Salute 15 Marzo 2019

Sindrome cardio-renale: problemi per il 20-40% in soggetti con scompenso cardiaco

Ronco (nefrologo): «Importante che cardiologi e nefrologi collaborino per migliorare la situazione clinica dei pazienti»

di Lucia Oggianu

Cuore e rene, organi anatomicamente lontani ma strettamente legati tra loro. Il coinvolgimento patologico di uno, infatti, può indurre conseguenze nell’altro. Si tratta di un’associazione di tipo fisiopatologico, definita “sindrome cardio-renale”, che crea problemi per il 20-40% in soggetti con scompenso cardiaco e per il 45-63% in pazienti con insufficienza cardiaca. Ce ne parla il professor Claudio Ronco, direttore del reparto di nefrologia dell’ospedale San Bortolo (Vicenza).

Professore, qual è il legame esistente tra problemi cardiaci e sindrome renale cronica?

«È noto da tempo che una disfunzione dell’organo cuore può dare problemi a livello renale. Nel 2008 abbiamo definito e classificato la sindrome cardio-renale come una disfunzione acuta o cronica del cuore, che può dare disfunzioni croniche o acute a livello renale e generare quella che chiamiamo sindrome cardiorenale. Sappiamo che disturbi come insufficienza cardiaca o addirittura sindromi coronariche acute possano dare poi origine a una disfunzione renale che, nel tempo, può portare a una insufficienza renale acuta e cronica. Questo può far capire l’importanza di quello che noi chiamiamo ‘chiacchierata tra gli organi’ e cioè una interazione importante a livello fisiologico e patologico della funzione di questi due organi».

Quali sono a riguardo gli approcci terapeutici migliori?

«Risulta evidente che se non curiamo la patologia di base, difficilmente potremmo avere un miglioramento anche del secondo organo coinvolto. Di conseguenza, in un paziente che ha un danno renale cronico derivante da una cronica alterazione della sua perfusione del sangue che gli arriva, in relazione a una grave insufficienza cardiaca, se noi non curiamo l’insufficienza cardiaca, non andremmo mai correggere il danno renale. È un modo evidente per far capire che i cardiologi e i nefrologi debbano collaborare insieme per il miglioramento della situazione clinica di questi pazienti».

Articoli correlati
Tumori del sangue, AIL festeggia 50 anni. Il presidente Amadori: «Grazie al professor Mandelli siamo punto di riferimento nel volontariato sociale»
L’associazione che segue le persone affette da leucemie, linfomi e mieloma dal 1949 traccia un bilancio del suo operato: «Prima la diagnosi di questo tipo di malattia era un dramma per il paziente e per la sua famiglia, ora le cose sono cambiate. Tra i nostri cavalli di battaglia lo sviluppo delle cure domiciliari»
Salute e migrazioni, al via convegno a Palermo. AME: «Arrivano sani, si ammalano qui»
L’Associazione Medici Endocrinologi si riunisce a Palermo: «Nessuna minaccia per la salute pubblica»
Copenaghen vuole raggiungere la migliore qualità di vita al mondo e offrire maggiore salute a tutti i cittadini
Katrine Schjonning, Health Manager della capitale danese, spiega a Sanità Informazione in che modo prevenzione e formazione consentono di ottenere l’ambizioso risultato
Osteoporosi, nel mondo causa una frattura ogni 3 secondi. In Italia ne soffrono 4,5 milioni di persone
Fabio Vescini (endocrinolgo): «Non tutte le persone con una bassa massa ossea devono essere trattate con i farmaci. Terapie solo per i pazienti con un elevato rischio di frattura»
di Isabella Faggiano
Fibrillazione atriale, Grimaldi (cardiologo): «Dati dimostrano che trattamento non interrotto con edoxaban è sicuro nei pazienti sottoposti ad ablazione»
Lo studio ELIMINATE è stato presentato al Congresso EHRA 2019 di Lisbona ad un simposio della Daiichi Sankyo. Il cardiologo dell'Ospedale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti Massimo Grimaldi: «Importante proteggere il paziente dalle ischemie cerebrali senza però aumentare il rischio di emorragie maggiori»
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti - inviati a Lisbona
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone