriva anche da Giorgia Soleri e dal Comitato Vulvodinia e Neuropatia del pudendo che, con il suo attivismo, fa da cassa di risonanza. «Avere una community di nove mila persone permette di lavorare e costruire soluzioni. Il processo a cui ci rifacciamo è di co-design, mettendo insieme quelle che sono le competenze degli esperti per esperienza, ovvero noi pazienti, con esperti di conoscenza che sono gli specialisti – spiega Vittoria – vogliamo applicare la terapia digitale a questo ambito». La start up è oggi basata a Berlino «perché la Germania è un paese all’avanguardia – sottolinea – dove già dal 2019 le terapie digitali sono prestazioni coperte dal Servizio Sanitario Nazionale».

Terapia digitale

Sfruttare la popolarità dei social per arrivare alle donne affette da vulvodinia o endometriosi e abbattere i tabù, è il primo step del percorso di creazione di Hale. «Con un linguaggio chiaro e comprensibile soprattutto ai giovani abbiamo voluto raccontare la quotidianità della malattia per far sentire le donne, che ne soffrono, meno sole e sbagliate, creando un punto di appoggio per le pazienti – prosegue Vittoria –. Quindi abbiamo coinvolto diverse figure con preparazione in psicologia, sessuologia e interventi digitali. Con loro abbiamo avviato la versione Beta che sarà sul mercato il prossimo mese di ottobre». Il progetto sostenuto anche dallo “Startup Incubator” di Berlino crea percorsi guidati e personalizzati di psicologia e sessuologia. «Oggi in realtà non possiamo ancora parlare di terapia digitale – puntualizza – ma crediamo che il futuro vada in quella direzione e ci battiamo perché la terapia digitale possa essere riconosciuta e prescritta dai medici anche in Italia, come un qualsiasi farmaco per migliorare la qualità della vita delle donne che ne soffrono».

In attesa che l’Italia si allinei con l’Europa – Germania in primis – la piattaforma sarà messa sul mercato ad ottobre nella versione Beta. In questa prima fase l’utente una volta fatto il test iniziale, riceverà il programma personalizzato.  «In futuro tutto sarà automatizzato grazie all’intelligenza artificiale, oggi è sufficiente “nutrire” il programma manualmente con dati ed esperienze», fa notare Vittoria. Di seguito le pazienti potranno accedere ad un programma in otto moduli con un percorso di psicoterapia e terapia sessuologica. I contenuti saranno in formato audio, video e scritto, «per permettere alla donna di capire meglio il funzionamento del proprio dolore, l’impatto che ha nella propria vita ed accompagnarla in un percorso di consapevolezza di gestione della sofferenza – sottolinea Vittoria. -Non si tratta di telemedicina, dove la paziente è connessa ad un esperto dal vivo, ma di sessioni guidate che l’utente può seguire quando vuole e dove vuole, ogni giorno».

Si punta al premio per affrontare i costi del progetto

Per la messa a punto del progetto e per guadagnare un supporto mediatico a livello internazionale, Vittoria Brolis e Gaia Salizzoni hanno deciso di misurarsi con le migliori imprese ad impatto sociale d’Europa nell’intento di vincere uno dei tre premi: da 75000 euro, da 35 mila euro e da 10mila. «Al di là della gratificazione personale vincere ci permetterebbe di fare le prime assunzioni in ambito scientifico, sostenere la struttura tecnica di cui abbiamo bisogno e iniziare a portare il prodotto sul mercato con una campagna di marketing. La data ufficiale di inizio vendite del programma di terapia di salute mentale e sessuale personalizzato sarà nel mese di ottobre». Nel frattempo, il 29 settembre Hale si contenderà il premio con le altre imprese sociali d’Europa. «Per vincere abbiamo bisogno anche del voto del pubblico – lancia un appello Vittoria -. Sarà possibile seguire la presentazione e votare on line dalle 15 alle 19 sulla piattaforma».

 

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