Salute 22 dicembre 2017

Si può morire di “cuore spezzato”? «L’80% di chi ne soffre è donna»

«La sindrome insorge dopo forte stress fisico o emotivo». Così ai nostri microfoni la dottoressa Roberta Della Bona, Cardiologa del Policlinico Casilino

Si chiama sindrome del cuore spezzato e colpisce quasi esclusivamente le donne. La patologia, che presenta sintomi molto simili ad un infarto, può insorgere in seguito ad un forte stress emotivo o fisico, mentre in alcuni casi può seguire ad un episodio di violenza. Niente di “romantico”, dunque, ma un problema serio che può avere conseguenze molto pesanti. «Questa patologia – spiega ai nostri microfoni la dottoressa Roberta Della Bona, Cardiologa del Policlinico Casilino – si manifesta in maniera molto simile ad un infarto miocardico acuto, dal quale si differenzia solo perché non avviene occlusione delle coronarie. In comune c’è un’alterazione della contrattività del ventricolo sinistro del cuore, che può essere anche molto importante e può portare ad una disfunzione ventricolare acuta che se non trattata in maniera tempestiva può causare anche la morte del soggetto».

Un vero pericolo per la vita, insomma, che colpisce prevalentemente le donne: «Circa l’80% dei casi che si registrano riguardano donne in età post-menopausale e spesso arrivano dopo un forte stress che può essere sia emotivo che fisico. Tra gli stress emotivi possiamo citare, ad esempio, un lutto molto grave o eventi catastrofici come i terremoti, con perdita di parenti o della propria abitazione. Tra quelli fisici, invece, possiamo annoverare interventi chirurgici o di violenza, soprattutto sulle donne. Le cause fisiopatologiche alla base di questa sindrome – continua la dottoressa Della Bona – non sono del tutto conosciute. Si ipotizza anche una predisposizione genetica su cui però si stanno conducendo ancora degli studi che, si spera, chiariranno alcuni aspetti di questa sindrome. Quel che è venuto fuori, però, è che spesso esiste una correlazione dal punto di vista fisiopatologico con il sistema nervoso centrale. Nello specifico – spiega ancora la dottoressa –, c’è un aumento di catecolamine, che avviene dopo che il soggetto ha subito lo stress, che va ad interagire con la corteccia celebrale. Queste catecolamine vengono prodotte e poi vanno a stimolare i recettori che sono localizzati a livello cardiaco, portando appunto a questa disfunzione della contrattività miocardica». Ma cosa si può fare per combattere questo tipo di patologia? «Se trattata tempestivamente e bene – conclude la dottoressa Della Bona – la sindrome regredisce nella maggior parte dei casi, con una prognosi positiva».

 

Articoli correlati
Patologie delle valvole cardiache. Freri (Cuore Italia): «Colpiti un milione di italiani»
Al via “Ascolta il mio cuore”, la campagna di sensibilizzazione organizzata da Cuore Italia, sostenuta da Senior Italia FederAnziani, e culminata in una “camminata per il cuore” tra i giardini di Villa Borghese, a Roma.
di Isabella Faggiano
Stress danneggia il DNA, studio italiano mette in luce basi genetiche
Esperimento coordinato dal Dipartimento di Biologia della Sapienza ha evidenziato l’attivazione di elementi genetici mobili (trasposoni) con possibili gravi conseguenze per l’organismo. Possibile ruolo nell’invecchiamento umano
Napoli, all’ospedale Santobono iniettato un monitor cardiaco
Il cuore dei bambini monitorato con una siringa sotto cute. L’intervento di eccellenza è avvenuto all’ospedale Santobono di Napoli, dove qualche giorno fa un bambino è stato ricoverato dopo aver avuto una sincope dovuta ad un’improvvisa alterazione del ritmo cardiaco.Per questo motivo, come riporta Repubblica, l’equipe del dottor Paladini ha provveduto ad iniettare sotto pelle un […]
No Tobacco Day, OMS: «Il fumo non causa solo il cancro, ma anche infarti e ictus»
In Italia un minore su 10 è fumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto. I dati presentati all’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco
Ipertensione, al via Progetto Zero di A.L.I.Ce. Italia Onlus e SIMG
Prevenire l’ipertensione arteriosa, definita anche “killer silenzioso”: questo l’obiettivo del Progetto Zero, nato dalla proficua collaborazione dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus) con la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). A.L.I.Ce. Italia Onlus ribadisce l’appello diffuso in occasione di “Aprile mese della prevenzione”, ricordando quanto sia importante il […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Salute

Pensioni, i contributi vanno in prescrizione? Cavallero (Cosmed): «Controllate estratto conto Inps»

Tra i temi affrontati alla Giornata della previdenza anche la contribuzione ridotta della quota B («Si può comunicare anche dopo il 30 settembre»), le prospettive di riforma della Legge Fornero ed ...