Salute 18 Novembre 2019

Sud Italia, ci si prepara alla stagione influenzale. Le raccomandazioni di FIMMG e FIMP

Non sarà una pandemia ma massima allerta sulle complicanze per categorie a rischio. Fiducia nel vaccino da parte della popolazione.

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Arriva il freddo anche al Sud Italia, dove la recente ondata di maltempo ha fatto da apripista ai consueti malanni stagionali tra cui, puntuale e immancabile ogni inverno, l’epidemia di influenza. I due ceppi probabilmente attivi saranno le due varianti H3N2 (A/Kansas) e H1N1(A/Brisbane), molto pericolosi per bambini, anziani e soggetti fragili, oltre ai ceppi B/Colorado e B/Phuket, già conosciuti nelle passate stagioni.

Ma in concreto, tra allarmi di pandemie e dubbi sui vaccini, cosa dobbiamo aspettarci quest’anno? Siamo andati a Napoli, e lo abbiamo chiesto al segretario FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale) provinciale, il dottor Corrado Calamaro, il quale ci ha in parte rassicurati: «Non ci troveremo davanti a una pandemia, questo no, ma l’influenza colpirà come ogni anno. E, come ogni anno, sarà fondamentale garantire un’adeguata copertura vaccinale proprio per non mettere in pericolo le categorie a rischio. A noi medici di famiglia il compito di diffondere, consigliare e veicolare messaggi efficaci sull’importanza della prevenzione. Il nostro è un impegno sempre in prima linea». Non mancano le criticità da segnalare, una fra tutte, come spiega il dottor Calamaro, il ritardo con cui vengono distribuiti i lotti di vaccino da somministratare ai pazienti. «Se fossimo dotati dei vaccini con un po’ di anticipo la copertura sarebbe decisamente migliore. In ogni caso, siamo pronti a gestire l’arrivo dell’epidemia, ci aspettiamo una copertura più che sufficiente». Il segretario FIMMG sottolinea anche che «fortunamente le teorie no vax non hanno particolarmente attecchito tra la popolazione del territorio, un punto a favore per la gestione dell’epidemia».

Ruolo fondamentale anche quello dei pediatri, nel consigliare la vaccinazione ai bambini per evitare pericolose complicanze. «Il vaccino è assolutamente indicato per i bambini dai sei mesi ai due anni, soprattutto quelli scolarizzati – afferma il dottor Antonio D’Avino, vicepresidente nazionale FIMP (Federazione italiana medici pediatri) e pediatra di libera scelta a Napoli – dal momento che le complicanze più importanti riguardano proprio questa fascia d’età». Complicanze che coinvolgono soprattutto le vie respiratorie, e che possono sfociare in pericolosissime polmoniti. «E’ fondamentale – continua D’Avino – garantire una copertura vaccinale a tutti quei bambini che presentano situazioni di rischio non solo legate all’età, ma a patologie preesistenti, come ad esempio i bambini cardiopatici. Il nostro compito – conclude D’Avino – è informare e rassicurare le mamme sulla migliore scelta di salute e prevenzione per i loro bambini»

Tra la gente comune emerge un grande ricorso allo strumento vaccinale, soprattutto nella terza età. C’è chi lo fa ogni anno, chi è alla sua prima volta convinto da una moglie o da un figlio, chi lo consiglia a tutti e sostiene che il vaccino antinfluenzale abbia l’effetto di una vera e propria panacea. Emerge dunque una radicata fiducia nella scienza ufficiale e una distanza, anche generazionale, da atteggiamenti e considerazioni che vengono percepiti solo come frutto del fenomeno delle fake news… o semplicemente, una gran voglia di non ammalarsi.

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