Salute 28 dicembre 2018

Spot risarcimento danni, Tortorella (Consulcesi): «Comunicazione ingannevole e scorretta, presenteremo denuncia a Procura di Roma»

Il Presidente del network che opera nel settore della sanità, , intervistato dall’Ansa, condanna il messaggio pubblicitario di Obiettivo Risarcimento con protagonista Enrica Bonaccorti: «Pubblicità causa grave danno d’immagine per gli operatori del Sistema sanitario nazionale»

«Lo spot in onda è una comunicazione ingannevole e scorretta». Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, network dedicato a chi opera nel mondo medico-sanitario e fornisce tutela legale ai camici bianchi, annuncia in una intervista all’Ansa la presentazione di una denuncia alla Procura di Roma contro lo spot con protagonista Enrica Bonaccorti della società Obiettivo Risarcimento messo in onda anche sulle reti tv della Rai.

Nello spot pubblicitario a pagamento la Bonaccorti afferma: «A tutti può capitare di sbagliare, anche agli ospedali. E in questi casi tutti hanno diritto a un giusto risarcimento. Se pensi di aver avuto un danno chiama Obiettivo Risarcimento. Facciamoci sentire. Ci sono fino a dieci anni di tempo per reclamare quello che ci spetta».  Un messaggio che è stato contestato da molte organizzazioni sindacali mediche e da esponenti del mondo politico.

LEGGI ANCHE: FNOMCeO, “OBIETTIVO DIGNITA'”: I MEDICI LANCIANO PETIZIONE ONLINE CONTRO GLI SPOT CHE SOLLECITANO RISARCIMENTI DANNI IN AMBITO SANITARIO

«Uno spot del genere stimola tensione contro il mondo sanitario – sottolinea Tortorella – e fomenta azioni contro gli operatori sanitari. Queste comunicazioni sono sbagliate e vengono fatte da società il cui unico obiettivo è il riscontro economico».

Tortorella specifica inoltre che, stando ai dati ufficiali dei tribunali italiani, «il 97% delle cause intentate in sede civile per risarcimenti in seguito a presunti errori diagnostico-sanitari finisce in un nulla di fatto». E ancora: «La cattiva comunicazione sul Servizio sanitario pubblico è una piaga, il Ssn è un’eccellenza italiana. Uno spot come quello mandato in onda crea un grave danno d’immagine per gli operatori sanitari».

 

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