Salute 19 Ottobre 2018 14:51

Simedet, parla il Presidente Capuano: «Grazie alla multidisciplinarietà puntiamo a dare una corretta informazione in sanità»

La Società italiana di Medicina Diagnostica e terapeutica, nata un anno fa, ha celebrato il suo primo congresso parlando dei vaccini. Tra i responsabili scientifici l’immunologo Aiuti e il professor Fara

Offrire una corretta informazione ai cittadini-pazienti e mettere insieme le varie professionalità della sanità in un’unica società scientifica. Sono tra gli obiettivi prioritari della Simedet, la Società italiana di Medicina Diagnostica e terapeutica, che ad un anno dalla nascita ha deciso di dedicare il suo primo Congresso al tema dei vaccini nell’intento di ribadire il ruolo dei vaccini e delle vaccinazioni per la salute pubblica. Una scelta dei responsabili scientifici della società, gli accademici Fernando Aiuti e Gaetano Maria Fara, condivisa dal Presidente Fernando Capuano. «Noi come Simedet – spiega a Sanità Informazione Capuano – contribuiamo a fare una corretta informazione. Siamo un po’ contro il dottor Google: constatiamo che molte volte il paziente si rivolge al medico con delle conoscenze acquisite in modo un po’ arbitrario».

Dottor Capuano, lei è presidente della Simedet, una società giovane, nata un anno fa, che raccoglie esponenti di diverse professioni sanitarie. Ce ne vuole parlare?

«Siamo nati giusto un anno fa, con il patrocinio del Ministero della Salute e di Montecitorio, è una delle prime società italiane multidisciplinari. Raccoglie il contributo scientifico-esperienziale delle 22 professioni sanitarie del nostro Paese. Il nostro obiettivo con il convegno dei vaccini è un obiettivo multidisciplinare: noi riteniamo che il contributo di tutte le professioni può incidere favorevolmente sullo stato di salute della persona, per garantire ai pazienti una diagnosi più corretta e una terapia più mirata e personalizzata».

LEGGI ANCHE: VACCINI, L’IMMUNOLOGO AIUTI: «DOVERE SOCIALE PROTEGGERE IMMUNODEPRESSI, SI’ ALL’OBBLIGO PER OPERATORI SANITARI»

Da poco è stato introdotto il nuovo Ordine delle Professioni sanitarie: pensa sia una opportunità importante per questi professionisti?

«È una realtà sfidante. Con la legge n.3 del 2018 finalmente dopo 20 anni 17 professioni sanitarie che vanno dal fisioterapista al podologo, dall’igienista dentale ai tecnici di laboratorio biomedico non avevano una realtà ordinistica. Quindi è una realtà sfidante soprattutto per la sicurezza delle cure: avere un albo nazionale dà la garanzia al cittadino di ricevere le prestazioni corrette da un professionista abilitato. Quindi 250mila operatori si stanno censendo e finalmente avremo questo Ordine multialbo, il primo a livello europeo, dei Tecnici di Radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, diagnostiche e riabilitative. Quindi un’ottima possibilità che un po’ rispecchia il motivo della Simedet, cioè mettere insieme le varie professionalità proprio per evitare l’autoreferenzialità».

Avete scelto un tema particolare per questo evento, quello dei vaccini, un tema di grande attualità. Avete nel comitato scientifico l’illustre professor Aiuti. Come mai avete scelto questo tema?

«Il tema è stato scelto sei mesi fa dal Comitato scientifico presieduto dall’immunologo di fama internazionale professor Aiuti. L’abbiamo scelto per la corretta informazione. La Simedet non ha una visione politica ma si basa sulle evidenze scientifiche: il convegno sui vaccini serve per la corretta informazione. Noi come Simedet contribuiamo a fare una corretta informazione. Siamo un po’ contro il dottor Google: constatiamo che molte volte il paziente si rivolge al medico con delle conoscenze acquisite in modo un po’ arbitrario. Simedet vuole consigliare i siti indicizzati, anzi il vostro canale potrebbe aiutare a dare al cittadino una corretta informazione. Molte volte ricevere informazioni errate crea un danno».

 

Articoli correlati
Quarta dose al palo, Anelli (Fnomceo): «Medico torni a essere punto di riferimento»
La quarta dose stenta a decollare. Per il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, solo restituendo al medico le sue competenze è possibile rilanciare il secondo richiamo
di Valentina Arcovio
Dopo quanto tempo ci si può ammalare di nuovo di Covid-19?
Gli studi indicano che le reinfezioni con Omicron sono più frequenti. Una ricerca suggerisce un intervallo tra i 90 e i 640 giorni, un'altra tra i 20 e i 60 giorni
DL Riaperture, via libera dalla Camera. Cosa cambia per mascherine, isolamento, green pass e obbligo vaccinale
Il provvedimento recepisce la fine dello stato di emergenza. Prorogato lo smart working per i lavoratori fragili. Medici in quiescenza potranno continuare a ricevere incarichi di lavoro autonomo
di Francesco Torre
Epatiti misteriose, il microbiologo: «Adenovirus resta indiziato numero 1, non si esclude correlazione con Sars-CoV-2»
Il responsabile di Microbiologia del Bambino Gesù sulle epatiti virali acute nei bambini: «Lockdown e mascherine potrebbero aver scatenato un debito immunitario». Quali sono i sintomi da tenere d'occhio
World Immunization Week, 23 milioni di bambini sotto 1 anno non hanno i vaccini di base
Durante la pandemia in calo le coperture vaccinali tra i più piccoli. Cricelli (SIMG): «Il Covid, in Italia, non ha fermato la campagna vaccinale contro l’influenza per adulti fragili e anziani. Anche se messo a dura prova, il sistema sanitario vaccinale italiano resta uno dei migliori al mondo»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 16 maggio, sono 521.544.720 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.264.094 i decessi. Ad oggi, oltre 11,40 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Se la linea del tampone rapido appare sbiadita significa che la carica virale è più bassa?

Il tampone rapido, oltre a verificare l'eventuale positività, è anche in grado di definirla in termini quantitativi?
di Valentina Arcovio
Salute

Epatite acuta pediatrica misteriosa. Caso del bimbo di Prato, Basso (Bambino Gesù): «Migliora spontaneamente»

Si sta facendo strada l’ipotesi che possa trattarsi non dei classici virus che danno vita alle epatiti A, B e C, ma di un adenovirus, spesso causa solo di banali raffreddori, che nei bambini pu&...