Salute 18 Giugno 2018

Sanità, le sfide di Paola Boldrini (PD): «Medicina di genere e malattie rare tra le priorità. Ministro Grillo difenda salute pubblica»

La senatrice democratica annuncia una proposta di legge sulla fibromialgia. E si dice pronta ad un’opposizione costruttiva sui temi sanitari: «Quando c’è un problema da risolvere si devono superare anche i colori politici»

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È entrata in Parlamento nel 2015, quando è subentrata alla Camera alla deputata Emma Petitti. Dal 2018 Paola Boldrini, Partito Democratico e nessuna parentela con l’ex Presidente della Camera, è senatrice e, come nella passata legislatura, annuncia il suo impegno nella sanità. A partire dal tema della talassemia e delle donazioni di sangue che la vede da sempre in prima fila, come è stato per il lancio del World Blood Donor Day insieme al coordinamento Civis e al Centro Nazionale Sangue. Annuncia un’opposizione costruttiva perché su certi temi di salute «si superano anche i colori politici». Dal Ministro Grillo si aspetta che «mantenga degli impegni per mantenere la salute pubblica di tutti».

Senatrice, lei è da sempre vicina al mondo della sanità. Nella scorsa legislatura si è occupata di medicina di genere, trasfusioni, donazioni di sangue. Questa XVIII Legislatura, iniziata da poco, la vedrà ancora protagonista nel mondo della sanità? Quali sono le proposte di legge che sono già in cantiere?

«Io ho già chiesto di essere inserita in questa legislatura in Commissione sanità come lo ero nella precedente alla Camera. Continuerò ad occuparmi, come mi sono sempre occupata, di temi molto vicini alle persone, come quello delle trasfusioni insieme all’associazione dei talassemici, ma non dimenticherò di portare a termine anche il tema della medicina di genere. Nella scorsa legislatura è stato approvato il Ddl Lorenzin dove all’articolo 3 c’è la medicina di genere quindi mi sto portando avanti anche con i decreti attuativi in collaborazione con chi lo deve fare. È importante affinché ci sia una reale applicazione della medicina di genere. Per ora è sulla carta, a scopo volontario. In tante regioni si sta facendo qualcosa, ma le indicazioni devono essere a livello nazionale. Poi mi sto occupando da tanti anni e lo sto facendo anche attraverso altri atti con una proposta di legge, interrogazioni e risoluzioni della fibromialgia che è un altro tema vicinissimo a tante donne che soffrono di questa sindrome, un coacervo di varie sensazioni di dolore, una vera e propria sindrome. Poi farò parte dell’intergruppo sulle malattie rare, un’attenzione a tutte quelle malattie che non hanno risonanza ma che hanno bisogno di ascolto. Il mio impegno politico è caratterizzato dalla vicinanza con le persone, con i pazienti che continuamente chiedono di essere ascoltati. Senza i pazienti non possiamo fare provvedimenti importanti per migliorare la loro salute. Il mio impegno sarà costante e continuo».

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Voi siete all’opposizione ma dal nuovo Ministro della Salute Giulia Grillo cosa si aspetta?

«Ho conosciuto personalmente l’onorevole Giulia Grillo perché sono stata in varie commissioni con lei. Reputo che sia una persona che si è sempre spesa laddove ci sono degli obiettivi comuni da raggiungere. Io immagino che la sua figura sia verso questo orizzonte e quindi mi auguro che ci sia molta collaborazione con lei soprattutto su obiettivi super partes. Quindi opposizione o non opposizione, quando c’è un problema si superano anche i colori politici. Mi auguro anche che mantenga degli impegni per mantenere la salute pubblica di tutti».

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